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Problemi di inserimento in prima media

E' in crisi, continua a piangere per l'enorme cambiamento che le medie comportano. Il cambiamento legato al passaggio da un ordine di scuola ad un altro superiore rappresenta un elemento di crescita.

a cura di: Dott.ssa Maria Rita Esposito (psicopedagogista)

Mio figlio ha iniziato la prima media. È in crisi, continua a piangere per l'enorme cambiamento che le medie comportano. Io gli sono sempre vicina, ma sinceramente volevo chiedere come fare a fargli superare questo momento così difficile per lui.

Cara mamma, i dati che ci ha fornito non sono del tutto sufficienti per dare una risposta esaustiva alla sua richiesta. Tuttavia cercherò di esserle quanto più possibile di aiuto. Il cambiamento legato al passaggio da un ordine di scuola ad un altro superiore rappresenta un elemento di crescita impegnativo e significativo per un bambino.

Accanto a ciò si consideri, nella fattispecie, che inizia il delicato mutamento fisico, psicologico ed emotivo connesso alla pubertà, per cui la consapevolezza di quanto sia difficile questa fase per un fanciullo è davvero chiara. Il passaggio dall'essere bambino/fanciullo all'essere preadolescente coincide con il passaggio dall'ambiente protetto della scuola elementare (vissuto per ben cinque anni!) a quello singolare e sconosciuto della scuola media.

Ognuno realizza questo mutamento in modo personale: qualcuno vive il disagio delle nuove e molteplici discipline con le loro difficoltà, alcuni sono preoccupati dai tanti professori (non più maestri! Termine anche più rassicurante per un fanciullo) che ruotano nella giornata scolastica, altri elicitano l'ansia della relazione coi nuovi compagni. Si tratta, le assicuro, di un disagio solo iniziale.

Se torna un po' indietro con la memoria, forse a lei è successo e se è così lo ricorderà benissimo: moltissimi bambini, all'ingresso della scuola dell'infanzia o, prima ancora, dell'asilo nido, vivono un forte senso di abbandono e di distacco che si manifesta quasi sempre con pianti lunghi, dolorosi ma passeggeri. Il bimbo e il suo genitore vivono quel momento come insopportabile ed interminabile: le mamme pensano che i loro piccoli piangeranno per l'intero anno scolastico, diranno a casa che forse quell'insegnante non rappresenta l'ideale per il loro bambino o ancora che … meglio avviarli alla scuola l'anno successivo.

Se trasla quella esperienza a quella attuale si renderà conto che non è poi così diversa da questa, che lei e suo figlio, come tanti genitori/ figli, vivono fisiologicamente: ogni cambiamento della vita turba, con intensità più o meno significativa, a seconda della maturità, della serenità emotiva e del contenuto del cambiamento stesso.

Ciò che mi sembra importante è che esso sia interiorizzato con gradualità, con emozione, con entusiasmo, anche nel vivere in maniera intensa il disagio che esso al momento comporta: solo in questo modo tale mutamento sarà funzionale alla crescita e allo sviluppo e non pertanto traumatizzante.

Non si dimentichi che, per i ragazzi, iniziare il percorso di scuola media significa, in molti casi, allontanarsi dai compagni con cui si è vissuto un lungo periodo, quello della scuola elementare e questo è un aspetto che si aggiunge alla loro inquietudine e alla loro ansia legata al nuovo: sono preoccupati seriamente di sentirsi accettati dagli altri, di fare al più presto parte del gruppo, di sentirsi valorizzati dal "leader".

E a volte capita che, per sentirsi parte integrante del gruppo al più presto e ad ogni costo, si assumano comportamenti ed atteggiamenti che, per contro, si crede vengano percepiti come banali o bizzarri e questo, temporaneamente, può influire sulla propria stima, in crescita anche questa in questo momento di sviluppo così delicato.

È effettivamente un momento difficile: le dico però che in genere a scuola, in questa fase dell'anno scolastico, specie nelle prime classi, si lavora molto intorno alla socializzazione, alla dinamica di gruppo e alla relazione interpersonale come finalità prioritaria per pianificare, poi, un adeguato piano relativo agli apprendimenti delle varie discipline.

