Ho due bimbi Gaia di tre anni e Mattia di 17 mesi. Gaia vuole sempre avere ciò che ha in mano il fratello: se non lo ottiene si arriva a pianti e urla. All'inizio cercavo di assecondarla perché capivo che era un problema di gelosia, ma adesso Mattia non è più disposto a cedere i suoi giochi e quindi litigano in continuazione. Ho provato a comprare i giochi doppi, ma per Gaia ciò che ha Mattia è sempre più interessante e quindi finché non riesce ad ottenerlo non ha pace. Come posso fare? Gaia ha questo comportamento solo con il fratello, non con altri bambini.

Cara mamma, la tua storia ha un sottotitolo: come complicarsi la vita. Mi spiego: personalmente avrei detto subito "questo è tuo e questo è suo", piuttosto che assecondare un comportamento che ritengo fondamentalmente irritante: comprare doppi giochi che non risolvono il problema e, soprattutto, dare alla bambina l'implicito messaggio che può avere tutto ciò che vede, per arrivare inevitabilmente a fare marcia indietro.

È sempre preferibile fissare limiti e confini precisi, piuttosto che accettare degli sconfinamenti con chi poi non è in grado di comprendere né la temporaneità delle concessioni né le motivazioni che le sostengono.

Cara mamma, i bambini - e non soltanto i tuoi - sono esseri primitivi e tendenzialmente incivili, e sta ai genitori educarli al consorzio civile. L'educazione, soprattutto nei primi tempi, è qualcosa di simile all'ammaestramento dei cani: questo significa che un "si" è un si-per-sempre, e "no" è un no-per-sempre.

E quindi, tornando al tuo problema, consideriamo una cattiva, anzi una pessima abitudine quella acquisita da Gaia, come mettersi le dita nel naso: non è rilevante la motivazione psicologica sottostante, non voglio neanche entrare nel merito, ma è un dato di fatto che molte condotte, ancorché innocue, hanno uno share tanto modesto da risultare francamente impopolari. E questo Gaia deve cominciare a capirlo.

Come? Il buon, vecchio "questo non si fa" potrebbe essere un buon inizio, poi non cedere alle sue urla e ai suoi pianti: sono capricci, e fino a che lei otterrà così quello che vuole non desisterà di certo. Potresti parallelamente cercare un approccio soft del tipo "vieni ad aiutare la mamma, Mattia è troppo piccolo per poterlo fare"; l'obiettivo è quello di separare, nell'ambito del possibile, i loro spazi ludici.

I tuoi bimbi sono ancora troppo piccoli per essere in grado di giocare insieme: sono entrambi nella fase dell'egocentrismo, ma probabilmente sono attratti da giochi differenti. Mattia forse è ancora affascinato dalle costruzioni, Gaia forse preferisce le bambole: cerca di non tenerli insieme a giocare, separa i loro spazi, sarà sufficiente questo per ridurre gli attriti.

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