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La febbre nei bambini

La febbre nei bambini. Da cosa è causata la febbre? Come si misura la temperatura corporea? Che cosa fare in caso di febbre? Quali rischi comporta la febbre alta?

a cura di: Pediatria On Line (www.pediatria.it)

Cos'è la febbre?

La febbre è un aumento della temperatura corporea superiore ai 37°C se misurata per via cutanea (ascellare), o superiore ai 37,5°C se misurata per via rettale o orale. Qualche linea di febbre può essere anche la conseguenza di sforzi fisici o della permanenza in un ambiente eccessivamente riscaldato. La febbre non è una malattia, è un sintomo; le sue cause vanno identificate ed affrontate nella maniera più appropriata. La febbre è una difesa naturale del corpo che aiuta a distruggere i microbi.

Da cosa è provocata la febbre e come si verifica?

Le cause principali della febbre nei bambini sono le infezioni da virus e batteri. Questi si diffondono da un organismo all'altro tramite le vie respiratorie; è per questo motivo che gli episodi febbrili aumentano rapidamente nei bambini durante il primo anno di asilo dove vengono a contatto con molte altre sorgenti di microbi. La presenza di microbi (virus e batteri) provoca la messa in atto di meccanismi di difesa da parte dell'organismo in cui vengono prodotti e attivati vari tipi di cellule. Alcune di queste cellule rilasciano delle particolari sostanze (le interleuchine) che agiscono su una parte del cervello (l'ipotalamo) dove è presente un centro che regola la temperatura del corpo, proprio come un termostato. Queste sostanze agiscono sul centro termoregolatore facendogli aumentare la temperatura stabilita di qualche grado oltre il livello normale. Tutto ciò provoca i brividi, che servono a produrre calore, e il senso di freddo, causato dalla vasocostrizione cutanea (riduzione della quantità di sangue che scorre sotto la pelle) che riduce la perdita di calore.

L'aumento di temperatura corporea, per via di questo meccanismo di difesa, impedisce alla maggior parte dei microbi di moltiplicarsi. Quando l'infezione comincia a guarire, il livello stabilito dal "termostato" si abbassa nuovamente e il copro reagisce con la sudorazione e la vasodilatazione (aumento del flusso del sangue appena sotto la pelle), che consente di disperdere una maggior quantità di calore e di abbassare la temperatura.

La febbre deve sempre essere curata? La febbre non trattata con rimedi farmacologici o fisici, ma lasciata agire, non sale indefinitamente. Il sistema di regolazione della temperatura corporea impedisce che raggiunga livelli troppo elevati. La febbre, quindi, non deve essere "curata" a tutti i costi, come viene ritenuto in genere, ma deve essere lasciata agire affinché svolga il suo ruolo difensivo. In alcune circostanze (quando la febbre è molto fastidiosa per il bambino) è opportuno abbassare la temperatura con l'uso di farmaci.

Come si misura la febbre?

Tra i metodi di misurazione della temperatura nei bambini, quelli rettale e orale sono i più precisi. La misurazione ascellare è accettabile, ma può dare dei risultati variabili perché misura la temperatura della pelle che è influenzata maggiormente dall'ambiente. Il metodo rettale è suggerito specialmente per i bambini nel primo anno di età. La scelta del tipo di termometro è importante: non essendo più prodotti quelli a mercurio (come quello nella figura), dovremo ricorrere a quelli "a termocoppia" (cioè quelli che misurano la temperatura elettricamente e la visualizzano in cifre).

febbre termometro a mercurio

La misurazione rettale Assicurarsi che il termometro sia adatto per questo tipo di misurazione. Pulirlo con alcool. Il bambino può essere posizionato sulla schiena (supino) o a pancia in giù nel grembo. Se viene messo sulla schiena, tenere leggermente sollevate le gambe per facilitare la misurazione. Lubrificare la punta del termometro con vaselina e inserirla delicatamente nel retto per circa 2 cm nel neonato e 5 cm nel bambino grande. Con una mano tenere fermo il bambino e con l'altra tenere il termometro, assicurandosi di non lasciarlo. Il tempo necessario per la misurazione è di almeno 1 o 2 minuti.

La misurazione orale Questo metodo va bene per i bambini più grandi che sono in grado di non mordere il termometro. Per fare una misurazione accurata, bisogna assicurarsi che il bambino non abbia ingerito bevande molto calde o fredde nella mezz'ora precedente e che sia rimasto tranquillo durante questo periodo. Pulire con alcool un termometro adatto alla misurazione orale. Appoggiare bene in fondo sotto la lingua, da un lato o dall'altro, la parte del termometro sensibile alla temperatura e far restare calmo e con la bocca chiusa il bambino per almeno tre minuti.

