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Il Pediatra risponde

i nostri medici specialisti dei bambini

Mio figlio potrà diventare allergico al gatto?

Avendo in casa un gatto, ci sono delle precauzioni da adottare per evitare, o almeno diminuire, le possibilità che il bimbo sviluppi un'allergia?

a cura di: Dott. Renato Sambugaro (allergologo pediatra)

Partorirò il prossimo giugno e, avendo io una forte allergia alimentare, mi hanno detto che il mio bambino avrà più possibilità di sviluppare un'allergia e di prestare quindi molta attenzione all'inserimento degli alimenti. Con la stessa logica, avendo in casa un gatto, mi chiedevo se ci fossero delle precauzioni da adottare per evitare, o almeno diminuire, le possibilità che il bimbo sviluppi un'allergia nei confronti dei gatti.

La frequenza di allergopatie respiratorie da derivati epidermici animali (in questo caso l'allergene è il gatto) varia dal 5% al 38%. Questo allergene tende ad accumularsi soprattutto nei materiali tessili di arredamento ambientale (tappeti, divani, tappezzerie, tende) da cui scompare molto lentamente, anche dopo l'allontanamento dell'animale dall'ambiente domestico. Elevate concentrazioni dell'allergene si possono trovare anche nei materiali di abbigliamento (giacche, pantaloni, gonne, maglioni).

Chiaramente si deduce che, nei casi di allergopatie respiratorie da derivati di animali domestici, deve essere suggerito l'allontanamento di tali animali dagli ambienti domestici (in questo caso a titolo preventivo). Qualora ciò non fosse possibile, i suggerimenti sono: far spazzolare frequentemente il gatto con un pettine di metallo a dentatura fitta, in modo da eliminare quanto più possibile i peli morti, gettando poi via quelli rimossi e pulendo accuratamente il pettine; lavare periodicamente l'animale, almeno una volta al mese (si può gradualmente abituare il gatto ad accettare questa procedura).

Cosi facendo, diversi studi hanno dimostrato una riduzione di dieci volte dell'allergene nella polvere ambientale. Nella pulizia del gatto può essere utile l'impiego settimanale di sostanze (Allerpet/C) che tendono ad eliminare o ridurre sulla superficie cutanea la forfora e le altre sostanze allergeniche.

Bisogna inumidire una spugna o un panno con tale sostanza e passarla su tutto il corpo del gatto, prima in contropelo e poi nella direzione naturale ed asciugare con cura. Il lavaggio frequente degli indumenti dei possessori dell'animale è un altro semplice ed efficace metodo di prevenzione.

25/3/2002

15/1/2014

I commenti dei lettori

Scusate, ma articoli come questi sono spesso causa di molti abbandoni INUTILI di animali. I bambini, da che mondo è mondo sono cresciuti insieme ai loro amici pelosi e proprio se li si tiene lontano da tutto, diventano allergici. Igiene e pulizia sì, ma non che non venga mai a contatto con sostanze naturali comunemente presenti nel nostro mondo.  Mi documenterei in modo approfondito sulle vaccinazioni pediatriche, anche tramite fonti non convenzionali,(in quanto sono anch'esse indiziati di procurare allergie e altre cose) e allatterei al seno, costi quel che costi. Cresci il tuo bimbo serena, nell'amore della tua famiglia pelosa e non. Per voi, per il bimbo.

Ida (BO) 21/10/2011

Sono d'accordissimo con Ida! I gatti non vanno assolutamente allontanati, piuttosto l'igiene della casa e del gatto sono l'unica precauzione da prendere, anche perché da che mondo e mondo gli animali li abbiamo sempre avuti con l'unica differenza che 50 anni fa non si tenevano in casa, ma in giardino e 50 anni fa non c'era lo smog di oggi, anche per questo 50 anni fa le persone allergiche erano poche rispetto ad adesso, al max sviluppavano allergia da acari ma a quei tempi le massaie sapevano cosa era un battipanni e come usarlo sui materassi senza slogarsi un polso! Io ho 3 bambini viviamo a contatto con cani e gatti ma non in casa, cerco di farli stare lontani dallo smog infatti ho scelto per loro un asilo in collina, e anche in strada evito le vie troppo trafficate dove non riesco a respirare io per la puzza del gas di scarico.. La ns casa è normale, polvere nei limiti, quasi mai (salvo pioggia) animali in casa per igiene tanto loro stanno fuori in giardino a godersi il sole i fiori e l'erba, a godere della propria libertá!!! Nessuno dei miei figli ha sviluppato allergie di alcun tipo

mary 21/03/2012

Concordo pienamente con i commenti sopra esposti. Questi titoloni sulle allergie o peggio malattie che un gatto "potrebbe" portare. Quella poi da graffio: rarissima e per gatti che eventualmente vivono all'aperto. le persone si lasciano influenzare e articoli del genere sono deleteri. Per non rischiare si provvedere a "eliminare" l'animale..... Assurdo! 

claudia 20/11/2012

Condivido con quanto scritto prima dalle altre lettrici... Questi articoli dovrebbero promuovere la cura e la salute del bambino invece che moltiplicare i luoghi comuni e seminare terrore dell'animale domestico! Cominciamo a dire che avere un animale domestico,in questo caso un gatto,comporta un igiene più accurata della casa indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un bambino! Per essere costruttiva proporrei piuttosto di fare un controllo periodico al micio x accertarsi che non ci siano problemi in vista,informerei che bisogna imparare a gestire il micio all arrivo del bimbo x evitare inutili gelosie e risentimenti, e magari inutile aggressività da parte del gatto,parlerei dei vantaggi fisici ed emotivi che sono stati accertati ai bimbi che crescono in compagnia di animali domestici...Poi non capisco xé la sola presenza del gatto dovrebbe provocare di default l allergia. La letteratura medica e vari pediatri riportano proprio il contrario,ciò è che aiuta al bimbo fino dalla tenera età a sviluppare anticorpi che lo proteggeranno contro!come si fa poi a paragonare l allergia alimentare a quella al pelo del gatto.... Mah... Vorrei aggiungere che la consigliata pratica di lavare il gatto è la cosa più dannosa che si possa fare nel caso di un allergia già accertata:il gatto una volta lavato da noi vorrà rilavarsi tutto e farà di tutto x leccarsi ogni singolo pelo convinto di doversi rilavare dopo le nostre cure e di rifarsi il suo odore... Quindi aumenta la presenza della sua saliva = aumenta presenza dell'allergene = aumenta allergia nell'umano! Io convivo con un gatto da 5anni,sono allergica ma con la cura adeguata del gatto e l'igiene corretta della casa ho diminuito la sua incidenza al minimo.Mia figlia di 10mesi è osservata attentamente (allergie non alimentari si sviluppano più tardi) e nel caso ci fosse qualche problema reagiremo in una maniera ragionevole,senza xò tutto questo terrorismo inutile che aumenta le ansie dei genitori ed il numero degli animali abbandonati!

Anna (MI) 03/10/2013

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