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Età ossea

La valutazione dell'età ossea o scheletrica viene stabilita valutando la comparsa dei nuclei di ossificazione delle ossa della mano.

a cura di: Dott. Sergio Manieri (pediatria)

Come interpretare i risultati della radiografia del polso. Mio figlio ha quattro anni ed è alto 94 cm. La radiografia del polso, secondo le tabelle di Greulich e Pyle, indica un età ossea compresa tra i due anni ed i due anni e otto mesi. Cosa significa?

Partiamo da alcune considerazioni iniziali: un bambino di 4 anni che è alto 94 cm, si colloca all'incirca al 3° percentile delle curve di crescita per la statura. Questo significa che se si osservano 100 bambini sani di 4 anni di età, 97 hanno un'altezza superiore a 94 cm e gli altri 3 hanno un'altezza corrispondente a 94 cm: suo figlio è uno di questi 3 bambini. Essere al 3° percentile significa collocarsi a -2 deviazioni standard dalla media per l'età, cioè al limite minimo di un intervallo considerato di normalità. L'altezza in età pediatrica dipende ed è influenzata da diversi fattori, che devono essere singolarmente considerati, prima di esprimere un giudizio di normalità o di alterata crescita: statura alla nascita, altezza dei genitori, trend di crescita negli anni precedenti, crescita ponderale e rapporto tra peso/altezza. Se la crescita staturale si è sempre collocata ai limiti inferiori della norma ma anche, ed a maggior ragione, se si è verificato un peggioramento progressivo od improvviso della statura, allora si devono avviare tutta una serie di indagini diagnostiche.

Tra questi esami vi è anche la valutazione dell'età ossea o scheletrica: essa viene stabilita valutando la comparsa dei nuclei di ossificazione delle ossa della mano, che è risaputo avvenire in fasce di età ben precise. In pratica si tratta di confrontare la radiografia di mano e polso del bambino in esame con quelle, relative alle diverse età pediatriche, contenute in un Testo-Atlante elaborato dagli studiosi Greulich e Pyle. In effetti, l'età ossea esprime l'età normalmente confacentesi con il grado della maturazione scheletrica dimostrata nel bambino e coincide con l'età cronologica comunemente intesa. Con questa coincide anche l'età staturale, cioè l'età normalmente confacentesi con la statura o lunghezza corporea del bambino.

Cioè, per semplificare, un bambino "normale" di 4 anni dovrebbe avere un'età ossea valutata sui 4 anni ed un'età staturale di circa 4 anni. Ora, un'età scheletrica ritardata rispetto all'età cronologica (e nel nostro caso il divario è di circa un anno e mezzo) potrebbe esprimere una crescita "difettosa" se valutata in un contesto che tenga conto delle considerazioni prima esposte ed in presenza di qualche anomalia delle altre indagini volte ad individuare stati di malassorbimento, allergie, malattie endocrine e/o metaboliche.
Se, invece, ci troviamo di fronte ad un ritardo "isolato"dell'età ossea, senza cioè altre anomalie concomitanti, l'atteggiamento più saggio è quello di valutare costantemente l'andamento futuro della crescita staturale e ponderale per cogliere tempestivamente ogni eventuale peggioramento o la comparsa di segni e sintomi che al momento sembrerebbero non esserci.

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