La misurazione ascellare Consigliato per i bambini più grandicelli. Dopo aver pulito il termometro con alcool, metterlo sotto l'ascella del bambino (a contatto con la pelle che deve essere asciutta) e fargli tenere il braccio contro il corpo per almeno 5 minuti.

Altri metodi e strumenti di misurazione Per quanto riguarda i termometri auricolari, sebbene siano precisi, per il loro costo ed il limitato impiego non sembrano rappresentare un particolare miglioramento rispetto ai metodi di misurazione tradizionali. Le strisce reattive da mettere in fronte sono poco precise ed i livelli di temperatura sono da considerare quindi solo indicativi.

Quali rimedi per dare sollievo al bambino con febbre?

Rimedio 1 È importante far sì che il bambino beva più del solito per evitare la disidratazione. Qualsiasi bevanda va bene: acqua, succo, latte, ecc., ma non tè o caffè. Se il bambino ha poca voglia di bere, si può aggiungere lo zucchero o offrirgli assieme una cannuccia per divertimento. I segni più comuni della disidratazione sono la poca urina, la pelle secca (specie le labbra), le poche lacrime quando il bambino piange e, nei neonati, una fontanella infossata.

Rimedio 2 Non bisogna coprire il bambino in maniera eccessiva perché questo può far salire la temperatura oltre il livello stabilito dal "termostato" e contribuire ad aggravare il disagio. Quando il bambino ha i brividi lo si può coprire con una coperta leggera, ma appena questi scompaiono o sente caldo è meglio rimuoverla per consentire al corpo di disperdere il calore.

Rimedio 3 Non c'è motivo di forzarlo a mangiare se non ne ha voglia; lo si può tranquillamente alimentare con liquidi nutrienti come il brodo.

Rimedio 4 Non è detto che un bambino con la febbre si senta male; ci può essere un bambino con 39°C di febbre che ha voglia di giocare e uno con 37,5°C che non se la sente. Non è necessario che il bambino rimanga a letto; basta che non faccia sforzi fisici eccessivi perché questi lo rendono più debole, diminuendo l'energia che il corpo ha a disposizione per combattere l'infezione, oppure possono aumentare la temperatura corporea, creando fastidio. Rimedi fisici per ridurre la temperatura Le spugnature con acqua tiepida possono essere utili, ma solo quando gli antipiretici non hanno avuto effetto e, comunque, dopo almeno mezz'ora dalla somministrazione di un antipiretico.

Le spugnature riducono la temperatura perché fanno disperdere calore per via dell'acqua che evapora dalla superficie corporea. Se questa perdita di calore non viene preceduta dalla somministrazione di un antipiretico il livello di temperatura prestabilito dal termostato ipotalamico non viene modificato. L'organismo reagisce quindi con la messa in atto di meccanismi tendenti alla produzione di calore (brividi, vasocostrizione, ecc.) per raggiungere nuovamente la temperatura indicata. Tutto ciò contribuisce ad aggravare il disagio del bambino. Per fare le spugnature, mettere il bambino in una vasca con poca acqua tiepida e, immergendo spesso la spugna, fargliela scorrere addosso per una ventina di minuti. Se al bambino vengono i brividi, bisogna aumentare leggermente la temperatura dell'acqua.

È possibile fare le spugnature anche a letto se il bambino non ha voglia di alzarsi, basta riempire una bacinella di acqua tiepida e usare una spugna per bagnare leggermente la sua pelle. Altri trattamenti fisici non sono consigliati, perché, oltre ad avere solo un effetto temporaneo sulla temperatura corporea del bambino, possono dare fastidio e anche causare danni.

Uno di questi metodi, purtroppo ancora oggi ritenuto efficace da alcuni, è la spugnatura con l'alcool; i vapori dell'alcool possono essere inalati dal bambino e provocare seri danni. Il trattamento farmacologico La presenza di febbre non è di per sé motivo per assumere farmaci, lo è, casomai, il senso di disagio che essa può provocare nel bambino.

Indicazioni utili per l'impiego degli antipiretici (farmaci antifebbrili che riducono la febbre) sono: una temperatura oltre i 39°C e con sintomi fastidiosi; una febbre lieve ma con sintomi dolorosi come mal di testa o mialgia (dolori muscolari); una temperatura oltre i 40,5°C. Gli antipiretici abbassano il livello di temperatura stabilito dal termostato ipotalamico, causando la messa in atto di meccanismi appositi per disperdere calore e, di conseguenza, diminuire la temperatura. Se il bambino vomita e non riesce a trattenere niente nello stomaco, si può somministrare l'antipiretico in forma di supposta.

È consigliabile non svegliare un bambino che dorme per dargli l'antipiretico: il riposo aiuta il corpo a combatterel'infezione. Inoltre, bisogna ricordarsi che non è necessario che la temperatura diminuisca fino ad arrivare ad un livello afebbrile; basta che arrivi ad un punto in cui il bambino si senta di nuovo a proprio agio. Il paracetamolo è l'antipiretico di prima scelta, perché è efficace ed ha pochi effetti collaterali.

