ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

Il Pediatra risponde

i nostri medici specialisti dei bambini

Studiare le epidemie di influenza

Come differenziare se un malato ha l'influenza vera e propria o una forma virale che le somiglia? L'impatto sulla salute della popolazione.

a cura di: Dott. Giorgio Conforti (pediatria di famiglia - rete vaccini fimp)

Come differenziare se un malato ha l’influenza vera e propria o una forma virale che le somiglia?

La differenza non si può rilevare solo dai segni clinici; serve un esame: la ricerca del virus. Questa attività, molto utile ai fini statistici, viene svolta dai medici sentinella, sia generalisti che pediatri, i quali, in caso di paziente con sintomi caratteristici, effettuano durante la visita un tampone alla gola. Il tampone viene inviato al centro universitario più vicino, dove viene analizzato con metodiche di genetica molecolare. Se si individua il virus influenzale, gli si dà un nome (influenza nel nostro caso), un sotto-nome (tipo A o tipo B), un sotto-sotto-nome (H3N2 ad esempio) e una indicazione geografica del posto dove è stato isolato (Brisbane ad esempio, ma può essere Genova o altro). Questa classificazione è utile per confrontare il virus trovato nei pazienti con quello che era contenuto nel vaccino di quell'anno (che, essendo preparato prima dell'epidemia, potrebbe non avere "centrato il bersaglio").

Dove vengono riversati i dati sull'influenza?

Sul sito del ministero http://www.iss.it/iflu dove settimanalmente si vedono i grafici corrispondenti al numero dei soggetti ammalati, divisi per fasce di età (come nel grafico sotto riportato, che corrisponde all’andamento dell’epidemia del 2006-2007). Analogamente si lavora negli anche Stati Uniti e in molti paesi europei, in modo da sorvegliare l’andamento dell’epidemia con numero di malati, di ricoveri e di decessi. Mi aiuti a capire meglio il grafico: E’ molto semplice: in verticale sono riportati la percentuale di malati su 100.000 abitanti, mentre in orizzontale le settimane dell’annata. Infine i casi identificati sono caratterizzati da una linea blu se il bambino ha meno di 4 anni, verde se l’età è compresa fra 5 e 14 anni, infine in giallo gli adulti, in bianco gli ultra 65enni e in rosso la media dei gruppi precedenti. La campana più alta pare proprio quella dei bambini più piccoli Ed è così da molti anni: la curva blu supera abbondantemente tutte le altre. Questo vuol dire che nel periodo di punta dell'influenza tre quarti dei malati hanno meno di 5 anni. Al contrario, i nonni si ammalano di influenza meno degli altri, grazie al fatto che la vaccinazione antinfluenzale è frequente e diffusa negli anziani.

Si ammalano in tanti, ma quanti in modo grave? Quanti muoiono per l’influenza?

Questo è il tragico parametro che dobbiamo valutare. Dove il conteggio è stato fatto correttamente (negli USA), si è visto che si può morire di influenza, o meglio delle sue complicazioni: il dato è nell’ordine di 84 minori solo per la stagione 2007-2008, dati rilevati in 33 stati americani su 50 e in un’annata di scarsa epidemia. Se dividessimo questo numero di 84 decessi in età pediatrica per 7 (a tanto si rapporta la popolazione infantile americana rispetto a quella italiana) troveremmo un numero ipotetico di circa 12 morti all’anno di complicanze da influenza in Italia nei minori; una cifra che spaventa e che fa riflettere sull’opportunità della vaccinazione a tutti i bambini piccoli.

Ci sono dei soggetti che rischiano di più dall'influenza?

Chi soffre di una malattia cronica, perché avendo una malattia di base le loro condizioni di salute li portano a ammalarsi comunque di più e a rendere maggiormente incerto il superamento della malattia, sia per le condizioni di salute, sia per i possibili deficit immunitari legati alla patologia di base o all’assunzione di farmaci che tale deficit provoca.

E chi sono queste categorie di persone? Sono i soggetti, adulti o bambini, affetti dalle seguenti malattie:

  • Diabete e malattie metaboliche
  • Cardiopatie congenite e acquisite
  • Insufficienza renale
  • Malattie del sangue e dell’emoglobina
  • Immunodeficit congenito e acquisito, compreso se indotto da farmaci o da HIV
  • Celiachia e altre malattie infiammatorie croniche dell’intestino
  • Malattie per le quali è previsto un intervento chirurgico
  • Malattie a carico dei muscoli e dell’apparato neurologico

Dobbiamo vaccinare altri soggetti a rischio?

