ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

L'esperto risponde

tutte le risposte dei nostri specialisti

Ha difficoltà nel socializzare

Mio figlio di cinque anni spesso si avvicina ad un gruppo, ma viene respinto. Come possiamo aiutarlo in questa difficoltà nel socializzare? I consigli dello psicologo.

a cura di: Dott.ssa Loredana Piratoni (psicologa)

Il mio bimbo di cinque anni e mezzo ha difficoltà di socializzazione: lui si avvicina al gruppo di amichetti ma spesso viene respinto o ignorato; non ha un amichetto "preferito". Ultimamente, se capita qualcosa e lo incolpano, non tenta neppure di difendersi (ovviamente quando non ha colpa) oppure dice "ho tentato di dirlo ma non mi ascolta...". Come posso aiutarlo? Premetto che sono sempre con lui al di fuori della scuola, cerco di seguirlo in tutto e di spronarlo a stare con gli altri (pratica calcio e nuoto).

Cara mamma, dal poco che mi dici non mi sembra che il tuo bimbo abbia difficoltà di socializzazione: si avvicina agli altri e questo già è sufficiente per eliminare questa pesante ipotesi diagnostica. Quanto all'essere accettato o all'integrarsi in un gruppo è, ahimè, un altro discorso.

L'inserimento in un gruppo passa attraverso meccanismi particolari e spesso incomprensibili: un "gruppo" tende alla propria sopravvivenza, l'elemento nuovo viene spesso sentito come una potenziale minaccia e quindi allontanato. Nella migliore delle ipotesi al povero malcapitato tocca l'ingrato ruolo del capro espiatorio. E questo indipendentemente dalle caratteristiche della personalità del nuovo aggregato, o dall'età, o dal sesso, o dallo status sociale.

Anzi. Più volte è stato osservato che un gruppo, per rinforzare la propria coesione e quindi per appagare i propri membri insoddisfatti e in vena di rivolta nei confronti del leader, scarica su un elemento, o su un altro gruppo, aggressività e frustrazione. Questa dinamica è funzionale al mantenimento dello status quo, gli equilibri e i poteri non vengono alterati, tutti i componenti sono protetti e nessuno di loro viene penalizzato.

Per chiarire questo concetto, pensa alle frequenti difficoltà che incontra spesso una "nuora" nella famiglia del marito. Sarà sempre colpa sua (sarà cioè il capro espiatorio) tutto quello che succede: se il marito ingrassa o dimagrisce, se dorme troppo o se soffre d'insonnia, persino se ha problemi di lavoro, e questo a dispetto anche delle capacità intellettive del marito stesso, che sarebbe un acefalo mentecatto se fosse realmente così. E, per la cronaca, dalle mie parti, nel meridione, questo gap viene facilmente superato con un'altra bella trovata: la "fattura"; il marito non è deficiente, è solo vittima di un malocchio.

Come vedi, la "colpa" non è mai di un membro del gruppo. Per tornare al tuo bimbo, anche lui possiede, come tutti gli esseri umani, in ugual misura tanto spirito di cooperazione che di competizione: anche lui proverà gli stessi, frequenti e dolorosi conflitti di interesse tra queste due "spinte", che ovviamente lo spingeranno a comportamenti opposti.

Tuttavia, per tua tranquillità, ti garantisco che sono rare e transitorie le relazioni basate sullo sfruttamento; e che quindi anche il tuo bimbo imparerà ad elaborare strategie comportamentali più evolute che gli assicureranno un rapporto ottimale tra profitti e perdite, in termini di salute e soddisfazione individuale.

Personalmente, io aspetterei ad allontanarlo da questo gruppo, soprattutto perché non sono sicurissima che anche per lui la situazione sia tanto problematica e dolorosa; invece lo spronerei a tenere un atteggiamento diverso, cioè ad avere una maggiore loquacità e comunicativa con gli altri bambini, a mostrare affetto e a chiedere con gentilezza, a presentare un comportamento gioviale e di sostegno per gli altri. Prova a "trasformarlo" in un leader. Male non gli fa di certo.

13/9/2002

28/8/2016

I commenti dei lettori

Mio figlio ha tre anni e mezzo, va all'asilo da quando ha 20 mesi e ha sempre avuto il problema del distacco da me al momento che devo lasciarlo, in modo particolare quando si trova im nezzo alla confusione di tutti i bambini che giocano. Lui non ha il coraggio di buttarsi nella mischia. Al contrario se una maestra viene personalmente e lo prende per mano rimane con più facilità. In due anni di asilo non è riuscito a fare la "Recita di Natale" sul palco con gli altri bambini. Come vede la confusione dei preparati si rifiuta e vuole stare solo con mamma e papà.In pratica, ha paura della confusione, in ogni situazione. Sottolineo che è un bambino iperattivo, ma si trova meglio con i bambini più grandi di lui che con quelli della sua età e non capisco la sua paura a buttarsi nella mischia. E' una cosa normale ?