I professori di scuola media non esprimono più, come accadeva un tempo, il distacco soprattutto emotivo come qualificante la professionalità e il ruolo: oggi si è sono fortemente attenti e quindi preparati sul disagio che il passaggio al nuovo ordine di scuola comporta negli alunni, e pensi che a riguardo, in moltissime scuole, si promuovono progetti di continuità fra scuola elementare e media, proprio al fine di favorire un impatto degli allievi nel nuovo contesto educativo - formativo quanto più possibile soft e sereno.

In questo il rapporto scuola/famiglia gioca un ruolo importantissimo: pertanto a mio avviso, se da un lato il comportamento di un genitore di stare vicino al proprio figlio è preziosissimo, in quanto gli dà la possibilità di riconoscere in questa fase un luogo affettivo di sicurezza (mi sembra perciò adeguato il suo riconoscere la necessità di affiancarlo), dall'altro parlare coi docenti della situazione del ragazzo in maniera chiara è fondamentale.

Potrebbero non essersi accorti del disagio dell'alunno che, magari, a scuola tende a reggere la tensione simulando un'apparente serenità. Parli con gli insegnanti e chieda loro di aiutarla, anche perché l'attenzione dei docenti, la loro mediazione non solo nella didattica, ma anche nella relazione, rappresenta la creazione di un ambiente sereno che è sempre il primo luogo psicologico e affettivo per strutturare buoni apprendimenti. Auguri.

15/12/2003

31/1/2015

I commenti dei lettori

ciao finalmente articoli anche per i bambini più grandi. Grazie saluti a tutti

paola (BS) 15/10/2010

Ho vissuto sto vivendo ancora oggi (mia figlia frequenta la 3° media) il momento descritto da questa mamma. Ho tentato di parlerne con gli insegnanti, ma non hanno voluto recepire il problema e tanto meno affrontarlo. Ho scelto una scuola paritaria cattolica pensando di avere un aiuto, dal momento che sono fuori casa per lavoro tutto il giorno, in realtà ora posso dire di aver speso male il mio denaro perchè ora mi trovo con una ragazzina piena di complessi e con la convinzione che la scuola è solo una perdita di tempo. Bisognerebbe consigliare agli insegnanti delle scuole medie di essere più umani. Soprattutto non serve caricare di compiti, lezioni e verifiche tanto che i ragazzi non hanno più tempo per fare null'altro che studiare!!!! E' solo una scuola media che dovrebbe dare una cultura generale a tutti in modo che poi si vada aventi scegliendo la scuola che più si addice alle capacità di ogni individuo.

20/12/2010

anche noi stiamo vivendo l'ingresso di mia figlia  alle medie come un INCUBO siamo ostaggi nelle mani di nostra figlia purtroppo, non possiamo più decidere cosa fare perchèdurante la settimana ci sono una valanga di compiti, anche il sabato e domenica , anzi nel weekend ci si deve impegnare di più perchè bisogna anticipare alcuni compiti della settimana, non ne possiamo più siamo stremati , sembra che l'unico scopo dei professori sia quello di dare compiti compiti e compiti c'è qualcosa che non torna, io a scuola alle medie ci andavo volentieri ho avuto la fortuna di avere  professori che ci hanno fatto amare le loro materie che erano sempre pronti a rispondere ai nostri dubbi alle nostre problematiche ,mia figlia nonostante studi tutto il pomeriggio non sempre riesce a prendere bei voti perchè fa tanto ma non ha il tempo di approfondire ed interiorizzare gli argomenti, fa un enorme fatica a studiare bene tutto e non le viene riconosciuto l'impegno che ci mette anzi un giorno spinta da me si è offerta volontaria per farsi interrogare in geografia l'insegnante le ha risposto "bene  visto che quest'ultimo argomento lo sai perche sei venuta volontaria ti chiedo i capitoli precedenti risultato 5 e tanta sfiducia.che tristezza aveva impiegato tutto il pomeriggio a studiare geografia una materia che ha sempre detestato, ha fatto  uno sforzo notevole per offrirsi volontaria e non le è stato riconosciuto nulla. Poi vogliamo parlare del test invalsi avete visto le prove del 2010 , io ho una proposta, sottoponiamo i professori ai test invansi e ai test psicologici e poi diamo un voto grazie e scusate per lo sfogo .

