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Ipertrofia tonsillare: tonsille gonfie ed ingrossate

Cosa significa ipertrofia tonsillare? A quali problemi va incontro mio figlio avendo le tonsille gonfie e ingrossate?

a cura di: Dott. Rodolfo Varani (pediatra)

Ho un bimbo di un anno che ha tonsille gonfie e ingrossate e a cui è stata diagnosticata una ipertrofia tonsillare. Cosa significa? A quali problemi va incontro? Quali sono i sintomi e le complicazioni?

Per ipertrofia tonsillare si intende il fatto che le tonsille siano molto ingrossate e gonfie, tanto che possano creare un disturbo alla respirazione.

Il tessuto linfatico di cui sono costituite le tonsille raggiunge il suo massimo accrescimento verso i quattro anni ed in genere ad un anno anche quelli che avranno tonsille veramente ipertrofiche non lo manifestano in modo evidente. Quindi può anche darsi che il medico parla di ipertrofia solo per dire che sono evidenti (perché spesso ad un anno si percepiscono poco). Ad ogni modo una ipertrofia tonsillare non significa che le tonsille siano malate e quindi molti bambini possono avere le loro tonsille un po' più evidenti, più grandi degli altri e non avere mai nessun disturbo.

L'unico disturbo che potrebbero dare le tonsille veramente ipertrofiche è un disturbo alla respirazione: il bambino può presentare un respiro rumoroso e, soprattutto durante il sonno, può russare ed arrivare a delle vere e proprie crisi di apnea (sembra che cessi di respirare). In genere nella storia familiare uno dei due genitori ne ha sofferto da piccolo. Delle grosse tonsille possono benissimo non dare nessun problema al bambino escluso il problema respiratorio (apnea). Solo nei casi di crisi di apnea e se sono presenti seri disturbi del sonno è indicata una correzione chirurgica, che consiste nella tonsillectomia, in altre parole nella asportazione totale (o anche parziale) delle tonsille.

30/1/2001

20/1/2014

I commenti dei lettori

Sono la mamma di un bambino di due anni,il 27 giugno abbiamo il ricovero, mio figlio deve fare degli accertamenti per vedere se le sue apnee notturne sono dipese dalle adenoidi, considerando che ha anche le tonsille ipertrofiche. Sono spaventata visto che il medico del pronto soccorso mi ha detto che queste apnee possono comportare danni cerebrali e al cuoricino. Ora sta prendendo l'augmentin, lo zirtec e l'avamys spray va un pochino meglio anche se questa notte ha avuto due/tre episodi di apnea, lievi rispetto a quelli che nell'ultima settimana ha avuto (e' rimasto anche 13 sec senza respiro). Sono spaventata all'idea che possa avere dei danni al cervello. Grazie V.

vittoria (RM) 25/05/2011

Buonasera, sono la mamma preoccupatissima di una bambina di 7 anni alla quale è  stata diagnosticata una ipertrofia adenotonsillare. La mia domanda è la seguente, sapendo già quali sono i disturbi che possono causare questa patolgia (apnee notturne, tonsilliti, etc.), può incidere anche sull'appetito, cioè diminuirlo? Grazie per  l'attenzione un saluto!   

michaela (RM) 14/10/2012

Michaela, "preoccupatissima" lo è come mamma, ma, da un punto di vista medico, la ipertrofia tonsillare è un evento frequentissimo, con cui molti bambini convivono per anni fino a risoluzione spontanea. I sintomi sono riferibili alla presenza di un ingombro in gola: voce gutturale, respirazione rumorosa, appetito scarso, alito cattivo. Certo, se arriviamo a tonsille gonfie e ingrossate al punto di ostacolare la respirazione, occorre valutare la possibilità di un intervento di tonsillectomia.

Giuseppe Varrasi, pediatra (BS) 15/10/2012

Sono la mamma di un bambino di 6 anni che è stato operato di adenoidi e tonsille 3 anni fa dopo due anni di calvario per il bimbo e per tutti noi.Adesso sta benissimo è cresciuto di 6 kili in un anno e non si è più ammalato.Grazie P.

paola (PD) 24/11/2012

Paola, 6kg in un anno? Attenzione!! In una prima fase, il recupero di un sano appetito è normale (finalmente sente gli odori) e positivo (magari prima era un po' magretto), ma poi diventa un vero problema. Fai dunque attenzione a non dargli abitudini alimentari che potrebbero, prima di quanto non pensi, portarlo al sovrappeso.

Giuseppe Varrasi, Pediatra (BS) 25/11/2012

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