Barbara Marras (SS) 06/01/2011

salve io ho un bambino di quasi 3 anni e molto timido e non si avvicina a nessuno parla bene ma se gli chiedono come ti chiami lui si chiude in silenzio e abbassa lo sguardo. in casa e molto vivace, ma fuori non socializza con nessuno sia adulto che bambino cosa posso fare ? e normale? grazie!

bela (BS) 12/11/2011

Mia figlia ha 9 anni e mezzo e fin dall'asilo ha avuto difficoltà di socializzazione, diciamo che adesso le cose sono un po' migliorate, ma comunque ha abbandonato ogni tipo di sport perchè non sopporta la competizione per un fattore sia di timidezza che per paura di perdere (cosa che accade spessissimo e che la fa chiudere in se stessa, questo succcede anche in tutti i giochi che facciamo in famiglia (carte, gioco da tavolo etc.) se vede che le cose non vanno come piace a lei abbandona il gioco dicendo che nonha più voglia o arabbiandosi. Non so più che strategia usare, ho proprio bisogno di un consiglio, grazie Melania

melania (VE) 25/12/2011

mio figlio ha 4 anni e va all'asilo dall'anno scorso. Speravo in un miglioramento quest'anno per quanto riguarda la socializzazione ma,in realtà, continua ad avere paura del gruppo, di giocare insieme ad altri bimbi. L'insegnante ci ha riferito che ha scelto una bambina con cui giocare,ma si avvicina a lei solo quando è lonatana dal gruppo. Ci ha detto anche che è l'unico bimbo a non mostrare il desiderio di unirsi agli altri e che va continuamente stimolato ad unirsi a loro. Noi genitori pensiamo che questo, forse, è dovuto al fatto che sino ai tre anni d'età è stato sempre con adulti, non ha cuginetti, nè fratelli, però io mi aspettavo che almeno al secondo anno d'asilo cessasse la sua paura del gruppo, essendo un gruppo di bimbi che già conosce dallo scorso anno. Sono preoccupata. Qualcuno può suggerirmi qualcosa, qualcuno che ha vissuto la stessa esperienza con il proprio figlio? Grazie.Rossella

rossella (BA) 05/01/2012

il problema secondo me non è tanto che abbia vissuto sempre a contatto con gli adulti o meno perchè lui per primo riconosce un bimbo della sua età come possibile alleato o nemico,tutto si svolge nel suo istinto e modo di vedere il mondo attravverso i suoi occhi!lui in un gruppo vede come il comportamento molto sociale tra i membri di esso a cui magari non si sente a suo agio e quando la bimba si avvicina a essi e lui non mostra altrettanto interesse è perchè secondo lui quel gruppo potrebbe metterlo in soggezione o comunque si sentirebbe escluso nonostante tutto invece quando si trova con la bimba da solo magari provano interessi simili e giochi che piacciono a tutti e due,la timidezza prima di tutto prende il sopravvento quindi lui per primo deve vincere la battaglia con questa,in secondo luogo il potersi intregare con il gruppo,e questo basterebbe per poterlo superare unirsi al gruppo e vedere quali argomentazioni affrontano i bambini del medesimo però non basta secondo lui peerchè anche l'idea di un rifiuto potrebbe spaventarlo i bambini infatti osservano molto prima di avvicinarsi l'un l'altro..quindi magari provar a farle fare le stesse cose solo per farli entrare in sintonia e rendere il bambino partecipe assieme agli altri lo renderebbe partecipe di qualcosa in cui potrebbe poi superar le difficoltà...qualcosa di molto discorsivo..

antonello (CA) 15/01/2012

BUONASERA,SONO LA MAMMA DI UN BAMBINO DI 4 ANNI, MIO FIGLIO A TUTT'OGGI ANCORA NON VUOLE MASTICARE, INFATTI MANGIA ANCORA OMOGENIZZATI COME UN BIMBO DI 2 ANNI. OLTRE A QUESTO PROBLEMA NON MANGIA NIENTE CARAMELLE, BRIOCHE ECC... DEVO PREOCCUPARMI.

CECILIA (SA) 29/01/2012

io ho un bambino di 3 anni e mezzo e anche lui ha difficoltà nell parlare non è mai andato al nido abbiamo iniziato con la scuola materna e purtroppo lui sta molto a guardare i cartoni anche perchè il mio lavoro non mi permette di fare altrimenti e sempre stato insieme a me e al papà non so cosa fare

michela (MI) 11/11/2012

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

Altro su: "Ha difficoltà nel socializzare"

Bambino timido
Mentre a casa è vivace ed allegro, alla scuola materna è timido e non partecipa ai giochi.
La timidezza la rende antipatica
Per aiutare un bambino a superare la sua timidezza è importante fare sentire il bambino sempre amato ed accettato per quello che è.
L'amico immaginario
La creazione di un amico immaginario non è un comportamento patologico, ma favorisce l'arricchimento della vita personale del bambino.
Subisce le aggressioni, ma non reagisce
Subisce le aggressioni fisiche degli altri bambini senza riuscire a reagire. Vorrei un consiglio su come insegnarli a difendersi.
Bambina timida e capricciosa
Mia figlia di due anni è estremamente timida con gli altri e con me, invece, continua a fare i capricci. Non so proprio più cosa fare.
Si blocca quando viene richiamato dalle maestre
A scuola si blocca quando viene richiamato dalle maestre. A cosa è dovuta questa paura? I consigli per fargli superare questa fase.
logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

La tosse nei bambini: tosse persistente, tosse di notte, tosse secca. Quali rimedi adottare?
I consigli del Pediatra per la tosse nei bambini, i rimedi naturali in caso di tosse persistente, quando usare un sedativo della tosse.
Pratica tanto sport
A nove anni, si allena quattro volte la settimana. E' importante a questa età praticare più attività sportive non dimenticando mai il divertimento.
Vaccinarsi contro la varicella prima di una gravidanza
E' opportuno che le donne che non hanno avuto la varicella eseguano la vaccinazione prima di intraprendere la gravidanza.
Fatica a piegare il ginocchio: menisco discoide
Il menisco discoide è un'affezione congenita che consiste in una alterata forma e dimensione a carico di un menisco.
Perdite vaginali in età pediatrica
Le perdite vaginali in età pediatrica sono attribuibili a flogosi, di varia entità, a carico della vulva e della vagina.

Quiz della settimana

Quale è la causa più frequente di diarrea in età pediatrica?
Un virus
La salmonella
Un parassita intestinale
Un'intossicazione alimentare