07/04/2011

cara amica del 7/4/2011 mi trovi assolutissimamente daccordo! io sto vivendo con l'ansia laprima media di mia figlia che deve DIFENDERSI da professoresse che sono fredde come il ghiaccio!! vorrei aggiungere al tuo commento che le signore professoresse si lamentano di questi ragazzi strafottenti e maleducati e non so che altro...ma sono loro, i docenti, a farli diventare cosi...se riflettiamo un momento su questi ragazzini che arrivano in prima media candidi e spauriti abituati al massimo rispetto per la maestra che è la prima figura di massima autorità che imparano a conoscere e rispettare in classe, dalla quale sono capiti ascoltati e perchè no anche ''coccolati''per i piu fortunati, e si ritrovano ste megere che per prime li trattano da ''adulti'' senza ascoltarli senza dare loro la possibilità di appello...invece di cercare ti mantenerli cosi come sono arrivati rispettosi, educati, e allegri, felici di condividere con lo4ro le loro prime esperienze da ragazzini catapultati in prima media...sono solo pronte a mettere note se dimenticano i libri, se non riescono a ripetere la lezione da quando mia figlia è alle medie mi ritrovo a doverla difendere ai colloqui con i profesori e a giustificarla, cosa mai successa,invece di essere loro a rassicurarmi sulle eventuali potenzialita della bambina...ecco questo sfogo era da molto che avevo la necessita di farlo, io ho avuto delle prof adorabili sono rammaricata che per mia figlia non sia cosi. daffy 12/01/12

daffy (RM) 12/01/2012

bingo...leggendo le vostre esperienze ho l'impressione che la parola comune sia "ansia".per noi genitori e per i nostri figli che ci trasmettiamo a vicenda in una spirale senza fine.Il proposito che mi sono fatta,e che consiglio a tutti,è di allentare la morsa.Sono sempre dei bambini che avranno tutto il tempo di crescere e metabolizzare i cambiementi con serenità.Aiutiamoli sempre e comunque ma sorridiamo di piu abbracciamoli quando hanno una sconfitta dando loro la certezza che, anche con il nostro aiuto,ci sara presto l'occasione di dimostrare quanto valgono.Per loro è importante la fiducia in loro stessi e non uccidere i sogni che sono la base di una serena vita futura.Mamme e papà siate voi i maturi della situazione prima ancora di chiederla ai vostri figli.Vi parla una mamma di una bimba di prima media che aveva tutti 9 in 5 elementare e che ieri ha preso la sua prima insufficienza nella verifica di inglese e ho trattenuto il mio dispiacere ha fatica ma respirando piu volte profondamente abbiamo parlato sul da farsi ed stata una esperienza fantastica parlare con lei con tanta serenita.Ciao e in bocca al lupo a tutti.

07/11/2012

Buongiorno a tutti.Condivido pienamente quanto scritto da tutti voi ; anch'io mi trovo nella stessa situazione dato che mia figlia sta frequentando la prima media( e io con lei). E' faticoso anche perchè alla fatica di relazionarsi in modo differente con gli insegnanti, si aggiunge la fatica considerevole di eseguire la lista infinita di compiti e applicarsi con piùimpegno allo studio. Secondo me il più grande errore che viene trasmesso ai nostri figli è l'ansia del voto perdendo di vista il piacere all'apprendimento.In primis io mi rendo conto di assillarla con i voti...forse perchè viviamo in una società sempre più competitiva dove viene considerato solo chi è bello, bravo e ben vestito? Mamme non perdiamo di vista l'importanza del rapporto basato sulla fiducia e magari impariamo ad accettare i limiti dei nostri figli! In bocca al lupo

chicca (BG) 08/11/2012

io, a dire il vero, mi sto già stancando delle scuole medie però è una fase di crescita quindi devo continuare a studiare bene. Ma ci sono così tantissime cose nuove, che ci metterò un po' ad abituarmi e poi anche il cambiamento degli insegnanti che sono molto più bravi delle maestre. Comunque mi devo fare forza!! E a tutti che stanno iniziando le scuole medie non preoccupatevi perchè c'è ancora tempo per abituarvi :) ;) :D <3