Certamente: le categorie per i quali raccomandare la vaccinazione a causa del loro stato sono:

  • Malati che assumono cronicamente aspirina per il rischio di incorrere nella grave sindrome di Reye che provoca insufficienza renale e epatica.
  • Tutti i famigliari o chiunque assiste malati che per motivi legati alla propria condizione non possono essere vaccinati
  • Le donne in stato di gravidanza nel periodo influenzale o che avranno appena partorito.

Vaccinare per l'influenza le donne in gravidanza?

Ma non è un rischio per il feto vaccinarle? E’ stato dimostrato che non lo è. Del resto il feto corre molti più rischi di complicazioni se la mamma si ammala di influenza che non se la mamma si vaccina. Ho letto che devono vaccinarsi anche i medici e i carabinieri, perché? Sia perché l’influenza può provocare le complicazioni che ho spiegato prima, ma anche perché provoca un tal numero di malati che arreca un considerevole danno all’organizzazione sociale (per l’assenza dal lavoro di migliaia di persone addette a servizi di pubblica utilità). Per questo il ministero raccomanda la vaccinazione a questi lavoratori, identificandone un gran numero.

Vaccinare per l'influenza i nonni?

Siamo al punto importante: oltre alle categorie elencate per malattia e a quelle per professione, il terzo filone di soggetti da vaccinare sono quelli per età, in primis gli anziani, classicamente oltre i 65 anni, sempre per un discorso di possibili rischi di complicanze. Altri? Assieme ai nonni vanno vaccinati anche i bambini, specie quelli piccoli in quanto, anche se non affetti da una patologia di base, sono essi stessi a rischio significativo di ricovero o addirittura decesso. Per capirci, l'influenza crea più complicazioni di altre malattie per cui la vaccinazione è la regola: ad esempio, il morbillo o la pertosse.

10/2/2009

4/10/2015

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

Altro su: "Studiare le epidemie di influenza"

Come si fa il vaccino contro l'influenza
Il vaccino contro l'influenza viene somministrato attraverso un'iniezione intramuscolare nella coscia o nel braccio.
Influenza A in gravidanza: 9 consigli
Influenza da virus A/H1N1 in gravidanza: 9 consigli per le mamme in attesa.
Vaccinazione contro l'influenza
Generalmente l'influenza è una malattia lieve, ma se viene contratta da alcune categorie di bambini a rischio si possono avere più facilmente complicanze.
Influenza
L’influenza è una malattia infettiva acuta dovuta a un virus molto contagioso che interessa l’apparato respiratorio nelle cui cellule.
Influenza e vaccino antinfluenzale
L'influenza è una malattia molto contagiosa: alcuni consigli sul vaccino antinfluenzale.
Mi consigliate il vaccino antinfluenzale?
Mi consigliate il vaccino antinfluenzale? Mio figlio di sei anni non ha particolari problemi.
logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

Dieta di scatenamento
La dieta di scatenamento consiste nel provare una serie di alimenti per individuare quello responsabile dell'allergia.
Non racconta nulla di quello che succede a scuola
Quando le chiedo cosa ha fatto a scuola mi risponde che non sa, non si ricorda. E non ci racconta nulla. I consigli della psicologa.
Torcicollo congenito
Il torcicollo congenito è una deformità presente alla nascita. Non è sempre necessario l'intervento chirurgico.
Aumento di peso in gravidanza
L'aumento di peso nell'arco dell'intera gravidanza normalmente si aggira tra i 7 e i 14 kg complessivi.
Calo di peso nel neonato
Il calo di peso è normale nei primi giorni di vita del neonato. Si considera normale che un neonato a termine recuperi il peso della nascita entro 8-10 giorni.

Quiz della settimana

Che cosa e' il meconio?
Una secrezione densa emessa dalla bocca del neonato al momento della nascita
Una sostanza emessa dall'intestino del neonato
Una sostanza vischiosa proveniente dal naso del neonato
Nessuna delle risposte corretta