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Incompatibilità da RH in gravidanza

L'identificazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh deve essere sempre fatta all'inizio della gravidanza per tutelare la salute fetale. Se la madre è alla prima gravidanza il problema non esiste.

a cura di: Dott.ssa Donatella Bresciani (ginecologa), Prof. Silvano Zaglio (specialista in ostetricia e ginecologia - andrologia)

Nell’85% circa delle persone, i globuli rossi del sangue  possiedono una caratteristica (il fattore Rh) che permette di classificare il sangue come Rh positivo (+); quando questo fattore è assente, il sangue viene definito Rh Negativo (-): si appartiene all’una o all’altra categoria sin dal momento del concepimento in base alle caratteristiche ereditate dai genitori.
Nel caso in cui la madre è Rh – e il padre Rh +  è possibile che il feto erediti il fattore Rh del padre, trovandosi ad avere un sangue incompatibile con quello materno.

Problemi di incompatibilità fra mamma e figlio

Da questo fatto possono scaturire problemi nel momento in cui i due tipi di sangue incompatibili si incontrano, perché il sangue della madre inizia a produrre anticorpi per combattere il fattore estraneo.

Se la madre è alla prima gravidanza  il problema non esiste, perché grazie alla placenta il sangue della mamma e del bambino non si miscelano mai. Se invece la madre è alla seconda gravidanza o ha avuto un aborto, il suo sangue può essere già entrato in contatto con un sangue incompatibile e quindi produrre anticorpi in grado di attaccare e distruggere i globuli rossi Rh + del bambino.

Esistono quindi tre situazioni:

  • la madre è al primo parto: non si ha nessun problema per la gravidanza, ma subito dopo il parto verrà eseguita la profilassi antiRh+ per proteggere le gravidanza future
  • la madre ha già avuto un parto o un aborto precedente, ma ha eseguito la profilassi antiRh+ e quindi la gravidanza in corso non presenta alcun problema
  • la madre ha già avuto un parto o un aborto precedente, ma non ha eseguito la specifica profilassi, il bambino è quindi ha rischio di eritroblastosi fetale.

In questo ultimo caso, è necessaria una terapia  che impedisca al sangue materno di danneggiare il feto dando origine ad una grave malattia  chiamata ”Eritroblastosi fetale o Ittero Emolitico del neonato".  L’Eritroblastosi fetale può portare all’aborto, alla morte del feto in utero oppure manifestarsi alla nascita con una forte anemia e con ittero che può provocare lesioni cerebrali gravissime e irreversibili. In questa situazione la madre e il feto vengono controllati e monitorati continuamente, l’eventuale malattia viene diagnosticata e seguita con periodiche ecografie e se necessario si ricorre alla trasfusione di sangue in utero e a una anticipazione del parto. Dopo la nascita il neonato viene sottoposto a terapia intensiva che a volte comprende anche la sostituzione globale del sangue.

La prevenzione

L’identificazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh deve essere sempre fatta all’inizio della gravidanza; di necessità il test di Cooms indiretto deve essere eseguito mensilmente: serve a determinare l’eventuale presenza di anticorpi nel sangue della mamma  e stabilire se è il caso di prendere provvedimenti per tutelare la salute fetale.

Da diversi anni alle donne Rh- viene praticata subito dopo il parto la profilassi Rh in grado di eliminare l’immunizzazione  Rh e quindi i rischi per una gravidanza successiva.
Questa prevenzione  viene oggi applicata anche in caso di I.V.G., di aborto  spontaneo e dopo ogni procedura diagnostica  che preveda il rischio di contatto tra il sangue  materno e quello fetale (villocentesi,amniocentesi, funicolocentesi).

7/12/2009

15/9/2016

I commenti dei lettori

Sono una madre nella nona settimana di gravidanza,sono preoccupata perchè ho ritirato la risp dell essame dell test di Coombs indiretto positivo 2+ +/- - capture     Abs Irr.Identif    Non Identificabile....... Il mio gruppo sanguino è Rh Positivo    CCDee....Mentre mio marito ha il gruppo sanguinio B Rh positivo. Quali rischi vado incontro??? Grazie Mirela...

Mirela (FI) 04/05/2012

Carissima Mirela, vorrei sapere come stai? NON CAPISCO PERCHE' IL MEDICO TI ABBIA  FATTO FARE  IL  TEST CI COOMBS, VISTO CHE TU APPARTIENI AL GRUPPO RH  POSITIVO? Grazie Susy

 

susy (MB) 10/07/2012

buongiorno io sono alla seconda gravidanza e so che appena dopo il parto della prima mi era stata fatta una iniezione per i parti futuri...io sono 0+ il mio compagno é A+ il mio bambino/a puo' correre comunque dei rischi?un'amica mi aveva detto che anche in questo caso ci puo' essere il rischio per il neonato di eritoblastosi.ho fatto sapere a ginecologo e ostetrica il gruppo di noi genitori ma loro non mi hanno mai detto nulla,quindi non ci capisco nulla......grazie mille a tutti

elena (BG) 03/11/2012

Ho perso 2 gravidanza appena passata la nono settima, nel mezzo de quelle due ho avuto un'altra portata a fine con rischio di aborto, no mi hanno saputo dire il xche e che molto probabile erano maschi. Può essere il fatto che la prima figlia abbia il gruppo di sangue A negativo?

nancy (TE) 18/11/2012

salve a tutti premetto col dire che sono alla 9° settimana di gravidanza, sono gruppo sanguigno B RH positivo e mio marito gruppo A RH positivo, per ben due volte ho fatto il test di coombs indiretto con esito positivo +--. qualcuno mi sa dare una spiegazione e se mi devo preoccupare. Adesso farò per la terza volta il test ma questa volta in un centro trasfusionale dell'ospedale, perchè mi dicono che può essere un falso positivo.

Giovanni (RN) 12/12/2012

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