22/11/2012

Cari Genitori ho trovato il commento in questo sito molto italiano e burocratico, tutto centrato come spesso accade in Italia a non dire nulla. Il punto non è che i bambini crescono e che bisogna portare pazienza ma semmai il punto è che gli adulti devono acquisire più professionalità nel proporre attività come la scuola, lo sport, ecc. La Fondazione Agnelli ha presentato un importante studio ove si dice che nel passaggio da scuola elementare a scuola media inferiore i bambini italiani sono quelli maggiormente penalizzati in tutto il mondo occidentale. Si badi bene non si parla di Europa ma di mondo progredito, compresi paesi come la Cina e la Serbia che sono avanti a noi. Il nodo di tutta la questione sono gli insegnanti NON preparati in Italia, figure ancora troppo inesperte, passate dalla casa alla scuola senza la dovuta caratura professionale. Molti bambini a scuola soffrono terribilmente e peggio ancora si leggono articoli arrudi come in questo sito di persone che vorrebbero spiegare che il cambiamento è difficile: come dire che l'acqua calda è calda, un discorso vuoto. Il punto è che gli insegnanti e le famiglie fanno preparate (culturalmente) a dare maggiore accoglienza ai bambini, a creare un contesto ed un benessere psicologico che i bambini sapranno sfruttare al meglio, mettendo le ali e volando alto. BASTA SPIEGARE PERCHE' I BAMBINI SOFFRONO, PARLATE DI COME MAI LE INSEGNANTI SONO IMPREPARATE, SPROVVISTE DI UNA DOVUTA SENSIBILITA' E DI PREPARAZIONE PEDAGOGICA E PSICOLOGICA (MA SOPRATTUTTO DI BUONI MAESTRI). Bisogna tornare indietro 100 anni e ricordare Maria Montessori ma la scuola di oggi (certo sbagliato generalizzare) è fatta di impiegati dediti a parlare alla classe come il prete in chiesa, persone sprovviste di una preparazione in tema di relazione. Se una insegnante osserva un bambino agitato, distratto, impaziente o chiuso lo giudica spesso come "inadatto" come nell'industria della prima rivoluzione si giudicava inadatto il prodotto imperfetto. Di recente il concorso per reclutare nuovi insegnanti a scuola (non a caso questo intervento massiccio di nuove persone) ha prevista una prova scritta con domande aperte: i poveri laureati a concorso hanno subito detto <>, ovviamente non sapevano che la valutazione non era tanto sui contenuti ma sull'attitudine del laureato ad immedesimarsi nel prossimo, a parlare agli altri curandosi di coinvolgerli. Poi la prova ora, una vera novità .. speriamo che funzioni. Ma diffidate da tutti coloro, psicologi compresi, che intendono spiegarci perchè ci cono le difficoltà. Basta spiegazioni, agiamo!!! E' ora di pretendere persone competenti al posto giusto. Il cigno

Marco (MI) 16/03/2013

Ho letto questa pagina da madre, ma devo rispondere da insegnante. Condivido il punto di vista di molti: ci sono insegnanti che non sanno fare gli insegnanti, purtroppo, come del resto ci sono medici che non sanno fare i medici. In ogni ambito c'è chi è più predisposto ad adempiere correttamente al proprio dovere e chi lo è meno, ma contro la categoria degli insegnanti noto un accanimento particolare. Nutro la ferma convinzione che eccessivi compiti siano perfettamente inutili e di certo l'insegnante deve cercare di essere un alleato e non un nemico per i suoi studenti, impegnarsi a cercare la strada migliore per giungere alle loro menti e ai loro cuori, ma comunque, alla fine della fiera dovrà esprimere un giudizio e se non sarà quello che i genitori si aspettano sarà messo al rogo. E' così, fa parte dei giochi: se il paziente muore la colpa è del dottore...qualche volta, ma non sempre. E siete certi, voi che vi ergete a giudici, pur non avendo mai messo piede in un'aula, di sapere davvero di che cosa state parlando? Forse sarebbe il caso di porsi in maniera altrettanto critica sia nei confronti dei vostri figli, sia di voi stessi.

Emily (FR) 07/09/2013

sono una docente di scuola media ,insegno lettere e per caso mi sono ritrovata in questo spazio. Ho letto i commenti dei genitori e mi dispiace che ci vedano in questo modo.Io amo il mio lavoro e ancor di più i miei alunni, ho una prima e una seconda. Ho accolto gli alunni con tanta serenità e tranquillità. Mi hanno confessato che erano stati in ansia per quello che avevano sentito dire ma , adesso sono tranquilli e sereni. Ogni giorno colorano uno spazio che rappresenta il loro benessere e quasi tutti utilizzano il rosso colore dell'allegria. Mi dispiace per le brutte esperienze degli altri ragazzi ma vi assicuro che la maggior parte degli insegnanti lavora in maniera materna

mariastella (TP) 20/09/2013

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