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Il Pediatra risponde

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Il televisore e i bambini

I pro e i contro di non avere il televisore in casa. Sarà penalizzato rispetto agli altri bambini non avendo il televisore in casa?

a cura di: Dott.ssa Maria Beatrice Nava (psicologa della redazione di www.educare.it)

Sono la mamma di un bambino di due anni e, a differenza della maggior parte delle famiglie, per scelta di mio marito e mia non abbiamo in casa la televisione né, al momento, ne sentiamo la mancanza. Dopo l'arrivo del piccolo però, complici anche i commenti di amici e conoscenti, ci stiamo chiedendo se non sarebbe meglio per il bambino poter vedere i programmi che vedono i suoi coetanei e se, in futuro, il fatto di non avere la TV possa penalizzarlo in qualche modo nel rapporto con i compagni. Vorrei precisare che il bambino frequenta il nido da quando era molto piccolo, quindi ha molti stimoli, è un bambino intelligente (le educatrici del nido sono molto soddisfatte di lui, partecipa volentieri e con competenza alle attività proposte, è abbastanza autonomo per la sua età), vivace e a mio avviso sereno. Purtroppo ci vediamo poco, e non vorrei che la TV ci privasse ulteriormente dei nostri spazi per stare insieme e che dedichiamo a giocare con le costruzioni, a disegnare, a leggere libriccini, ad uscite etc... Inoltre, personalmente, sono una persona che si fa assorbire molto dalle cose che faccio (leggere, stare al PC) e mi accorgo che, quando sono da amici e la TV è accesa, mi lascio facilmente catturare e "mi estraneo", quindi decisamente non sarei un buon esempio per mio figlio! Probabilmente è presto per preoccuparsi (anche se molti bambini della sua età sanno già tutto di Teletubbies e altri cartoni animati) però non so se è preferibile la resistenza ad oltranza (visto che comunque mio marito ed io ne facciamo volentieri a meno), attendere finché lui non lo chiede o, a questo punto, rassegnarsi e premunirsi per tempo...

La Sua richiesta mi ha molto colpito, e per più di un motivo. In primo luogo per l'argomento di cui si tratta: la diffusione della TV nelle case italiane è, ad oggi, capillare (risulta essere l'elettrodomestico maggiormente diffuso, più ancora di frigoriferi e lavatrici!), e non è davvero frequente incontrare "voci fuori dal coro". Secondariamente mi ha colpito il "vocabolario" da Lei scelto per descrivere la vostra situazione: … "è presto per preoccuparsi" …, "…resistenza ad oltranza"…, … "rassegnarsi"…; mi sembra che si tratti di una questione che vi coinvolge molto e sarebbe veramente buona cosa cercare di capire fino a che punto ed in che modo!

Mi spiego meglio: la descrizione che Lei fa del suo piccolo non evidenzia elementi di disagio; lei stessa riporta che Suo figlio è un bimbo intelligente, vivace, autonomo (considerando l'età) e sereno. Gli stimoli non gli mancano e anche le educatrici del nido non rilevano segni di malessere. Quello che Voi fate con il piccolo invece di guardare la televisione mi sembra prezioso come l'oro: sa quanti bambini vengono letteralmente "posteggiati" davanti alla TV per ore ed ore mentre i loro genitori si occupano di altro? E non si può certo dire che la TV sia un' "educatrice responsabile" (a mio parere nemmeno per quanto riguarda il pubblico adulto, in verità!), a dispetto di quanto vogliono far credere le Autorità competenti che, attraverso l'utilizzo dei ben noti "bollini", ritengono di aver assolto al loro compito di "difesa" e di "tutela" dei minori…

Le attività condivise in famiglia sono preziosissime e, come tutte le cose preziose, sono rare e delicate, vanno gestite con il rispetto e l'amore che si dedica alle cose davvero importanti: mi sembra che tali accortezze non manchino nel Vostro nucleo familiare.

Mi creda, non è poco. Certo, la TV è argomento di conversazione anche tra i piccoli (sempre più piccoli): si parla dei cartoni animati, ci si atteggia come i personaggi dei telefilm, si condividono figurine, giocattoli, gadgets… e Lei non vuole che queste esperienze possano mancare al suo piccolo, non vuole che il Vostro essere "fuori dal coro" lo penalizzi, né ora né mai… Comprendendo il suo timore, La invito tuttavia a riflettere su alcuni elementi a mio avviso meritevoli di attenzione: la Vostra scelta di non avere la TV in casa è da voi adulti condivisa serenamente; l'accordo tra Voi è certamente elemento di serenità per Vostro figlio, che sente quanto il suo papà e la sua mamma siano in armonia rispetto a questa scelta. E mi creda, è un messaggio tranquillizzante per un piccolo!