Nel caso sia necessario il trattamento farmacologico, occorre attenersi scrupolosamente al dosaggio consigliato. Dosaggio del paracetamolo Somministrare da 10 a 15 mg ogni kg di peso del bambino come prima dose e, se necessario, continuare il trattamento con 10 mg/kg ogni 6 ore, ma non oltre le 4-5 volte di seguito. Rivolgersi al medico se la febbre si mantiene alta. Il farmaco non va comunque somministrato ai bambini con meno di 6 mesi senza aver prima consultato un medico. Da non somministrare di propria iniziativa: L'acido acetilsalicilico non va somministrato ai bambini in caso di influenza o varicella; il suo uso è stato associato con la comparsa di una malattia grave (la sindrome di Reye).

Siccome molte malattie virali hanno sintomi in comune, è meglio non dare l'acido acetilsalicilico ai bambini se non è stata espressamente consigliato dal dottore. Il dipirone non deve essere utilizzato perché il suo uso prolungato può causare una grave malattia (l'agranulocitosi)! Gli antibiotici non servono ad eliminare la febbre e, in molti casi, neanche la malattia che la causa. Infatti, gli antibiotici distruggono solo i batteri e non i virus, e la maggior parte dei casi di febbre nei bambini è causata da virus. Quindi, l'unico rimedio in caso di malattie virali è aspettare che il corpo (con l'aiuto della febbre) elimini i virus. La somministrazione di un antibiotico sarebbe inutile e potrebbe, inoltre, provocare effetti collaterali; non bisogna, perciò, dare questi farmaci senza che siano stati prescritti dal medico.

In caso di febbre, quando è opportuno chiamare il medico?

Poiché la febbre è un sintomo e non una malattia, bisogna valutare lo stato del bambino nel suo complesso per capire se è una situazione grave che richiede l'intervento di un medico. Se un bambino con meno di sei mesi ha la febbre è indispensabile chiamare il dottore. I sintomi che richiedono attenzione sono:

  • Difficoltà a respirare Il collo irrigidito (non riesce a toccarsi il petto con il mento o a guardare in su)
  • Difficoltà nel risveglio, sonnolenza eccessiva
  • Dolore alle orecchie
  • Stato confusionale
  • Convulsioni

Le convulsioni febbrili

Le convulsioni febbrili sono di solito benigne e non devono essere motivo di preoccupazione. Durante una convulsione bisogna rimanere calmi e assicurarsi che il bambino sia al sicuro. Questo si può fare sdraiandolo su una superficie da dove non può cadere e posizionandolo sul fianco per evitare che si blocchi la via respiratoria con la saliva o il vomito. La durata è di pochi minuti (di solito non più di 15) per molti bambini; una volta terminata, è meglio avvisare il medico. ...quindi, in caso di febbre... Far bere il bambino abbondantemente (evitare caffè e tè). Vestirlo leggermente. Coprirlo con una coperta leggera solo quando ha i brividi. Non utilizzare gli antipiretici se il bambino non è infastidito dalla febbre. Se occorre, dare da 10 a 15 mg/kg di paracetamolo e ripetere, se necessario, la somministrazione dopo 6 ore. Non continuare a somministrare gli antipiretici per più di 24 ore di seguito senza chiamare il dottore. Le spugnature, consigliate per una temperatura sopra i 40°C che crea sconforto, richiedono acqua tiepida (non fredda) e vanno fatte dopo almeno mezz'ora dalla somministrazione di un antipiretico.

La febbre non è una malattia, è un sintomo; le sue cause vanno identificate ed affrontate nella maniera più appropriata. La febbre è una difesa naturale del corpo che aiuta a distruggere i microbi. La febbre non trattata con rimedi farmacologici o fisici, ma lasciata agire, non sale indefinitamente. Il sistema di regolazione della temperatura corporea impedisce che raggiunga livelli troppo elevati. Non esiste necessariamente una proporzionalità diretta tra il livello di temperatura e la gravità della malattia. Non è la febbre alta che causa le convulsioni ma, eventualmente, un rapido aumento della temperatura; inoltre, non è mai stato dimostrato che la febbre causi convulsioni se il bambino non è predisposto ad averle. La febbre in sé non causa danni cerebrali.

Il materiale presentato in queste pagine è tratto dalle schede informative del volume "La febbre e la tosse nel bambino - La gestione dei sintomi più frequenti nell'infanzia" di Maurizio Bonati, Piero Impicciatore e Chiara Pandolfini (Laboratorio per la Salute Materno-Infantile dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri", Milano) - Il Pensiero Scientifico Editore

31/8/2001

27/3/2009

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