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Ha manifestato la dermatite atopica dall'eta' di tre mesi

La Dermatite Atopica, se associata a ripetuti episodi di bronchite asmatica, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per il futuro sviluppo di Asma Bronchiale allergico.

a cura di: Dott. Alfredo Boccaccino (allergologo)

Ho un bambino di 31 mesi che ha manifestato, per la prima volta, una violenta forma di dermatite atopica a tre mesi (curata con cortisone) che si è ripresentata con entità variabile per tutto il primo anno di vita, è quasi scomparsa nel secondo e dai 24 mesi lo tormenta con maggiore intensità. A otto mesi, inoltre, ha avuto la prima bronchite asmatica (dieci episodi il primo inverno, otto il secondo). Non è risultato allergico a nulla a 24 mesi ma abbiamo comunque preso le precauzioni per gli acari. Di recente, dopo quasi un anno di tregua, ha avuto un episodio di asma (senza concomitante raffreddamento come avveniva precedentemente) curato con cortisone per via orale oltre ai soliti broncodilatatori. Vorrei sapere se sarebbe opportuno approfondire con qualche esame e se dobbiamo aspettarci altri episodi di asma "pura".

La Dermatite Atopica, soprattutto se associata a ripetuti episodi di bronchite asmatica, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per il futuro sviluppo di Asma Bronchiale allergico, con una maggiore incidenza di allergia agli acari. La negatività dei test allergologici, praticati all'età di 24 mesi, non mette al sicuro sull'assenza di un'allergia respiratoria. La profilassi ambientale, fatta utilizzando specifici copricuscini e coprimaterassi in microfibra, è la cosa più importante. Lo scopo di tale profilassi, nel suo bambino, è quello di evitare la probabile allergizzazione verso gli Acari, ma non di evitare gli attuali episodi asmatici.

Prima dei tre anni gli episodi asmatici recidivanti sono dovuti, in maggior parte, alla presenza di un'iperreattività bronchiale aspecifica [N.d.R.: si tratta di una risposta bronco-ostruttiva a stimoli diversi che, in una persona normale, non causano alcun problema respiratorio. Ad esempio stimoli farmacologici, fisici (smog, nebbia, polveri inerti, esercizio fisico, manovre respiratorie brusche), chimici (sostanze irritanti, soluzioni iper o ipo-osmotiche)] e non già alla presenza di allergia respiratoria. Tale iperreattività aspecifica sembra causata da una ridotta dimensione del calibro bronchiale, presente fin dalla nascita. Se il bambino non presenta una costituzione allergica (assenza di familiarità, assenza di Dermatite Atopica, assenza di IgE elevate), la tendenza a presentare facilmente asma si esaurirà dopo il 3° anno di vita. Se è presente una chiara predisposizione atopica, vi è una maggiore probabilità che si instauri un'allergia respiratoria. In seguito a ciò si determinerà un'infiammazione minima persistente dell'albero respiratorio, con cronicizzazione e tendenza a sviluppare Asma. Al momento, per il bene del suo bambino, la cosa più importante da fare è quella di praticare una buona profilassi ambientale per gli acari e di ripetere i test allergometrici intorno al terzo anno di vita. Se sarà rivelata un'allergia agli Acari, l'evoluzione verso l'asma potrà essere più probabile, ma non certa.

Molti bambini allergici agli acari sviluppano come sintomo successivo solo la rinite o possono non sviluppare alcuna patologia. Molto dipende dall'ambiente in cui si vive e dalla concentrazione di acari che si inalano quotidianamente, perciò la profilassi ambientale assume un ruolo di fondamentale importanza.

26/2/2003

29/8/2018

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