Prevenire la trasformazione da rinite allergica ad asma Mio figlio, di due anni e otto mesi, ha iniziato a soffrire di rinite allergica. Premetto che io sono un soggetto molto allergico con diverse positività a diversi pollini, dermatite da contatto, nichel e mercurio, aspirina, alimenti vari, ecc... Mi ritengo molto fortunata perché la mia allergia si è fermata, ormai da oltre 15 anni, ad una semplice anche se fastidiosissima rinite. Dato che mio figlio ha iniziato da piccolo ad avere problemi con i pollini, quante possibilità ci sono che si possa trasformare in asma? E quale prevenzione per evitare problemi respiratori?

Innanzitutto bisogna precisare che soltanto in una certa percentuale di casi (30% secondo alcune statistiche) l'eziopatogenesi dell'asma bronchiale deve ritenersi esclusivamente allergica. In altri casi concorrono fattori infettivi e di diversa altra natura. In Italia la prevalenza dell'asma bronchiale nella popolazione generale è del 4-5%, con insorgenza spesso al di sotto dei cinque anni, con il sesso maschile più frequentemente colpito del sesso femminile. La familiarità svolge un ruolo importante per quanto riguarda la precocità di insorgenza della sindrome asmatica: in oltre il 70% dei bambini asmatici c'è una familiarità positiva per asma bronchiale o per altre allergopatie.

La prevenzione per evitare problemi respiratori può essere di ordine ambientale (bonifica in casa per ridurre il contatto con acari della polvere, evitare il contatto con animali, soprattutto il gatto) o effettuando una terapia desensibilizzante sublinguale per l'allergene responsabile del quadro clinico, qualora la sintomatologia diventasse più intensa (dopo i 3-4 anni di età). La terapia desensibilizzante è l'unica in grado di modificare l'evoluzione verso un'eventuale asma successiva, essendo tutte le altre terapie esclusivamente sintomatiche e non in grado di agire sull'evoluzione della malattia allergica stessa.

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