ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

L'esperto risponde

tutte le risposte dei nostri specialisti

Inserimento graduale alla scuola materna

La scuola materna di mia figlia prevede un inserimento graduale. Siamo sicuri che invece l'inserimento graduale non ingigantisca le difficoltà di cambiamento?

a cura di: Dott.ssa Maria Rita Esposito (psicopedagogista)

Mia figlia ha tre anni e mezzo, ed ha frequentato il nido sin dall'età di cinque mesi, sempre fino a luglio compreso. Ora, alla scuola materna, che consta di sei sezioni di cui quattro a "tempo pieno", il "collegio dei docenti" ha optato per un inserimento "graduale" dei bambini, ossia: per tutta la prima settimana una o due ore (secondo la sezione) al giorno, alcune sezioni suddividono i propri bambini in due turni (9-10 e 10,30-11,30); per tutta la seconda settimana dalle 8,30 o 9 alle 11,30; nella terza settimana fino alle 14,30, poi si vedrà. Oggi è il secondo giorno di scuola e mia figlia è già stufa di essere sballottata prima a scuola e poi dalla nonna, mi ha chiesto perché non può rimanere di più a scuola, come mai la mensa è "rotta", perché vado a prenderla così presto a scuola visto che "il lavoro non è finito" (devo tornare di corsa in ufficio!), e che non vuole essere "portata in tanti posti"... Mi chiedo quanto simili modalità di inserimento ("graduale"???) rispondano alle esigenze dei bambini, o anzi non ingigantiscano invece le loro difficoltà di cambiamento d'ambiente!

Mamma, comprendo la difficoltà della sua bambina ad accettare un cambiamento così particolare nell'adeguarsi a ritmi e tempi diversi da quelli a cui precedentemente abituata. Nella fattispecie sua figlia ha già superato quella fase di disagio affettivo legato al distacco dall'ambiente familiare e ciò in virtù del fatto che il suo inserimento precoce, a cinque mesi, è stato funzionale a tutto ciò.

La scuola dovrebbe, nel rispetto di tutti i bambini, tener conto di ogni esigenza, personalizzando pertanto gli interventi: nel caso specifico la possibilità di interessare le attività di alcuni docenti con bambini già frequentanti in precedenza altre scuole o i nidi, in giochi che prevedessero tempi più ampi, avrebbe risposto adeguatamente alle esigenze formative di alcuni alunni.

Tuttavia la difficoltà della piccola nasce anche dal fatto di "sentirsi sballottata prima a scuola e poi dalla nonna", di vedersi "portata in tanti posti" e questo rappresenta un transitorio momento di disorientamento che, da quanto leggo, tenderà ad avere una prossima risoluzione.

Pertanto le consiglio di affrontare serenamente questa fase, anche a casa con la bimba: valorizzi la qualità del tempo scuola più che focalizzarne l'attenzione sulla quantità, le chieda cosa ha realizzato con l'insegnante, quanti amichetti nuovi ha conosciuto, come e con che cosa gioca. La sua serenità sarà quella della piccola e, in questo momento, la sua calma comportamentale, oltre che la spinta all'interesse, all'entusiasmo e alla scoperta della nuova scuola sono fondamentali.

Per quanto concerne l'organizzazione del circolo didattico cui la piccola è iscritta esso risponde all'esigenza della quasi totalità dei bambini che per la prima volta frequentano la scuola dell'infanzia: a riguardo il punto F del Decreto di attuazione del progetto nazionale di sperimentazione ex art.11 D.P.R. n.275/99, trasmesso con la Circolare ministeriale n.102 del 18 settembre 2002, spiega come le istituzioni scolastiche possano sperimentare determinati interventi, anche relativi alla "scansione del tempo scuola in accordo con le indicazioni espresse dalle famiglie, e conseguente rimodulazione dei tempi didattici delle attività".

Sulla scorta di tale indicazione la maggior parte dei docenti della scuola dell'infanzia delibera nel primo Collegio un inserimento graduale dei piccoli perché la scuola, per molti bambini, rappresenta infatti il primo ingresso in società e affettivamente si identifica come il primo luogo del distacco dall'ambiente familiare.

Si pensi che il senso di abbandono qualifica nella maggior parte dei bambini neo-frequentanti il sentimento predominante l'esperienza dei primi mesi di vita scolastica.

