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Il Pediatra risponde

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Accertamenti a tappeto e screening

In Pediatria è corretto eseguire accertamenti solo quando esiste un sospetto diagnostico. Questa regola dipende dal fatto che i bambini normalmente non soffrono di malattie croniche.

a cura di: Dott. Giuseppe Varrasi (pediatra)

Come mai nei primi mesi di vita l'unico controllo, oltre a quelle normali del pediatra, si limita solo a verficare con un'ecografia lo stato dell'anca? Non sono previste visite cardiologiche, polmonari, ecc., eseguite con le moderne tecnologie non pericolose per un neonato, quali ecografie, tac o altro?

Per cercare una situazione di malattia, è necessario partire da qualche elemento concreto. In Pediatria è corretto eseguire accertamenti (del sangue, strumentali o visite) solo quando esiste un sospetto diagnostico. Altrimenti, aumenta la possibilità di ottenere risultati falsamente positivi e di avviare un circolo vizioso di ulteriori controlli.

Questa regola, che non si riscontra nella medicina degli adulti o degli anziani, dipende dal fatto che i bambini normalmente non soffrono di malattie croniche e dunque la possibilità di intercettarne una in un bambino apparentemente sano è inferiore alla probabilità di commettere un errore nell'esame. In altre parole, facendo esami a tappeto nei bambini sani si raccolgono più errori che informazioni. Al contrario, se compare un sintomo significativo, la propabilità di mirare a qualcosa di concreto diventano sufficientemente consistenti da rendere l'accertamento utili e significativo.

Gli screening

Diverso è il discorso degli screening, cioè dei controlli di massa sulla popolazione sana (quale è quello dell'ecografia per la displasia dell'anca o quello dell'ipotiroidismo alla nascita).  Questi, per avere un significato, devono rispondere a precisi criteri di opportunità. In sintesi, si può dire che vale la pena di impiegare risorse in uno screening solo quando:

  • si tratti di patologie serie
  • si tratti di patologie frequenti
  • sia possibile diagnosticarle con certezza con una metodica semplice
  • sia possibile intervenire sul decorso della malattia con un intervento terapeutico precoce
  • i costi del tutto siano compatibili con le risorse (e non siano meglio destinabili altrove).

Nessuno degli accertamenti da lei prospettati risponde a questi criteri: non è quindi opportuno che la sanità pubblica li prenda in considerazione.

Da ultimo, due osservazioni. La TAC è tuttaltro che un esame innocuo (a prescindere dal fatto che è anche molto costoso): essa consiste di una serie di radiografie eseguite a strati e, se la zona interessata è ampia, rappresenta un carico di radiazioni notevolissimo, giustificato solo per un sospetto diagnostico serio.

I bilanci di salute del Pediatra

Le "normali visite" del Pediatra rappresentano invece lo strumento più completo e prezioso attraverso cui la salute del bambino viene garantita e controllata: Con un costo complessivamente molto basso (circa un quindicesimo della spesa sanitaria complessiva pro-capite, cioè di quanto lo Stato spende in sanità per ciascuno di noi: farmaci, ospedali, esami, impiegati delle ASL, ecc.), ai bambini è garantita la continuità dell'assistenza da parte di un professionista specializzato, disponibile in caso di malattia e vigile nel controllo della salute.

Pur con i limiti della generalizzazione, per cui certamente qualcuno può riferire esperienze non positive, tuttavia la Pediatria di famiglia italiana rappresenta un fiore all'occhiello nel panorama non sempre limpido della nostra sanità.

1/10/1997

15/5/2016

I commenti dei lettori

A proposito del ruolo del Pediatra, non mi ci ritrovo. La pediatra delle mie figliole ha l'abitudine di sottoporle a tutti gli screening possibili ed immaginabili, pur in mancanza di qualsivoglia sospetto.

Un esempio: mia figlia all'età di 1 anno ebbe una febbre da + giorni, la chiamai: mi prescrisse visite a gogò x sospetti problemi renali, fino alla cistigrafia. Si trattava di una placchetta, e fu il primo ed unico episodio ( ebbe febbre dopo 1 anno).

I bilanci: occasione di inutile angoscia: l'altra bimba cresceva poco in altezza ( mamma, papà, nonni... tutti intorno a cm150): screening per sospetta CELIACHIA fino a visita endocrinologica. Grazie a Dio tutto ok.

Altro bilancio: la dottoressa chiese a mia figlia di camminare (nemmeno tolse le scarpette). La bimba ancheggiò con aria giocosa: visita ortopedica per sospetto piattismo. Nulla di ciò.

Se chiedevo il perchè di questi "approfondimenti" in mancanza di SINTOMI mi rispondeva con aria seccata: "perchè così non potrà dire che la pediatra non ci ha pensato", oppure: "lei non s'interessa delle sorti di sua figlia" oppure "si prenda una Laurea in Medicina!"

bruna (BA) 06/12/2010

A volte si passa da un eccesso ad un altro, la mia pediatra lascia sempre correre ed io mi preoccupo perchè non viene mai approfondito nulla. Non sono esagerata io, anzi, mi fido, ma ho sempre il timore di non averlo curato abbastanza. Basterebbe una via di mezzo, non troppi medicinali, nè troppi antibiotici, ma è necessario far luce sulle cause dei disturbi dei nostri piccoli. Alcune volte è meglio insistere, per cautela, con razionalità. Cordiali Saluti

Elena (RM) 04/04/2011

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