Allo stesso tempo si avverte in Lei (anche in suo marito?) una certa "sofferenza" nel pensare di modificare questo stato di cose: credete che sia più importante per il Vostro bimbo avere la TV in casa come gli altri bambini e capire che, però, questa scelta è costata molto… oppure godere della compagnia di due genitori convinti di ciò che hanno scelto di fare?

Le attività che fate con Vostro figlio possono divenire argomento di gioco e condivisione anche con gli altri bambini: i disegni, le favole, le gite… hanno la stessa importanza dei Teletubbies e degli altri programmi televisivi! Quando afferma che forse non sarebbe "un buon esempio" per Suo figlio (mi riferisco alla tendenza a farsi assorbire da ciò che fa) mi chiedo: non è la stessa modalità che utilizza ora rispetto ai libri e al PC? Non si tratta, allora, di ripensare questa Sua "inclinazione" in una prospettiva più ampia? È più che comprensibile che quando un'attività La interessa molto catalizzi tutta la Sua attenzione.. Si tratti di libri, PC o TV… non fa molta differenza. La Sua percezione, inoltre, potrebbe essere un po' amplificata rispetto alla realtà:

Suo marito che ne pensa? Rifacendomi al punto precedente: non esistono genitori che danno solo "buoni esempi" ai figli (per quanto la sua concentrazione, a mio avviso, possa anche non essere un "cattivo esempio!): mostrare ai bimbi anche le proprie debolezze serve a dare loro l'opportunità di mostrare le proprie, così che non crescano dovendo essere sempre… impeccabili. Parlare di quanto accade è sempre la miglior via da percorrere per dare alle cose il giusto peso.

Il Vostro bimbo è ancora davvero piccolo e, se e quando, vi chiederà la TV, sappiate spiegare che la Vostra scelta è stata pensata per certe ragioni, importanti. Prima che però questo accada, Vi invito a riflettere su tali ragioni: scelte educative? Timore di non avere tempo per stare insieme? Altro? È importante che abbiate chiaro voi in primis il vero "perché" delle Vostre scelte. Davvero importante. Gentile mamma, qualsiasi sia la Vostra scelta Vi invito caldamente a compierla insieme (intendo Voi genitori), discutendone con chiarezza e legittimandovi l'un l'altro nel ruolo di genitori di fronte al bambino.

Una delle cose che più disturbano un bimbo è la percezione di disaccordo tra i genitori, ove uno dice A e l'altro dice B, creando nel piccolo l'idea che non c'è un fronte coeso a dargli manforte per crescere. Come vede.. forse non ho risposto direttamente alla Sua richiesta, perché il mio parere personale non ha più valore di quanto gliene competa realmente; spero, però, di averLe fornito alcuni spunti per pensare e riflettere insieme al papà del Vostro bimbo sulle Vostre scelte e decisioni. Un cordiale saluto a Voi e al Vostro piccolo.

12/11/2003

26/10/2015

I commenti dei lettori

Complimenti a questi genitori, siete un esempio da imitare! Non mollate!!

Ale (BS) 15/11/2010

Anche noi non abbiamo la televisione ma facciamo vedere comunque qualche cartone animato in DVD sul PC. L'importante è proteggere i piccoli da: - messaggi fasulli di un mondo senza valori (oramai i miti dei giovani sono i calciatori e le veline) - la pubblicità (le aziende hanno fior fior di psicologi che studiano il modo di colpire la mente dei bambini). - la tendenza al consumismo Non penso pero che qualche cartone animato di "sani principi" (come la Pimpa, i Barbapapà ecc) sia dannoso, anzi certe cose i miei figli le hanno imparate anche grazie ai cartoni (mia figlia ha gattonato tardi, guardando come faceva PO! ;-)

daniela (MI) 15/11/2010

Secondo me non bisogna demonizzare i cartoni animati; io propongo ai miei due figli (di tre e sette anni) dei dvd selezionati e soprattutto li guardo insieme a loro. I miei figli infatti, per esigenze lavorative mie e di mio marito, sono costretti a stare fuori di casa dalle 8 del mattino fino alle 17-17.30 di pomeriggio. Due volte alla settimana li accompagnamo a fare attività sportiva, quindi quando arriviamo a casa la sera spesso sono stanchi e vogliono rilassarsi. Non hanno voglia di giocare o di svolgere altre attività (leggere, disegnare, manipolare) che hanno già svolto tutto il giorno!! Secondo me, un pochino di cartoni animati (non più di un'ora) dopo cena li aiutano ad avvicinarsi meglio all'ora del sonno.

