Egli mangiava sempre e soltanto la pastasciutta, per questo motivo tutti in casa lo chiamavano Pastalino.

Un giorno la mamma gli chiese: - Pastalino cosa vuoi per merenda? - " Pasta al sugo, mamma, che altro?" - Per esempio ci sarebbe del formaggio...- e la mamma poggiò sul tavolo un piatto con una bella forma di pecorino fresco. Pastalino lo guardò appena, poi si mise a giocare, ma ad un tratto sentì una vocina: - Ehi, vuoi giocare con me? - " Chi mi chiama? E tu chi sei?- " Mi chiamo Pin, sono il vermetto del formaggio" rispose la solita vocina " mi sento un po’ solo qui dentro, se tu venissi a farmi compagnia ci divertiremmo un sacco!" - Come faccio, io sono un bambino, non sono mica un verme!- " Questo non è un problema." E detto questo Pin schioccò le zampette e in men che non si dica Pastalino si trasformò in un vermetto. - Oh, com’è morbido qui dentro, non avrei mai creduto prima d’ora che avrei provato l’ebbrezza di trasformarmi in un verme e per di più di visitare l’interno di un formaggio pecorino.- " Assaggiane un po’, senti quant’è buono..." - Effettivamente non è male. - e Pastalino si leccò la zampetta. " vedi qui c’è il parco giochi, dai vieni sullo scivolo con me. Ecco la scuola, anche noi vermetti studiamo."

Pastalino osservava tutto con attenzione, pieno di curiosità e intanto gustava il buonissimo formaggio, ma ad un tratto ci fu uno scossone tremendo e fu sbattuto lontano dal suo amico Pin. " Pastalino dove sei? Vieni non aver paura! " Pastalino strisciò piano verso di lui e si sentì più tranquillo, tutt’intorno era buio fitto e si sentiva un puzzo tremendo. - Pin dove siamo finiti?- " Non ho idea, mi sembra di essere in mezzo ai rifiuti".

Il vermetto aveva ragione, la mamma di Pastalino, infatti, avendo visto che il pecorino era pieno di bruchi l’aveva buttato via, perché ormai era andato a male. I due amici erano così finiti tra bucce di mele marce, resti di pesce e lattine di bevande, l’odore non era davvero dei migliori. - E... e ... adesso che facciamo? - chiese spaventato Pastalino - ci arrampicheremo su e troveremo la luce - e detto questo Pin cominciò a strisciare senza una direzione precisa. " Se riesco ad uscire da questa storia, credo proprio che mangerò il formaggio a merenda" pensò Pastalino.

Poi chiese timidamente: " potrei tornare a casa, credo proprio di non aver finito i compiti, ma mi dispiace lasciarti da solo!" - Non preoccuparti per me, incontrerò di sicuro qualche amico vermetto-. " Vieni su con me, potresti aiutarmi a studiare la storia". - E’ un’idea, non sono molto preparato sulle cose degli umani, ma almeno staremo insieme -. E detto questo schioccò le zampette e Pastalino tornò il bambino di sempre. " Ciao mamma, cosa stai preparando per cena? " - Pastasciutta al sugo con parmigiano, ma a te non piace...- " Stasera, invece, sarà il mio piatto preferito, ho un’acquolina!" -

Cosa? E’ incredibile, ma che ti è successo? E... da dove vieni? Hai un odore!- " Sarebbe troppo lungo da spiegare" rispose Pastalino e strizzò l’occhio a Pin che stava tranquillo al calduccio nella tasca dei suoi jeans.

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