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La timidezza nei bambini

La timidezza, il rifiuto dell'altro, la chiusura nell'ambiente sicuro e il pianto avverso a ciò che è sconosciuto sono comportamenti frequenti nei bambini. Come superarli?

a cura di: Dott.ssa Tiziana Candusso (pediatra)

Sono la madre di una bambina dolcissima di quasi tre anni. Vorrei un vostro consiglio in merito al comportamento che dovrei avere nei riguardi di mia figlia che è timidissima con estranei e soprattutto con i bambini preferisce la fuga al gioco. Il suo problema sembra quello di non sapere come fare ad instaurare un rapporto con il bambino che si trova davanti; così, ai giardini preferisce i giochi dove non ci sono bambini, altrimenti si allontana. Inutile dire che i tentativi di inserirla in vari gruppi fin dall'età di 18 mesi, (piscina, ludoteca...) sono stati numerosi ma, ad ogni incontro si doveva iniziare tutto di nuovo e il tempo non era mai sufficiente perché riuscisse a "lasciarsi andare" con gli altri bambini. Se con i bambini è timidissima, con gli adulti (vicini di casa o estranei) è quasi aggressiva e, in risposta al complimento che riceve, sgarbatamente dice alla persona di andare via o si mette a urlare. Con i bambini più piccoli di lei poi, si dà letteralmente alla fuga! Avete qualche suggerimento per aiutarmi a "sbloccarla"?

Durante lo sviluppo del bambino si possono creare situazioni che determinano disturbi del comportamento o "nevrosi infantili". Per inciso, questo concetto è molto discusso nella letteratura specialistica degli ultimi anni, perché compara la nevrosi dell'adulto a quella del bambino, mentre invece le due situazioni sono profondamente diverse, poiché l'adulto ha già una personalità affermata mentre il bambino è ancora "in fieri".

Per questo, parliamo quindi di disturbi transitori del comportamento che, se non seguiti e trattati, possono poi davvero diventare stabili in futuro e affermarsi come nevrosi. Alla base di ciò vi è una affezione psichica i cui sintomi sono l'espressione di un conflitto che ha le sue radici nella storia infantile e costituiscono un compromesso fra le pulsioni e le difese.

Tra i più frequenti disturbi nevrotici infantili citiamo: le paure fobiche, le ossessioni, le manifestazioni di ansia e angoscia, il comportamento isterico (simulazione di malattie) e da ultimo, ma molto frequente, l'inibizione. Quest'ultima è proprio la timidezza esagerata, il rifiuto dell'altro, la chiusura nell'ambiente sicuro, il pianto avverso a ciò che è sconosciuto, l'aggressività come difesa estrema del proprio io.

In questi casi è utile che i genitori affrontino un colloquio con uno psicologo per imparare le tecniche di comprensione e comportamento da tenere quando i bambini si comportano così. Successivamente può essere importante che lo specialista osservi il bambino. In termini molto generali, noi possiamo consigliare di agire sulla rassicurazione della bambina e sulla fiducia in sé stessa.

Ciò non significa solo usare espressioni e toni tranquillizzanti nei suoi confronti, ma soprattutto fornirle validi e stabili punti di riferimento. In altre parole, la paura, nel bambino come nell'adulto, è principalmente causata dal non conoscere cosa ci aspetta; per contribuire a ridurla, quindi, occorre dare spiegazioni chiare, coerenti, non contraddittorie.

Non cadete nell'errore di assumere un atteggiamento iperprotettivo, isolante, compassionevole: la piccola ha bisogno di qualcuno di cui fidarsi e la fiducia si conquista con la coerenza e la pazienza. Se la piccola si sentirà "coperta" alle spalle, potrà lanciarsi con meno timore fra gli altri.

1/11/1997

8/4/2016

I commenti dei lettori

Buongiorno, sono la mamma di una bimba di 18 mesi e vorrei essere rassicurata circa un attegiamento della mia bimba che si sta manfestando da alcune settimane: se riceve un complimento o uno sguardo da una persona adulta sconosciuta, magari al supermercato. o di qualcuno che non rientra nella sua quotidiana cerchia di frequentazione, ammutolisce di colpo, abbassa il volto e sta in questa posizione fino a che il "pericolo estraneo" per come lei lo percepisce si allontata. E' normale tutto ciò o mi devo preoccupare? Come posso gestire queste situazioni al meglio perchè non diventino un problema?

Consuelo (MB) 07/05/2011

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