ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

Saperne di più

per approfondire insieme

E' nato: e adesso?

Con la nascita di un bambino la madre entra in una dimensione di pensiero nuova fatta di interrogativi, preoccupazioni ed ansie riconducibili ad alcuni temi che improvvisamente diventano prioritari.

a cura di: Dott.ssa Gabriella Desideri (psicologa), Dott.ssa Alessandra Pagliara (psicologa della redazione di www.doctorhome.eu)

Prima che nasca fisicamente il bambino “nasce” nella mente del genitore quando pensa a come sarà, di che colore avrà gli occhi e i capelli e a chi assomiglierà o a cosa farà da grande... tutte fantasie che i genitori fanno nell’attesa del bambino “reale” e che comprendono i desideri, i bisogni e le aspettative che vengono proiettate sul bambino “immaginato“.

Con la nascita di un bambino la madre entra in una dimensione di pensiero completamente nuova fatta di interrogativi preoccupazioni ed ansie riconducibili ad alcuni temi che improvvisamente diventano prioritari su tutto il resto.

Il primo tema riguarda la preoccupazione sulla propria capacità di occuparsi del bambino in relazione ai suoi bisogni primari: alcune delle domande più frequenti delle neo-mamme ai corsi di preparazione al parto sono proprio: come farò a capire perché piange il mio bambino? E se di notte mentre dormo il bambino smette di respirare? E se non mangia a sufficienza? Saprò essere una buona madre?

Queste domande mettono in luce sia le preoccupazioni relative alla sopravvivenza del bambino sia quelle relative alle proprie capacità. Il bambino appena nato, completamente indifeso e dipendente, pone la neo-mamma in una situazione completamente nuova, carica di responsabilità, alla quale non sempre pensa di poter far fronte.

E’ naturale che questa sensazione di inadeguatezza si manifesti e la ponga davanti ad una serie di dubbi e paure che hanno bisogno di una risposta urgente e rassicurante.

Un altro tema che le mamme si trovano ad affrontare per la prima volta riguarda la loro capacità di entrare in sintonia con gli aspetti più affettivi ed emotivi del bambino in modo che si creino e si stabiliscano quei legami di attaccamento, sicurezza ed affetto che sono le basi grazie alle quali il bambino impara a sua volta a costruire delle relazioni umane soddisfacenti.

Come fare perché si stabilisca questa empatia tra mamma e bambino? Attraverso tutte quelle modalità che caratterizzano il prendersi cura del bambino: cullarlo,accarezzarlo, parlargli dolcemente, massaggiarlo, oltre ovviamente a tutti i momenti in cui vengono soddisfatti i bisogni primari come l’allattamento, il cambio del pannolino, il bagnetto, il momento dell’addormentamento. Anche la voce e il parlare al bambino, sin dalla gravidanza, sono elementi di grande importanza per lo sviluppo della relazione madre-bambino.

Il terzo tema sposta leggermente l’attenzione dal bambino alla madre e riguarda tutta la rete familiare allargata che fungerà da supporto capace di proteggerla dalle esigenze della realtà esterna, permettendole di “dedicarsi“ al suo bambino.

Questo concetto è raffigurato in un bellissimo dipinto di Leonardo Da Vinci che rappresenta Sant'Anna che tiene sulle ginocchia la madonna che a sua volta abbraccia Gesù Bambino. Un tempo questo ruolo era semplicemente e naturalmente svolto dalle figure femminili presenti nelle famiglie allargate, ora il compito è svolto in parte dal padre, in parte dai nonni e in parte da baby sitter.

La relazione madre - bambino così come quella tra la mamma e il papà o quella tra i genitori e le loro famiglie d’origine sono tutte basate sulla capacità di creare relazioni. Tale capacità è stata uno dei principali oggetti di studio della psicologia dello sviluppo che in anni recenti si è concentrata particolarmente sul primo legame affettivo del bambino.

