Nel nostro paese le strutture abilitate ad assistere le mamme durante il parto sono classificate in tre livelli.

Al primo appartengono quelle in grado di fornire assistenza nei casi in cui sia la mamma, sia il nascituro sono sani e il parto si annuncia a basso rischio, per quanto è possibile prevedere sulla base degli esami eseguiti durante la gravidanza. Garantiscono l’ assistenza ostetrico-ginecoligica, anestesiologica e pediatrica ventiquattro ore su ventiquattro.

Le strutture di secondo livello sono abilitate per l’assistenza dei parti a rischio e richiedono cure sub-intensive. Sono dotate di sla operatoria pronta in tempi brevi per eventuali emergenze, personale ostetrico-ginecologico, anestesisti e neonatologi disponibili ventiquattro ore su ventiquattro.

Al terzo livello, il più alto, appartengono i centri nascita abilitati all’assistenza dei parti ad alto rischio per patologie materne o fetali e alla cura dei bimbi fortemente prematuri. Dispongono di equipe ostetrico-ginecologica con obbligo di reperibilità ventiquattro ore su ventiquattro, sala operatoria e servizio di anestesia sempre a disposizione in tempi brevissimi, terapia intensiva per la madre, terapia intensiva neonatale, servizio di neonatologia. Sono grandi strutture ospedaliere, per lo più cliniche universitarie, in cui vengono più di mille nascite all’ anno.

La gravidanza e il parto nell’80% dei casi sono eventi fisiologici che si sviluppano bene, ma talvolta l’evento fisiologico può trasformarsi in una situazione che richiede urgenza di intervento  e strutture ben attrezzate e adeguate per poterlo risolvere con successo.

L’età media della donna al parto è oggi di circa 31 anni e in quest’epoca della vita la gravidanza è vissuta con maggiore ansia e ha bisogno della massima assistenza e di controlli clinici mirati.
Se la gravidanza è seguita con attenzione e continuità, eventuali fattori di rischio e complicazioni vengono individuati prima del termine dell’attesa e la futura mamma viene indirizzata alla struttura più adeguata per assisterla al parto. Quale sia la struttura più adatta a cui rivolgersi per l’assistenza al parto va stabilito di comune accordo dalla donna e dal professionista che l’ha seguita durante la gravidanza, ostetrica o ginecologo.

Già prima del concepimento l’aspirante mamma può valutare le proprie condizioni di salute e fattori di rischio rivolgendosi al consultorio di zona e all’ambulatorio territoriale. Nel corso dell’attesa poi alcuni fattori di rischio possono venir meno, mentre ne possono insorgere altri: è importante quindi che l’assistenza sia continua e adeguata.

Sulla base delle condizioni generali di salute e della presenza di complicazioni, si decide quindi a quale tipo di centro nascita rivolgersi, se di primo, secondo o terzo livello. La scelta del luogo in cui partorire non è improvvisata ma frutto di controlli e valutazioni ben ponderate. Il livello deve essere commisurato all’intensità delle cure che si prevede occorreranno.
Qualora al momento del parto si presentasse un’emergenza del tutto imprevista ogni centro nascita è attrezzato per un trasferimento rapido ad una struttura di livello superiore.

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