I docenti operano quindi nell'attenzione al tempo come primo contenitore dell'esperienza didattica: è pur vero che se da un lato ciò significa predisporre e proporre una gradualità di inserimento per le esigenze di molti bambini, dall'altro significa l'attenzione a scandire tempi e spazi scuola anche per i pochi piccoli che già hanno vissuto una esperienza simile, della quale quella presente rappresenta una continuità emotiva, relazionale e psicologica.

Le istituzioni scolastiche attivano modalità di accoglienza che, in risposta anche all'iscrizione anticipata dei bambini di due anni e mezzo (Riforma Moratti del marzo 2003), promuovono l'ingresso in un ambiente quanto più possibile sereno, stimolante e soprattutto rassicurante dal punto di vista affettivo e relazionale.

Per i bambini infatti lo spazio scuola e il tempo non sono gli stessi vissuti fino a quel momento e, soprattutto, non sono gli stessi di quelli di noi adulti: la distanza casa/scuola è caricata di forti emozioni, il tempo è percorso dalla rassicurazione costante del maestro/della maestra che mamma e papà torneranno a prenderli per riportarli a casa, in alcuni addirittura un sentimento nostalgico sottende un senso di colpa che li fa vivere la scuola come il luogo di punizione dove stare perché a casa si è stati monelli.

Per tutti i bambini è quindi complesso l'ingresso nella scuola dell'infanzia, proprio perché rappresenta in generale uno dei primi momenti di crescita sociale, relazionale ed emotiva. Sono questi solo pochi esempi di quanto sia significativa la sensibilità del bambino piccolo al cambiamento e di quanto, pertanto, gli insegnanti lavorino per aiutarli ad amare,  ad accettare e a condividere il mondo scolastico: a scuola infatti i bimbi imparano, con la regia attenta dei docenti, a relazionarsi col diverso da sé, a maturare la propria identità, a conquistare nuove e stimolanti forme di autonomia, a sviluppare competenze attraverso la molteplicità di codici linguistici, corporei, musicali, mass-mediali, logici, presentati dai piani dell'offerta formativa-educativa.

Ed in queste esperienze, dopo la fase di accoglienza/osservazione, i docenti garantiscono al piccolo fruitore attivo e alla sua famiglia la risposta adeguata ai bisogni formativi con modalità personalizzate.

5/11/2003

22/1/2017

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

Altro su: "Inserimento graduale alla scuola materna"

Non trovando posto all'asilo nido, potrebbe frequentare per alcune ore gli "spazi gioco"
A 18 mesi è importante la socializzazione nell'asilo nido o negli "spazi gioco"? I consigli della psicologa.
Prima di iniziare la materna stava sempre bene
Esistono numerosi motivi per spiegare perchè il piccolo sia più esposto ad episodi infettivi.
La maestra chiama "spioni" i bambini
A scuola, mia figlia ha difficoltà a capire quando si deve dire la verità e quando invece deve farsi i fatti propri per non essere chiamata "spione".
Andrà al nido il mese prossimo
Inizierà il nido il mese prossimo. I consigli su come prepararlo a questa nuova esperienza.
Non vuole più andare alla scuola materna
Dopo le vacanze di Natale, il bambino non ha più voluto saperne di andare a scuola con un deciso comportamento di rifiuto! Come risolvere questa situazione.
Non vuole andare a scuola materna
Un bambino di quattro anni si rifiuta di andare alla scuola materna. E' consigliabile parlare con gli insegnanti per capire il motivo del suo disagio.
logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

Cardiochirurgia mini-invasiva
La correzione delle cardiopatie congenite con tecniche mininvasive è stata recentemente adottata da alcuni centri in campo nazionale ed internazionale.
Ho una bambina precoce
Come bisogna comportarsi con una bambina precoce? Quali scelte si devono preferire? Come comportarmi per la scelta della scuola?
Varicella nella mamma che allatta
La mamma ha preso la varicella: quali rischi corre il neonato? Può servire allontanarlo dalla famiglia per evitargli la varicella? I consigli del Pediatra.
Ipotonia
L'ipotonia è una disfunzione del sistema motorio che consiste in un difetto del tono muscolare.
La seconda settimana di gravidanza
La seconda settimana di gravidanza: se desiderassi rimanere incinta, da questa settimana inizia l'epoca utile per il concepimento.

Quiz della settimana

Come si chiama una sostanza che produce una reazione allergica?
Anticorpo
Macrofago
Antigene
Plasmacellula