Tale relazione è generalmente chiamata "attaccamento" e può essere definito come un legame di lunga durata, emotivamente significativo, che il bambino sviluppa nei confronti dell’adulto che si prende cura di lui. John Bowlby e Mary Ainsworth, secondo i quali il bambino possiede una predisposizione innata, su base biologica, a sviluppare un legame di attaccamento verso chi si prende cura di lui, hanno formulato la natura e la genesi dell’attaccamento; in particolare Bowlby ne ha individuato quattro fasi:

  • Nella prima fase (0-2 mesi) il bambino mette in atto, all’avvicinarsi di qualsiasi essere umano, una serie di comportamenti sia di orientamento (volgere la testa nella direzione del nuovo arrivato, seguirlo con lo sguardo ) che di segnalazione (il pianto, il sorriso, la lallazione). In questo periodo la discriminazione tra una persona e l’altra è assente o comunque assai limitata: il bambino può smettere di piangere non appena sente la voce o vede il viso di una persona qualsiasi.
  • Nella seconda fase (dai 2 ai 7 mesi) il bambino comincia a distinguere coloro che si prendono cura di lui da tutti gli altri. Ha inizio la sua capacità di discriminare e quindi compaiono reazioni differenziate nei confronti di una o più figure preferenziali. Di conseguenza il bambino, ad esempio, sorride più frequentemente alla vista della madre che a quella di altre persone, oppure smette di piangere solo in braccio alla mamma e non ad un’altra persona.
  • Nella terza fase (tra i 7 mesi e i 2 anni) compaiono diffidenza e timore verso persone non familiari e comportamenti di avvicinamento e di mantenimento del contatto (ad esempio l’aggrapparsi oppure il gattonare dietro alla madre se questa si allontana). Sempre in questa fase i diversi comportamenti si organizzano intorno al bisogno di mantenere una certa vicinanza con la madre.
  • Nella quarta ed ultima fase (dopo i 2 anni) il bambino è impegnato a sviluppare una relazione più complessa con chi si prende cura di lui, comincia ad intuire i sentimenti e le motivazioni della madre e cerca, con i propri, di influenzarne i comportamenti, creando così le premesse per una complessa relazione reciproca che, a partire dalla madre, utilizzerà come modello in tutte le sue relazioni future.

Porsi domande e avere dubbi su questi argomenti è assolutamente legittimo e normale ed è importante sentirsi liberi di chiedere aiuto.

Materiale tratto dal sito web Doctor Home www.doctorhome.eu 
 

10/3/2011

18/11/2016

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

Altro su: "E' nato: e adesso?"

Sudamina
La sudamina è una irritazione della pelle dovuta ad un'eccessiva produzione di sudore che non riesce ad evaporare.
Vaccinazione contro l'epatite B alla nascita
La vaccinazione contro il virus dell'epatite B viene sempre eseguita alla nascita nei bambini nati da madre HbsAg positiva.
L'allattamento al seno è molto importante per il neonato
L'allattamento al seno è molto importante per il neonato ma porta benefici anche alla mamma.
Epatite C in gravidanza
L'epatite C è provocata da un virus che è trasmesso attraverso il sangue o i rapporti sessuali, ma il contagio perinatale non è frequente.
Massaggio neonatale
La tecnica del massaggio neonatale serve per tranquillizzare e rilassare i neonati che hanno disturbi del sonno o facilità al pianto.
Toxoplasmosi in gravidanza: sintomi e cure
La toxoplasmosi in gravidanza può manifestarsi senza sintomi. Le cure servono a ridurre il pericolo di infezione per il fato e il neonato.
logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

Bronchite asmatica
La bronchite asmatica è un'infiammazione dei bronchi procurata o da infezione di carattere virale.
Complesso di Edipo: è morbosamente attaccata al suo papà
Il complesso di Edipo nasce con Freud e identifica il desiderio sessuale nei confronti del genitore di sesso opposto.
Risvegli notturni del neonato
La quantità di sonno, nei primi anni di vita, è in costante evoluzione. Anche se le differenze individuali sono molto ampie.
Frattura del femore
Mio figlio di 4 anni si è fratturato il femore destro. Ora purtroppo deve portare un rialzo.
Gli esami da eseguire in gravidanza
Per monitorare l'andamento della gravidanza sarà necessario fare alcuni esami, alcuni dei quali a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Quiz della settimana

Quando si è punti da una zecca, quale dei seguenti comportamenti occorre seguire?
Rimuovere la zecca con alcool o acetone
Lasciare la zecca in sede per alcune ore facendola intontire con ammoniaca
Rimuovere la zecca prontamente con una pinzetta
Schiacciare subito la zecca nella sede della morsicatura