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Scoliosi nei bambini: i consigli dell'ortopedico pediatra

La scoliosi nei bambini è un difetto strutturale osseo a carico della colonna vertebrale. Cosa consiglia l'otopedico pediatra per prevenirla?

a cura di: Dott. Saverio Mirabassi (pediatra)

La scoliosi è un difetto strutturale osseo a carico della colonna vertebrale (detta dai medici "rachide"), evidenziato dall’accrescimento, e consta di una deviazione laterale e rotatoria persistente della colonna vertebrale, che porta a deformazioni estetiche e funzionali. La Scoliosi Vera deve essere tenuta ben distinta dalla Scoliosi Funzionale, che è un paramorfismo, cioè una "finta malattia" poiché il soggetto definito come portatore di paramorfismo in sintesi è portatore di una "variazione della forma normale" ma non ha una malattia da curare.

La Scoliosi Funzionale è caratterizzata da una curvatura laterale della colonna vertebrale secondaria a posizione viziata, a scarso tono muscolare, a una differenza, peraltro piccola e transitoria, di lunghezza degli arti inferiori. I bambini con questo piccolo problema vanno solo incentivati nell’attività sportiva, al fine di raggiungere un migliore tono muscolare generale.

Nel caso della Scoliosi Vera, ci si trova invece davanti ad una vera malattia che è l’espressione di una deformazione asimmetrica del corpo vertebrale, un vero e proprio disturbo dell’accrescimento di alcune vertebre. La causa (o, meglio, le cause) sono incerte, ma c’è sicuramente una componente genetica (predisposizione genetica multifattoriale). Questa malattia produce, nel periodo dell’accrescimento rapido adolescenziale, una anomalia evolutiva non correggibile dell’asse della colonna vertebrale. E’ una malattia più frequente nella femmina che nel maschio ed è per la massima parte (80-90%) detta idiopatica, cioè è un fatto a se stante, non conseguente né accompagnato ad altre malattie. E’ possibile trovare, nello stesso nucleo familiare, più soggetti affetti. La deviazione inizia subdolamente, anche all’inizio dell’età scolare, ed evolve con una velocità che è proporzionale alla rapidità di sviluppo in lunghezza della colonna vertebrale stessa: è quindi una malattia evolutiva progressiva. In genere sono presenti due curve lungo la colonna, una primaria ed una di compenso.

La curva primaria dà il nome alla scoliosi: dorsale, lombare, dorso-lombare. E’ poi definita lieve quando la deviazione è entro i 15 gradi, e grave, se è oltre i 40: questi valori vengono calcolati dall’Ortopedico su una radiografia della colonna vertebrale. Solitamente le scoliosi tendono a stabilizzarsi alla fine della pubertà, ma ciò può non essere vero per le forme gravi, che possono continuare la loro evolutività anche dopo tale periodo della vita. A scoliosi conclamata, si evidenzia il gibbo (la gobba), cioè la differenza (asimmetria) fra le due metà del torace, per cui risulta più elevata (quando il bambino viene fatto inchinare e viene guardato sia da dietro che da davanti) la metà del torace verso la quale si situa la curva convessa della colonna. Quando la deviazione tende ad evolvere e supera i 15-20 gradi si inizia, sotto controllo ortopedico, una terapia con i corsetti, che mirano ad una correzione attiva della curva scoliotica, e che avrà una durata non prevedibile ma dovrà essere valutata nel tempo. Le forme molto importanti, quelle che tendono al rapido aggravamento, devono subire una terapia chirurgica.

Per quanto riguarda la diagnosi precoce, durante i controlli che il Pediatra esegue periodicamente viene fatto un test detto "one minute test", cioè test di un minuto, nel quale si fa il controllo della schiena del bambino in posizione di flessione (bambino inchinato) con i piedi un poco divaricati e con le braccia bene tese e rivolte verso la punta dei piedi. Si osserva così se il rachide è diritto e se le due metà del torace sono simmetriche. La presenza di anomalie (non paramorfismi) rende necessaria la consulenza ortopedica.

11/9/2000

11/4/2015

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