Circa il 10% delle gravidanze superano la data prevista per il parto. Il protrarsi della gestazione oltre il termine fisiologico può determinare un incremento del rischio sia per la madre che per il bambino:
- la placenta tende ad invecchiare, riducendo così l’apporto di ossigeno e nutrienti al feto;
- il liquido amniotico tende a diminuire perché prodotto in quantità minore;
- infine, un’eccessiva crescita fetale potrebbe determinare complicanze al momento del parto.
Per tali ragioni allo scadere della 40° settimana si attua un monitoraggio più stretto del benessere materno-fetale tramite CTG, ecografie e visite ostetriche ravvicinate. Generalmente oltre la 41° settimana si preferisce indurre farmacologicamente il parto.
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