Dove si trova

La vitamina D è liposolubile, cioè si scioglie in presenza di grassi. Questa vitamina si forma sulla pelle (fonte principale) mediante la trasformazione ad opera dei raggi ultravioletti del sole di un precursore della vitamina D situato sulla pelle stessa. È stato dimostrato da alcuni studiosi che nel lattante è sufficiente l'esposizione al sole del volto e delle mani per 2 ore alla settimana per garantire un adeguato apporto di vitamina D. Nel bambino e nell'adolescente è sufficiente l'esposizione delle mani, delle braccia e del volto per 10-15 minuti al giorno, 2-3 volte alla settimana durante il periodo estivo.

Il contenuto di vitamina D nei comuni alimenti è scarso tranne che nel pesce (salmone, sardine, sgombro, tonno, olio di fegato di merluzzo), nel tuorlo d’uovo ed è generalmente insufficiente a coprire i fabbisogni, cioè le quantità necessarie all’organismo. La vitamina D è resistente al calore.

La vitamina D, formatasi nella pelle o introdotta con gli alimenti subisce nell’organismo alcune modificazioni prima di diventare attiva.

A che cosa serve

E’ essenziale per la normale crescita delle ossa e per la loro solidità: infatti regola il metabolismo del calcio e del fosforo e agisce sulla calcificazione delle ossa, favorendo l’assunzione di questi minerali.

Che cosa succede se manca

Il deficit di vitamina D è responsabile del rachitismo che causa il rammollimento e la comparsa di deformità delle ossa. Questa malattia in Italia oggi è molto rara per effetto delle migliorate condizioni socio-economiche, delle mutate abitudini di vita e delle supplementazioni con vitamina D ai bambini. Si osserva ancora in alcune fasce di popolazione come gli immigrati dal Nord Africa e gli adottati dall’Europa dell’Est. Tuttavia si possono verificare manifestazioni di carenza lieve spesso non riconosciute per alterato assorbimento intestinale (come avviene ad esempio nella celiachia) o per ridotta esposizione ai raggi del sole: questa avviene durante l'inverno, quando la luce del sole è nascosta dalle nuvole o dagli inquinanti dell’atmosfera e quando i bambini stanno poco all’aperto o vengono troppo coperti. L'effetto dell'esposizione alla luce del sole è ridotto anche nei soggetti con pelle scura.

Stati di carenza si possono verificare anche in alcune situazioni:

  • malassorbimento, cioè un cattivo processo di assorbimento intestinale, come si verifica ad esempio nella celiachia
  • malattie del fegato
  • uso prolungato di medicine ad azione anticonvulsivante
  • bambini nati prima del termine

Se la vitamina D viene somministrata, sotto forma di supplementi vitaminici, a lungo in dosi elevate può causare un’intossicazione consistente in mal di testa, perdita dell’appetito, nausea, vomito, stitichezza, aumento della frequenza e della quantità di urine emesse e aumento della pressione del sangue.

Prevenzione

Dal punto di vista pratico, è consigliabile che a tutti i bambini di età inferiore ad un anno allattati al seno sia somministrata una dose giornaliera di adeguate quantità di vitamina D (200-400 Unità Internazionali), a partire dai primi giorni o prime settimane di vita; la vitamina D può essere eventualmente sospesa durante il periodo estivo se il lattante è esposto regolarmente al sole. La vitamina D deve essere somministrata anche ai bambini alimentati con latte artificiale (che contiene supplementazioni di questa vitamina) soltanto se ne assumono meno di 500 ml al giorno.

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