ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

Il Pediatra risponde

tutte le risposte dei nostri specialisti

Allattamento al seno: capezzolo introflesso

Il capezzolo introflesso è un difetto che interferisce con l'allattamento al seno. Esistono alcuni metodi per risolvere un problema che interessa tante mamme che allattano.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Che cosa posso fare per i capezzoli rientrati? Tra alcune settimane partorirò il mio secondo figlio e mi si ripresenta il problema dell'allattamento. Infatti ho il problema del capezzolo rientrato e per il primo figlio ho dovuto abbandonare l'idea di allattarlo, perché, nonostante i molti tentativi, non sono riuscita a farlo attaccare al seno. Ora vi chiedo, si può fare qualcosa per far uscire il capezzolo e poter quindi allattare questo secondo figlio? Esistono mezzi artificiali che possono aiutare le mamme che hanno questo problema, oppure devo rinunciare già dall'inizio ad ogni tentativo?

Il capezzolo introflesso o rientrante può essere mono o bilaterale ed interessa il 7-9% di tutte le puerpere, interferendo notevolmente con la capacità di iniziare e di continuare nell’allattamento al seno. Il difetto anatomico consiste in una brevità dei dotti galattofori (quelli che trasportano il latte) e nella presenza di tessuto fibroso che tira all’interno il capezzolo, impedendone l’erezione. Per risolvere il problema dei capezzoli introflessi si utilizzano mezzi non invasivi come le coppette modellatrici del capezzolo, che aiutano la sua fuoriuscita, oppure gli esercizi di stiramento manuale, chiamati anche esercizi di Hoffman.

Consistono nell’afferrare il capezzolo tra il pollice e l’indice tirandolo in fuori fino a quando non si avverte dolore o nel porre i due pollici sui lati del capezzolo, esercitando una pressione su di esso tirandolo, nello stesso tempo, verso l’esterno. Questi esercizi vanno ripetuti almeno una ventina di volte al giorno. Esistono poi dei metodi per creare una pressione negativa al capezzolo in modo da stirare, senza comprometterli, i dotti galattofori, la muscolatura intrinseca del capezzolo e i tessuti circostanti.

Ad esempio è in vendita un dispositivo, ideato da un chirurgo plastico inglese, a forma di capezzolo trasparente, connesso ermeticamente ad un tubicino nel quale è inserita una valvola ed un attacco per siringa. Una volta posizionato sul capezzolo, l’aria si estrae con la siringa ed il capezzolo viene richiamato all’esterno dal vuoto creatosi. Il dispositivo può essere lasciato addosso per lungo tempo e può essere usato anche durante la gravidanza. Nell’eventualità che, nonostante i metodi sopra illustrati, non si riuscisse a risolvere il problema, l’unico altro suggerimento è quello si spremere il latte dal seno per somministrarlo direttamente al bambino.

12/12/1999

10/8/2016

I commenti dei lettori

Salve a tutti! Anch'io ho il problema dei capezzoli rientrati, ma per me non è pensabile praticare degli esercizi manuali: escono solo se li aspiro con una siringa, per poi ritornare immediatamente all'interno. Io ho provato in tutti i modi ad allattare la mia bimba: alla fine passavo ore a svuotare manualmente il seno per darle il mio latte con il biberon, dato che neanche il tiralatte riusciva ad "estrarre" il latte (figuriamoci la mia povera piccola): alla fine ero stremata, producevo talmente tanto latte da avere il seno sempre gonfio e dolente ed ho dovuto abbandonare l'idea...è stato terribile. Sarei disposta anche ad un intervento chirurgico x riuscire ad allattare il prossimo bimbo, ma non a passare quello che ho passato in quei giorni...

ELISA 28/10/2010

sono una mamma che allatta con il paracapezzolo dai primi giorni di vita(perche ho i capezzoli rientrati) vorrei sapere fino a ouanti mesi posso allattare cosi,il bimbo ha due mesi.grazie

gabriela (VI) 25/01/2011

Buongiorno a tutti, ho una bimba di un anno che allatto tutt'ora a richiesta, ho sempre avuto entrambi i capezzoli introflessi, dopo aver partorito, all'arrivo della montata lattea uno è uscito definitivamente, l'altro sembra sia rientrato di più. Ma ciò non ha impedito l'allattamento, l'ostetrica e le puericultrici mi dicevano che il neonato deve mettere in bocca anche l'areola non solo il capezzolo, e infatti succhiando il latte usciva. L'inconveniente per il capezzolo sfortunato è stata la comparsa di ragadi sin dall'inizio, piangevo ogni volta che ciucciava, ho risolto dopo ben 58 giorni con una crema cortisonica su consiglio della mia dottoressa. Le ragadi nel corso dei mesi sono ricomparse ma non ha più costituito un problema perché ormai sapevo come risolvere. Ad oggi, comunque, il mio capezzolo viene fuori dopo un po' che ciuccia, per poi tornare come prima, ma penso che col tempo i dotti si allungheranno abbastanza da farsì che finalmente usciranno entrambi permanentemente. Spero che la mia testimonianza possa dare coraggio nella scelta di proseguire l'allattamento. In bocca al lupo!

Ester (MI) 04/08/2011

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

Altro su: "Allattamento al seno: capezzolo introflesso"

Allattamento al seno: i consigli dell'ARP
Allattamento al seno: le schede della Associazione per la Ricerca in Pediatria. I consigli dei Pediatri.
Bottoncino mammario
Durante la pubertà maschile (che normalmente inizia dopo i 10 anni di età con l'ingrandimento dei testicoli) é abbastanza frequente una fase di ginecomastia.
Il seno in gravidanza
Durante la gravidanza il seno si prepara per l'allattamento. Il seno diventa più sodo e più grosso.
Rigonfiamento del capezzolo in un ragazzo adolescente
Il rigonfiamento del capezzolo in un ragazzo adolescente è un fenomeno fisiologico che che si presenta in più di due terzi dei ragazzi al momento della pubertà.
Allattamento al seno: ragadi del capezzolo
Allattare al seno può essere doloroso: dipende da quanto profonde sono le ragadi del capezzolo.
Seno ingrossato nel neonato
È normale che il neonato abbia il seno ingrossato. Si tratta della crisi genitale, un fenomeno ormonale che passerà da solo.
logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

La quinta settimana di gravidanza
Se non hai ancora fatto un test di gravidanza, questo è il momento per confermare di essere incinta. Scopri cosa succede dentro di te.
Neonati in piscina
L'età non è una controindicazione alla pratica del nuoto e della acquaticità. Anche i neonati possono andare in piscina.
Stenosi del piloro
Quando il piloro si stringe, il cibo non passa più dallo stomaco all'intestino. Si deve operare.
La timidezza la rende antipatica
Per aiutare un bambino a superare la sua timidezza è importante fare sentire il bambino sempre amato ed accettato per quello che è.
Laringomalacia
La laringomalacia è un disturbo congenito della laringe caratterizzato da uno stridore inspiratorio e da un'ostruzione delle vie aeree.

Quiz della settimana

Che cosa sono le petecchie?
piccole macchioline rosse che spesso compaiono dopo sforzo
lividi dovuti ad un trauma
piccole escrescenze cutanee causate da un virus
malformazioni congenite dell'intestino