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Il Pediatra risponde

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Visite domiciliari: le regole pediatriche

Il Pediatra deve venire quando lo chiamo? Tutte le regole per le visite domiciliari pediatriche.

a cura di: Dott. Giuseppe Varrasi (pediatra)

Abito a Bergamo ed ho una bambina di 13 mesi, che ha appena avuto l'otite e la febbre a 39.5°. Ho telefonato alla pediatra e, malgrado l'alta temperatura, mi ha detto di portarle la bambina. A fronte della mia richiesta di intervento a domicilio, ha risposto negativamente.

La domanda è: "Può un pediatra rifiutarsi di venire a visitare una paziente quando questa, proprio per problemi di salute, non può recarsi la lei? E se la bambina avesse avuto qualcosa di più grave di una semplice otite, dove mi posso rivolgere per avere una assistenza a domicilio?"

Le visite domiciliari sono da sempre un problema, che nasce sostanzialmente dal conflitto fra una richiesta della famiglia (che poggia sulle motivazioni del singolo) e la disponibilità del pediatra (che deve vedere il problema da un punto di vista collettivo). Ci spieghiamo meglio, elencando alcuni punti per la riflessione.

Problema dal punto di vista della famiglia:

  • il bambino ha la febbre e non posso portarlo fuori;
  • il Dott. XY, se pago la visita, viene a vedermelo anche di notte;
  • non ho la macchina;
  • ... e se vengo in studio e poi mi prende qualche altra malattia dagli altri?

Problema dal punto di vista del pediatra:

  • il pediatra di famiglia ha in carico circa 1000 pazienti; se ciascuno di essi mediamente in un anno telefona 10 volte e viene visitato 6 volte (conteggio ottimistico), ogni giorno il pediatra effettua 20 visite e riceve 30 telefonate; se, come evidente, il flusso di lavoro non è uguale in estate e in inverno, probabilmente in molti mesi dell'anno i numeri suddetti vanno raddoppiati. Ciò significa che, in un giorno invernale da 30 visite, visitare in studio ad un ritmo di 4 visite per ora comporta 8 ore di attività (escludendo telefonate, informatori farmaceutici, aggiornamento, contatti con l'ospedale, ecc.). Se lo stesso carico di visite si intende a domicilio, in una città vuol dire non poter fare più di una visita ogni 30 minuti (se vicine e non in ore di punta); quindi, le ore dedicate diventano 16. In altre parole, visitando in studio il pediatra riesce a soddisfare un maggior numero di richieste;
  • oltre a questo, nelle ore che trascorre in auto o a casa dei pazienti, il pediatra è praticamente irreperibile dal resto dei suoi assistiti: la segreteria telefonica non sostituisce certo il contatto diretto e a volte può essere causa di irreparabili disguidi; il cellulare non è una soluzione praticabile dovunque e da tutti; e comunque essere trovati al telefono non significa essere subito disponibili ad una visita, mentre se si è in studio un urgenza può essere immediatamente accolta;
  • infine, in studio si visita meglio. L'ambiente idoneo, gli strumenti giusti, la luce migliore, lo schedario o il computer con i dati del bambino, i libri da consultare al bisogno (non c'è da vergognarsene: un dubbio deve venire ogni tanto), la possibilità di praticare qualche esame (urine, tamponi, impedenzometria, spirometria) o di fare medicazioni o di somministrare farmaci, tutto migliora la qualità del lavoro. E poi, anche la qualità della comunicazione con la famiglia risente positivamente dell'ambiente;
  • non è un caso se in tutti i Paesi del mondo l'attività medica si intende come ambulatoriale: a domicilio va solo l'ambulanza per le urgenze;
  • non si può confrontare un servizio pubblico con una attività privata: uno studio legale (privato) sta aperto fino a tardi, mentre il tribunale (pubblico) chiude alle due; è ovvio che il singolo che lavora in proprio è disposto ad attività extra, che non sono regolate da nessun contratto e che determinano entrate proporzionate. Se lo Stato ritiene di dover aumentare i benefici offerti agli assistiti, dovrà attrezzarsi per lo scopo: dare meno bambini in carico a ciascun pediatra e quindi assumere più pediatri e quindi maggiori costi. Attualmente, questa non sembra essere una politica praticabile, per cui il pediatra di famiglia rimane un servizio pubblico che copre una fascia importante dei bisogni di salute del bambino e della collettività, ma non si può pretendere che li copra tutti (meno che mai i bisogni privati);
  • la febbre non è una controindicazione: somministrare un antipiretico qualche ora prima del trasporto allevia sicuramente il disagio. Altro discorso è se si presume che il bambino abbia una malattia contagiosa pericolosa per gli altri: in questo caso la visita domiciliare può essere una soluzione migliore.

Cosa si può fare, allora?

Anzitutto, regolare l'attività di studio con appuntamenti; evitare le attese troppo lunghe; evitare le occasioni di contagio; adeguare la durata di apertura dello studio; dare alle famiglie precise istruzioni su come affrontare le più comuni situazioni di malattia; farsi trovare. E poi, quando la situazione lo richiede, la visita domiciliare si fa. Il necessario rapporto di reciproca fiducia e stima deve, alla fine, evitare che la richiesta diventi un conflitto: la famiglia pone un problema (non "chiede una visita") e il pediatra indica le soluzioni (non "concede una visita").