marina (FC) 17/11/2010

Abbiamo due bimbi di tre anni e mezzo e di diciannove mesi e non guardiamo la televisione. Penso che i bambini che hanno i genitori che dedicano loro tempo siano molto più fortunati di quelli che conoscono tutti i cartoni. P.s. Io e mia sorella siamo cresciute senza tv felici e socievoli e i nostri amici non ci hanno mai escluso solo perchè non eravamo ferrati sui programmi televisivi

francesca (PR) 06/12/2010

Carissimi, vedo ora i Vostri commenti. Anche se questo contributo risale a diverso tempo fa vi dico che nel frattempo non ho cambiato molto opinione in merito alla TV e all'uso che se ne può fare. A disposizione di tutti ci sono articoli e ricerche che dimostrano quanto la TV sia più spesso una cattiva alleata dell'azione educativa del bambino, piuttosto che una buona compagnia. Anche io, da mamma, non precludo del tutto la TV a mio figlio, ma la riduco al minimo indispensabile e comunque mai in sostituzione della relazione tra persone. La mente dell'uomo è relazionale e come tale si sviluppa in relazione all'ambiente che la circonda e tutto concorre a determinare il percorso di sviluppo di una persona. La Pimpa è simpatica anche a me, ma preferisco leggere una sua storia piuttosto che guardare il cartone. Fidatevi, serve di più! Un saluto a tutti.

Dr. Maria Beatrice Nava (BG) 13/12/2010

anche noi non abbiamo TV in casa, per le stesse ragioni espresse dalla mamma, e non sentiamo il bisogno di averla. Non l'avevamo già prima di avere il nostro bimbo (che ora ha 9 mesi) e non sentiamo di doverla avere in futuro. Ogni tanto mettiamo qualche DVD al PC.
La TV non è più quella di 20 o 30 anni fa quando vedevamo i cartoni animati noi, i puffi, o goldrake: è degenerata pesantemente, troppo pesantemente. Non intendiamo sottostare a questa tirannia e non vogliamo mettere nostro figlio nelle mani di questo oggetto.
Ringraziamo i preziosi consigli della dottoressa.

fabrizio (RM) 05/12/2011

Noi a casa abbiamo la TV, di solito la accendiamo 2 o 3 volte a settimana se c'è una trasmissione di approfondimento notizie, e mia figlia di quasi 2 anni gironzola in sala facendo altro senza darle troppa importanza.Comunque non guarda cartoni animati, le faccio ascoltare ogni tanto sul pc le canzoncine e ci divertiamo a cantare e ballare. Ho notato che i cartoni che vanno per la maggiore come pimpa barbapapà puffi in realtà la lasciano sconcertata: non capisce che cosa siano quelle cose buffe che nella realtà non esistono! Quindi per il momento, e fino a che non mi sembrerà pronta a capire bene la distinzione tra realtà e fantasia, se vede dei brevi video (max 5 minuti) sono di cose reali come animali o persone che fanno attività di cui è curiosa (come sciare sulla neve). Il problema "tv" è degli adulti: è talmente pervasiva che restare senza sembra una mancanza più che un valore aggiunto, anche per chi non ne sente il bisogno.

Benedetta (TE) 24/02/2012

mi associo ai post precedenti, anche noi non abbiamo la TV ma utilizziamo il PC con dvd e qualche volta internet per i cartoni animati, così come per noi utilizziamo i canali "on demand" on line e i film in dvd...il nostro primo figlio ha 3 anni (il piccolo ne ha 1) e non abbiamo percepito alcun "disagio" relazionale, almeno per ora... (fino ai 2 annio compiuti non restava per più di 2-3 minuti davanti allo schermo, davvero! poi ha "scoperto" qualche cartono che gli abbiamo proposto dai 26-28 mesi...ora ammetto che li cerca lui, ma il vantaggio di non avere la TV è la garanzia di scelta nei tempi e nei modi) poi c'è da dire che quando è a casa dei nonni o di qualche amichetto...la TV c'è ma per lui è "naturale" il fatto che noi non ce l'abbiamo e non ci ha mai chiesto di poterla avere...(e speriamo continui così;) )

paola (RM) 19/09/2012

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