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Il bambino aggressivo

I motivi di litigio sono innumerevoli: cosa fare se un bambino è aggressivo? Sembra che l'unico sistema per avere la meglio sia la forza e l'aggressività.

a cura di: Dott. Leo Venturelli (pediatra)

Nella loro crescita i bambini tendono ad avere comportamenti vari, anche aggressivi: tra questi ci sono il picchiare, dare schiaffi, graffi, pizzicotti, tirare i capelli, mordere, dare calci, pugni, spingere. Voi genitori dovete educare i figli a evitare simili comportamenti in quanto inaccettabili e pericolosi per gli altri bambini.
Quasi sempre il bambino si arrabbia se litiga; i motivi di un litigio sono innumerevoli: un dispetto del compagno, un gioco non concesso, un prendersi in giro. Sembra allora che l'unico sistema per avere la meglio sia la forza, l'aggressività, spesso imparata dagli atteggiamenti di altri bambini, dai genitori in famiglia, davanti alla TV. Se i bambini capiscono che si ottiene quello che si desidera con la prepotenza, vi faranno ricorso tutte le volte che possono.

Che cosa fare?

  • stabilite delle regole: appena vi accorgete che vostro figlio usa maniere aggressive nei confronti di altri bambini, ditegli subito: "smettila di picchiare, guarda che fai male al tuo amico".
  • mettetelo in castigo o fatelo andare in camera sua: quando diventa aggressivo, bloccatelo il prima possibile. Se vi sembra che il bambino sia sul punto di far male a qualcuno, intervenite immediatamente, cercando di fermarlo alle prime minacce o ai primi spintonamenti. Non aspettate che il bambino si gonfi d'ira: applicare questo sistema aiuta il bambino a raffreddare i bollenti spiriti quando è arrabbiato.
  • suggeritegli dei modi di sfogarsi accettabili: il vostro obiettivo è di far esprimere il bambino quando ha dei problemi, ma in modo calmo, sebbene deciso. Incoraggiatelo a rivolgersi a voi quando è arrabbiato e a esprimere a parole la sua rabbia, fino a quando non si sente meglio. Alcuni bambini invece si calmano solo se vengono allontanati dal posto dove c'è la situazione causa di tensione. Invitatelo dunque ad allontanarsi dalla scena, già anche all'età di 3-4 anni. Se siete voi a mandarlo via, in camera sua, non sorprendetevi di avere da parte sua reazioni tipo pugni o calci alla porta della sua stanza, oppure piagnistei. Sono reazioni comprensibili, perciò lasciategliele fare: se lo bloccate, potreste trovarvi di fronte a ben peggio. Finché il comportamento non diventa distruttivo, lasciate correre: insegnargli a controllare la rabbia è una risorsa che il bambino è utile che abbia.
  • esprimete voi ad alta voce il suo disappunto: se vostro figlio è arrabbiato e non parla, siate voi a dire qualcosa in sua vece: "So che sei arrabbiato". Cercate di fargli intuire che capite quello che prova, per esempio: "so che vorresti picchiare tuo fratello, ma guarda che non si può fare del male agli altri, e poi la mamma ne soffrirebbe": fategli notare che la sua rabbia darebbe dispiacere soprattutto a voi.
  • proponetegli dei modi civili per ottenere ciò che vuole: insegnategli a discutere, piuttosto che a prendere qualcosa senza dir nulla; insegnategli ad aspettare il proprio turno o a scambiarsi i giochi con gli altri bambini.
  • non utilizzate voi stessi le maniere forti per educare vostro figlio: capirebbe subito che i rapporti tra le persone sono governati dalla legge del più forte; se è aggressivo, evitate tutte le punizioni fisiche, specialmente le botte. Potete usare altri sistemi, come il metterlo in castigo per insegnargli ciò che è giusto o sbagliato.
  • lodatelo se ha dei comportamenti normali, non astiosi: mostratevi contenti se gioca con gli altri e li aiuta, se è gentile, se è generoso. Ricordategli che le persone sono contente di essere trattate con gentilezza e di non essere picchiate. Utilizzate piccoli regali come incentivo o premio ad un comportamento corretto e giudizioso.

Un po' di prevenzione:

  • abbiate innanzi tutto voi stessi un comportamento corretto in modo da essere un buon esempio
  • evitate, per quanto possibile, compagni di giochi che stuzzichino vostro figlio
  • invitatelo a smettere di giocare quando è ora del pasto ed è affamato o quando è troppo stanco.

Chiamate il vostro pediatra durante le ore di ambulatorio se:

  • il comportamento aggressivo del bambino è frequente
  • ha ferito seriamente il coetaneo
  • non riesce a farsi degli amici e a mantenerli
  • vi sembra sempre arrabbiato
  • non si modifica il comportamento nonostante i vostri interventi
  • avete altri dubbi. 

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