1/1/1997

1/1/2000

I commenti dei lettori

Chissà perchè, il mio medico di base prevede la visita domiciliare in presenza di febbre alta (e si arrabbia pure se non la richiediamo) E SONO ADULTA, mentre il PDB di mia figlia di 2 anni si rifiuta in presenza di febbre alta sostenendo che la febbre non costituisce un impedimento. Ma allora ditemi perchè la febbre è un problema per gli adulti e non lo è per i bimbi, i quali si dice non debbano avere sbalzi termici? Tra l'altro, ma quali strumenti mai utilizza un pediatra in studio che non siano trasportabili in borsa (e l'ho verificato di persona, più di uno stetoscopio, una lampadina, una paletta e lo strumentino per visitare le orecchie non utilizza)? MA FATEMI IL PIACERE, ANDATE A LAVORARE, MEZZOLAVORISTI (COME SI BEA DI CHIAMARE NOI MAMME IL PDB DI MIA FIGLIA)!!!

Lidia (CE) 04/01/2012

voglio solamente far presente che con tre figli con febbre alta il pediatra si rifiuta di venire a domicilio....le tasse che pago? quelle non valgono!!!!!!!!!!! 

ezio (SA) 18/01/2012

A titolo d'informazione....per chi non capisce quelle che sono le esigenze di un medico: -in ambulatorio effettuo circa 60-70 visite al giorno (il 70% di queste visite sono tutte banalità: ditemi se è giusto che per un semplice starnuto o un semplice colpo di tosse sia necessario consultare il medico e si pretenda in ambulatorio una visita completa che fa perdere tempo prezioso magari da dedicare a casi più urgenti)! - dalle ore 8.00 alle 20.00 di sera ricevo più di 100 telefonate!!! - Ho una serie di visite domiciliari già programmate per bambini che hanno particolari esigenze (affetti da patologie gravi e quindi intrasportabili)! -Una visita domiciliare (quando già si conosce l'indirizzo) porta via la media di mezz'ora - tre quarti d'ora)! MA DI QUANTE ORE E' COMPOSTA UNA GIORNATA? PER QUANTO TEMPO UN "ESSERE UMANO" PUO' SOPPORTARE QUESTI RITMI?

Antonio (CE) 19/02/2012

E' intollerabile che un pediatra si rifiuti di effettuare una visita a domicilio se il bimbo ha la febbre o peggio ancora una malattia virale. La pediatra si è rifiutata di passare con il mio bimbo con la sesta malattia in corso...

Gianluca (PV) 17/12/2012

Gianluca, non solo è tollerabile, ma pure comprensibile e perfino giusto.

E' tollerabile perchè trasportare un bambino malato, in condizioni protette (avendo abbassato la febbre con paracetamolo, avendolo ben coperto e trasportandolo in auto) non costituisce rischio per la sua salute.

E' comprensibile perchè il pediatra deve affrontare decine di situazioni analoghe ogni giorno e non può certo permettersi di gestirle a domicilio.

E' giusto perchè il tempo dedicato ad una visita domiciliare per una virosi delle prime vie aeree è tempo sottratto all'assistenza di altri pazienti potenzialmente più urgenti o bisognosi.

Nel fare queste considerazioni, del tutto legittime da parte di un genitore preoccupato, si dimentica che il pediatra non è il proprio medico personale, ma un medico incaricato dal servizio pubblico di gestire 1000-1400 bambini e che ognuno di essi ha diritto ad avere attenzione e prestazioni adeguate. La visita domiciliare premia i primi che la chiedono e lascia gli altri privi del loro pediatra, bloccato nel traffico invece che disponibile nel proprio studio.

Giuseppe Varrasi, Pediatra (BS) 17/12/2012

E' una vergogna! La pediatra è "disturbata" dalle mie "richieste/necessità" circa 7 volte l'anno, tra bilanci di salute e influente/otiti/infezioni virali varie. Più che uno studio medico sembra uno studio commercialista dove tutto è estremamente preciso e dettato dagli orari rigidi. Orari studio, segreteria tel.,ecc. Ma un essere umano non ha orari per ammalarsi, non posso tel. dalle 8 alle 10 per visite urgenti (presso studio tra l'altro!). Se la febbre alta compare alle 11???? Stiamo robotizzando tutto, anche noi stessi. Una volta il medico era SEMPRE reperibile e arrivava pure a cavallo! e non esistevano i suoi pazienti e i pazienti di un altro dott.! Ora è tutto complicato, per ogni richiesta bisogna procedere con un iter burocratico infinito... Ecco, appunto! Lasciatemi i soldi nel mio salario (anziche' farmi pagare le tasse sanitarie) che pago il pediatra privato; così come sono costretta a fare PEL LA GUARDIA MEDICA PEDIATRICA NOTTURNA, che non esiste - se non in forma privata a 75 euro/visita -

