La nostra bimba (primogenita) ha otto giorni, ma non vuole saperne di attaccarsi al seno della mamma, nonostante che lei abbia il latte. La mamma, con tutta dolcezza, la invita sempre a provare avvicinandola al capezzolo, aiutandola a tenerlo in bocca, ma la bimba, dopo un minimo tentativo di succhiare, diventa impaziente e piange. L'unica soluzione è il prelievo tramite tiralatte e quindi il biberon. Questo purtroppo è molto snervante per la mamma che inizia a dare segni di cedimento. Eppure il ciuccio lo succhia con molta tenacia. Sapete dirci perché si comporta così e avete qualche suggerimento da fornirci per non rischiare di perdere il latte della mamma?

Innanzi tutto otto giorni sono pochi per dare segni di cedimento materno. Se è difficile improvvisarsi madre o padre... pensate quanto sia difficile improvvisarsi figlio e quindi non si può pretendere che il bambino a otto giorni debba fare subito il suo dovere e si adatti subito alla situazione. Quindi pazienza e niente drammi. È difficile poter dare consigli così, senza conoscere da vicino la bambina o la mamma. Penso che si sia esclusa la presenza del capezzolo retratto che comporterebbe una impossibilità della bambina ad attaccarsi regolarmente.

L'unica soluzione è avere pazienza e insistere per altri giorni tirandosi il latte e provando, con calma, anche ad attaccare la bambina al petto. Spesse volte la situazione si sblocca da sola senza altre tecniche o senza altri trucchi particolari. Per tranquillizzare la mamma basta dirle che, se il latte c'è e se lo estrae dalla mammella per un po' con il tiralatte, la bambina cresce bene lo stesso. Si può anche ipotizzare che vi sia il cosiddetto "ingorgo" del latte e che la mamma possa essere aiutata (consultare a questo proposito il proprio ginecologo o il proprio pediatra), se ritiene opportuna la somministrazione di farmaci che "scioglierebbero" questo "ingorgo" del latte e renderebbero più facile la poppata in modo da far prendere il via alla bambina.

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