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Lo sviluppo motorio nel primo anno di vita

Esiste una grande variabilità nei tempi oltre che nelle modalità dello sviluppo motorio nel primo anno di vita. Nello sviluppo motorio di un bambino non esistono delle tappe ben definite.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Esiste una grande variabilità nei tempi oltre che nelle modalità delle acquisizioni motorie: ci sono lattanti molto precoci ed altri più lenti, alcuni capaci di raggiungere rapidamente alcune conquiste per poi sembrare fermarsi ed altri che continuano regolarmente, ma lentamente, il loro sviluppo.

Nelle varie fasi dello sviluppo motorio di un bambino non esistono perciò delle tappe ben definite uguali per tutti proprio in virtù di questa estrema varietà individuale: ad esempio non è infrequente osservare bimbi che camminano senza passare attraverso la fase del gattonamento come normalmente dovrebbe accadere.

Anche i tempi in cui vengono raggiunti certi traguardi possono variare da un bebè all'altro per cui, se solitamente si sta seduti verso i sei - sette mesi di vita, è possibile vedere bambini che già lo fanno a cinque mesi ed altri che vi riescono solo ad otto. Non bisogna perciò preoccuparsi se il proprio figlio sembra presentare un lieve "ritardo" nell'acquisire certe capacità: è più importante infatti la qualità delle diverse funzioni più che i tempi delle loro acquisizioni.

Da zero a tre mesi

  • Nelle primissime settimane di vita il neonato, sdraiato sul dorso, tiene la testa ruotata su di un lato e braccia e gambe flessi, raccolti sul tronco, in una posizione molto simile a quella che aveva all'interno del grembo materno. Quando viene sollevato in posizione seduta, tirandolo per le braccia, la testa pende all'indietro.
  • Ad un mese, a pancia in giù, riesce per qualche istante a sollevare il collo. Quando viene messo a sedere la testa ciondola e tende a cadere in avanti oppure all'indietro.
  • A due mesi inizia a reggere un po' meglio la testina ma solo alla fine del terzo mese il lattante riesce a tenere il capo ben eretto per alcuni minuti di seguito, sia quando è a pancia in giù e sia quando viene preso in braccio.

Da tre a sei mesi

  • A tre mesi compiuti il controllo della testa è in genere buono cosicché la mamma, quando solleva il suo piccolo, ne sostiene le spalle piuttosto che la nuca. Nelle settimane successive, se lo si afferra per le mani per sollevarlo dalla posizione sdraiata, il piccolo spinge leggermente in avanti le spalle come se volesse tirarsi su.
  • Verso la fine del quarto mese il bebè, in posizione prona (a pancia in giù), è in grado di sollevare il busto facendo forza sugli avambracci. In posizione supina (a faccia in su), ad esempio durante il cambio del pannolino, sgambetta energicamente allungando gli arti inferiori e muovendo rapidamente le braccine. La testa è ormai diventata stabile sulle spalle per cui diventa possibile mettere seduto il bambino con un supporto.
  • A cinque mesi inizia a portare i piedini alla bocca e gioca con le dita dei piedi usando le mani. Tra il quinto ed il sesto mese riesce a stare seduto, all'inizio solo per brevi periodi, appoggiandosi allo schienale del seggiolone. Inizia a tendere le mani in avanti quando deve essere preso in braccio.

Da sei a nove mesi

  • All'età di sei mesi il piccolo è in grado di mantenere la posizione seduta, da principio solo se viene aiutato (appoggiandosi in avanti sul palmo delle mani) e poi, con il passare del tempo, a mano a mano che raggiunge un maggiore equilibrio, senza alcun appoggio. Quando viene tenuto in posizione eretta sulle gambe, le estende e, nel momento in cui i piedi vengono in contatto con una superficie dura (ad esempio un tavolo) contrae i muscoli e ruota le gambe per fornire un maggior sostegno al corpo.
  • Verso i sette mesi compiuti il bambino riesce a giocare seduto sul pavimento o nel box, senza cadere all'indietro. All'incirca alla fine dei sette mesi, se il lattante viene sorretto, muove i piedini in avanti accennando alcuni passettini. Quando è in posizione prona è capace di sollevare tutto il busto, portando il peso del corpo sul bacino e sulle ginocchia.
  • Dopo gli otto mesi è bravissimo a rotolare spontaneamente su sé stesso quando si trova sdraiato. Attenzione perciò quando lo si cambia su un letto o su un fasciatoio: un attimo di disattenzione e, con una rapida giravolta, il piccolo può cadere sul pavimento.

Da nove a dodici mesi

  • Tra i nove ed i dieci mesi di vita il bambino è capace di passare senza problemi dalla posizione sdraiata a quella seduta e viceversa. Sa muoversi dalla posizione prona rotolando e dimenandosi, ed è capace di strisciare e di muoversi carponi (in altre parole, di "gattonare"). È in grado, quando seduto, di piegarsi in avanti o di lato, senza perdere l'equilibrio, per afferrare giocattoli o altri oggetti.
  • Verso i dieci mesi è ormai bravo ad alzarsi in piedi, aggrappandosi ad un sostegno, ad esempio le sbarre del lettino o la rete del box. Il controllo nell'abbassarsi non è ancora tuttavia ben sviluppato per cui è divertente vedere i lattanti di quella età cadere all'indietro sedendosi ben protetti dal pannolino.
  • Intorno ai dieci - undici mesi riesce a gattonare velocemente per tutta la casa oppure si muove strisciando rapidamente sul pavimento, raggiungendo tutto quello che lo attira. All'incirca sugli undici mesi inizia, sostenuto per le braccia, a tentare i primi passi. È comunque capace di mantenersi in piedi saldamente quando viene sorretto per un braccio.
  • All'età di un anno cammina abbastanza speditamente se viene tenuto per un braccio o riesce a spostarsi appoggiandosi alle pareti oppure si muove molto rapidamente a quattro zampe o strisciando sulle ginocchia. Più raramente può essere già in grado di camminare, per brevi periodi e con scarso equilibrio, per conto proprio.

4/10/2001

17/6/2016

I commenti dei lettori

Buongiorno, sono mamma di un bimbo di nove mesi, ancora non cammina, si alza in piedi solo se aiutato da qualcuno. Mi è stato consigliato di non mettere le scarpette. In genere quando si possono cominciare a mettere?

Ilaria (RM) 27/05/2013

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