Rosita (TO) 19/12/2012

Sono figlia di un medico "di altri tempi": ricordo il campanello che di casa che suonava di giorno e di notte, senza feste comandate o settemana corta, non c'era Natale o Pasqua o ferragosto in cui lui non rispondesse alla richiesta e non si recasse a casa del malato e soprattutto, se si trattava di un neonato si recava da lui anche più volte al giorno senza richiesta dei genitori, ma solo per sua serietà professionale! e dove? a volte lungo stradelli percorribili solo a dorso d'asino per affrontare situazioni di vera emergenza (parlo degli anni settanta e non del medioevo!! e in umbria alta valle del tevere). E dire che aveva più di 2000 assistiti! Oggi pechè i pediatri non effettuano visite a domicilio mettendo in pericolo i piccoli? E' la legge che glielo consente? Vorrei leggerla: qualcuno me la può indicare?

(PG) 29/12/2012

Ha detto bene, erano altri tempi, sotto tanti punti di vista. Tempi in cui non si chiamava il medico per il raffreddore, in cui non c'erano due auto e tre televisori per famiglia, in cui si usavano i "ricostituenti" e si credeva che coprire la gola proteggesse dalla faringite, in cui non si doveva prescrivere ricette con un computer per non sbagliare, in cui non c'erano studi legali specializzati in cause sanitarie, in cui non ci si curava con i cristalli, in cui le nonne gestivano e non complicavano i problemi, in cui i medici di famiglia venivano pagati a prestazione. Tempi in cui il rispetto per il lavoro, anche altrui, era garantito. Piaccia o no, non ci sono più i tempi di una volta. E nemmeno i medici. E nemmeno i pazienti.

Ma ciò non toglie che la qualità della professione ora sia migliorata rispetto al passato. E che la qualità si possa e si debba misurare non sul comfort della visita domiciliare, ma sul governo della salute collettiva e sull'attenzione agli stili di vita e alle patologie serie o croniche. Questo fa adesso la moderna medicina.

Giuseppe Varrasi, Pediatra (BS) 29/12/2012

credo che il pediatra in presenza di febbre alta (39 in su) dovrebbe recarsi a domicilio per lo meno in presenza di temperature esterne fredde per evitare uleriori complicanze poi il bello che raccomandano di non farli uscire se non sono sfebbrati almeno da 2 giorni comunque x fortuna il pediatra di mia figlia e' estremamente disponibile alle visite domiciliari ovvio se necessarie sabry ge

sabrina (GE) 29/01/2013

il mio pediatra lavora 8 ore la settimana e non fa' visite domiciliari. quando chiami un privato non ti prescrive le medicine. e' giusto che debba comportarsi in questo modo non essendo mai disponibile? rita
 

RITA (FG) 01/02/2013

Rita, ci sembra difficile che il tuo Pediatra lavori un'ora e mezza al giorno: anche solo ricevere le telefonate richiede più tempo!. Ma se fosse davvero così, è il caso di porre la questione alla ASL e chiedere loro di verificare. Le visite domiciliari sono un'altra questione, come appare chiaro dal dibattito su questa pagina.

Giuseppe Varrasi, Pediatra (BS) 02/02/2013

perche' visto che ci sono tanti giovani medici non dimezzano il numero di bambini asegnati ad un pediatra cosi' forse ce la farebbero a venire a casa

cristina (BO) 27/02/2013

Ieri mattina ho chiamato il pediatra per mio figlio di 17 mesi con 39 di febbre e vomito. Fuori diluviava e il pediatra mi ha detto di portare mio figlio in studio (ha lo studio in una via dove non ci sono molti parcheggi). Io gli ho chiesto di venire perchè ero sola e non sapevo come fare a portarlo con quella pioggia...e lui cosa mi ha risposto? Farà come fanno tutti gli altri signora! Ma si può? E' una vergogna...e questi per ogni paziente prendono dei soldi. Che schifo! E il codice deontologico dei medici dove do mettiamo?

simona (SP) 12/03/2013

Ma quanti soldi prendiamo a bambino, se l'è mai chiesto,cara signora? e qual è il carico di lavoro che abbiamo e quanti disagi e quante preoccupazioni e quante spese? eppure dopo tutto quanto e "nonostante tutto quanto" lei e quelli come lei relegano tutta la nostra bravura e la nostra disponibilità solo a fare o no le domiciliari! un pediatra di base

BC (NA) 23/03/2013

La prima cosa che mi hanno chiesto: "viene a casa?" dopo 10 anni la gente si rende conto che se fai 10 ore di ambulatorio (continuate) e cerchi di risolvere i problemi seri la visita domiciliare non ti viene mai richiesta ...bambini di 3 mesi con febbre/bronchiolite in sala mamma tranquilla e rassicurata, bambino visitato a casa, Grazie Dottore alla fine della visita (di solito). Ho conosciuto  pediatri massimalisti che si facevano anche 12-13 visite domiciliari in un giorno e pure criticati se arrivavano tardi........lasciamo stare la necessità di tali visite.

fabio virgilii (FR) 13/04/2013

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