L’intestino in gravidanza risente della situazione in due diversi modi: innanzitutto il peso dell’utero finisce col comprimerlo sempre di più (e infatti è nel secondo trimestre che la stitichezza diventa più frequente); inoltre la situazione ormonale  fa sì che la muscolatura della parete intestinale sia particolarmente rilasciata con una certa riduzione della parete intestinale.
La compressione meccanica unita a questo rilassamento muscolare provoca una più lunga permanenza delle feci  nell’intestino che, in questa situazione, continua ad assorbire l’acqua che esse contengono rendendole più consistenti e quindi più difficili da espellere.
La stitichezza che ne deriva può provocare diversi problemi: gonfiore al ventre, nausea, sensazione di mancanza di fiato e doloretti intestinali. A volte possono insorgere  vere e proprie coliche molto dolorose e poco rassicuranti. Va consultato il medico.

Che fare?

Non bisogna mai ricorrere ai purganti e nemmeno ai lassativi o alle tisane con erbe lassative. Chi era abituata a farne uso prima della gravidanza può trovare una soluzione alternativa.
I lassativi infatti sono irritanti per l’intestino e possono alterare i meccanismi di assorbimento di determinate sostanze e in questo periodo è molto importante che ciò avvenga.
Bisogna invece fare una vita sana, mangiare in modo corretto, non fare una vita troppo sedentaria. Possono essere usati rimedi naturali, che non hanno un effetto immediato ma vanno usati con regolarità insieme alle norme di vita sopra citate. Per esempio: bere al mattino a digiuno uno o due bicchieri di acqua naturale, mangiare un kiwi ben maturo, prendere un cucchiaio di olio d’oliva prima dei pasti, mangiare frutta cotta. Nei casi di stipsi ostinata si possono usare i microclismi o le supposte di glicerina. Se non si ottiene beneficio è meglio rivolgersi al medico.

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