Mia figlia di 15 anni ha contratto la toxoplasmosi sei mesi orsono. Abbiamo avuto la conferma della malattia quando il medico ci ha consigliato l'esame specifico. La ragazza presentava l'ingrossamento delle ghiandole linfatiche del collo, della testa e anche sotto le ascelle. Questa era l'unica cosa anormale che riscontravamo assieme ad un po' di stanchezza. Prima di allora l'esame dell'emocromo era risultato in ordine. Ora, una volta diagnosticata la malattia, le è stata vietata qualsiasi attività fisica (giocava a tennis) perché il sistema immunitario è sotto stress e non deve stancarsi. Ha preso il ... [nome farmaco] e speriamo che le ghiandole ritornino presto normali. Ci chiediamo se era proprio necessario sospendere lo sport che aveva incominciato da 15 giorni visto che aveva trascorso già tre mesi di discreto riposo durante le vacanze estive.

Il Toxoplasma gondii è un protozoo (cioè un parassita intracellulare) ampiamente diffuso in natura, che infetta diverse specie di animali. L'uomo si contagia mangiando carni crude o poco cotte di vitello, maiale o agnello infetti oppure attraverso le feci del gatto. L'ospite definitivo è infatti il gatto, che si contamina mangiando topi o carni infette. La toxoplasmosi acquisita dopo la nascita è solitamente asintomatica nell'80-90% delle persone normali da un punto di vista immunologico.

Chi presenta una sintomatologia clinica evidente, solitamente manifesta un ingrossamento dei linfonodi, in particolare della testa e del collo; occasionalmente si possono accompagnare febbre, malessere generale, mal di gola, dolori muscolari. La prognosi è benigna e la maggior parte dei malati guarisce spontaneamente, anche senza alcuna terapia, nel giro di alcuni giorni o di qualche settimana. Nei soggetti con attività immunologica normale e senza patologie di base severe non è necessaria alcuna limitazione dell'attività fisica: sua figlia può perciò tranquillamente riprendere a giocare a tennis.

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