La pappa dolce dei fratelli Grimm

C'era una volta una povera fanciulla pia, che viveva sola con sua madre; e non avevano più nulla da mangiare. Allora la fanciulla andò nel bosco e incontrò una vecchia che già conosceva la sua povertà, e che le regalò un pentolino. Doveva dirgli: "Cuoci la pappa!" e il pentolino cuoceva una buona pappa dolce di miglio; e quando diceva "Fermati pentolino" il pentolino smetteva di cuocere. La fanciulla lo portò a casa a sua madre: la loro miseria e la loro fame erano ormai finite, ed esse mangiavano pappa dolce ogni volta che volevano. Un giorno che la fanciulla era uscita, la madre disse: "Cuoci la pappa!". Quello fa la pappa ed ella mangia a sazietà; ora vuole che il pentolino la smetta, ma non sa la parola magica. Così quello continua a cuocere la pappa, e la pappa trabocca e cresce e riempie la cucina e l'intera casa, e l'altra casa ancora e poi la strada, come se volesse saziare tutto il mondo, ed è un bel guaio e nessuno sa come cavarsela. Infine, quando non restava una sola casa intatta, ritorna a casa la fanciulla e dice: "Fermati, pentolino!" e il pentolino si ferma e smette di fare la pappa; e chi volle tornare in città, dovette farsi strada mangiando.

(da "Fiabe" dei fratelli Grimm, Mondadori classici, vol. secondo, p. 418)

La minestra di Gianni Rodari

Un po' per la mamma, un po' per il papà,

un po' per la nonna di Santhià,

un po' per la zia che sta in Francia…

Fu così che al bambino venne il mal di pancia."

(Gianni Rodari, "I cinque libri", Einaudi, 1993 p. 152)

La filastrocca della pappa

Guarda guarda

Un can che scappa

S'è portato via la pappa

Via la pappa del mio bambino

Per portarla al cagnolino

Cagnolin, tutto contento

Se la mangia in un momento

Se la mangia e fa "Bu Bu"

E la pappa non c'è più.

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