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Bronchiolite

La bronchiolite è una malattia respiratoria molto impegnativa, tipica dei primi due anni di vita. Si tratta di un'infiammazione dei bronchioli dovuta ad un’infezione generalmente virale.

a cura di: Dott. Ezio Sartori (pediatra)

1° domanda: alla mia bambina di sette mesi è appena stata diagnosticata una bronchiolite. Vorrei sapere come si fa a contrarre la malattia, se ci sono bambini più predisposti di altri (la mia bimba ha già fatto diversi raffreddori e due otiti), quale è la cura più adeguata, quali precauzioni utilizzare, se ci possono essere ricadute e cosa fare se dovessero tornare le crisi di ipossia, quando è utile il ricovero ospedaliero e se ci sono delle cure preventive sia per le malattie respiratorie che per i continui raffreddori. Sono abbastanza spaventata per una possibile ricaduta, visto che mi hanno detto di essere stata fortunata, la mia bimba avrebbe potuto essere stata ricoverata in ospedale sotto la tenda d'ossigeno (?!). Chiedo scusa per l'infinità di domande, ma non saprei a chi chiedere.

2° domanda: mio figlio, 11 mesi da compiere tra pochi giorni, ha la bronchiolite. Non so bene di che si tratta e sono molto preoccupata perché spesso resta senza fiato. Posso avere informazioni maggiori in merito?

La bronchiolite è una malattia frequente e spesso non molto grave, anche se talora si rende necessario il ricovero in ospedale o, raramente, in un reparto di cure intensive. E’ una malattia tipica dei primi due anni di vita (la maggioranza dei casi si verifica nel primo anno) ed è più frequente in inverno, soprattutto da gennaio a marzo. Si tratta di un'infiammazione dei bronchioli (i bronchi più piccoli) dovuta ad un’infezione generalmente virale. Il polmone è come un albero con il tronco principale (la trachea) più piccoli, nei quali passa l'aria che respiriamo, per arrivare agli alveoli, delle specie di acini (pensi ad un grappolo di uva) dove l'ossigeno contenuto nell'aria respirata può passare nel sangue mentre l'anidride carbonica - gas di scarico del nostro organismo - passa dal sangue nell'aria e viene eliminata all'esterno con il respiro.

Se i "tubi" dove passa l'aria sono infiammati, si restringono e quindi il passaggio diventa più difficile: quanto più piccoli sono questi tubi tanto più un ostacolo, anche piccolo, rappresenta un problema. La bronchiolite è la più comune infezione delle basse vie respiratorie nell’infanzia, ed è spesso preceduta da un raffreddore. E’ caratterizzata da modica febbre, aumento della frequenza respiratoria, tosse, segni di difficoltà respiratoria: il bambino appare sofferente, si alimenta con difficoltà e talora è possibile ascoltare il suono di un "sibilo" respiratorio (una specie di fischio) avvicinando l’orecchio alla bocca del bambino.

Responsabile di questa malattia è nella maggioranza dei casi un virus che si chiama "virus respiratorio sinciziale". La cura va affidata al pediatra che saprà anche valutare la necessità di un ricovero in ospedale o indicare cosa fare se le cose peggiorano. Spesso si pratica aerosol più volte al giorno, talora si usano cortisonici ed anche antibiotici (non servono ad uccidere il virus ma vengono consigliati da pediatra se nel singolo caso lo ritiene necessario per altri motivi). Molto importante è la cura generale del bambino: ovviamente non esporlo al fumo passivo, assicurarsi che beva a sufficienza, proporre pasti piccoli e frequenti, rispettarne il riposo e somministrare regolarmente la terapia. Come può una madre inesperta accorgersi che il proprio bambino respira male (non è detto che abbia la bronchiolite, le cause di respirazione difficoltosa sono infatti molte)? Fondamentalmente deve fare attenzione ad alcuni elementi, descritti di seguito.

La frequenza respiratoria, cioè il numero di atti respiratori compiuti dal bambino in un minuto: può essere misurata anche da persone inesperte poggiando la mano sul torace e contando quante volte si distende spontaneamente durante un minuto. E' meglio allenarsi prima su un adulto e poi provare sul bambino aspettando che sia tranquillo. Ovviamente è preferibile provare quando il bambino sta bene per saperlo fare quando pensiamo che stia male. Nel primo anno di vita una frequenza superiore a 60 atti al minuto può essere segno di un problema respiratorio e va comunicata al pediatra curante. Altri segni di difficoltà respiratoria: se il bambino respira male presenta dei rientramenti tra le costole, sotto le costole e/o sotto la gola (al di sopra dello sterno) ogni volta che respira. La tosse in un bambino nei primi mesi di vita va sicuramente segnalata al pediatra. Un altro segno caratteristico è "l'alitamento delle pinne nasali": praticamente quando il bambino respira muove la parte laterale del naso. Il proprio bambino "sta male": questa è una valutazione che tutte le madri sanno fare, anche se al primo figlio e anche se, ovviamente, spesso non sanno riferire con precisione tutti i segni che abbiamo appena visto, ma sicuramente sanno che il proprio figlio è sofferente perché ha un aspetto diverso: è particolarmente irritabile o depresso, si alimenta con difficoltà, non ride e non reagisce come al solito anche se non ha la febbre alta. In questi casi un contatto con il pediatra del bambino è indispensabile.

10/1/2000

13/8/2014

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I commenti dei lettori

ho una bimba di due mesi e  4 gg fa le e stata diagnosticata la bronchiolite lei sta bene mangia dorme ha qualche colpo di tosse quando la prendo in braccio ma niente di piu vorrei sapere se ormai la fase critica e passata visto che i primi sintomi di tosse si sono presentati circa una settimana fa?

giulia (MI) 14/05/2012

ho un bimbo di quasi 5 anni ed il pediatra ha riscontrato fini rantoli emitorace destro. Il bimbo ha anche una tosse secca, in questi casi nell'aereosol oltre al cortisone e la soluzione fisiologica occorre inserire anche del mucolitico?

barbara (FG) 02/06/2012

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