I giornali insistono nel dire che i pediatri raccomandano il vaccino anti-influenzale a tutti i bimbi causa Sars (N.d.R.: Sars è l'acronimo di Severe Acute Respiratory Sindrome; si tratta di una malattia respiratoria, probabilmente dovuta ad un virus, di cui sono stati riportati recentemente casi in Asia, Europa e Nord America). Mio figlio ha sei anni e non ha particolari problemi. Del vaccino non sono convinta ma non vorrei, per dubbi miei, essere causa di danni a lui. Ma è proprio necessario? Se si fa un anno poi deve sempre farlo? Tutto sommato lui l'anno scorso è stato bene. Potete consigliarmi?

La vaccinazione anti-influenzale non può essere ritenuta necessaria per tutti i bambini sani in quanto non vi è alcuna attinenza con la SARS e non è neanche utile a prevenire le numerose "malattie influenzali", tipiche del periodo invernale, causate da virus diversi da quello influenzale. Il vaccino in questione, infatti, funziona bene e previene solamente l'infezione da virus influenzale. Detto questo, la campagna mass-mediatica pro-vaccinazione anti-influenzale delle scorse settimane è scaturita a partire dalla Circolare del Ministero della Sanità che, accanto ad indicazioni precise sulla vaccinazione nelle fasce a maggior rischio, ha ravvisato delle somiglianze cliniche, almeno negli stadi iniziali, tra Influenza e SARS. Tale campagna è proseguita sulla scorta dell'appello lanciato dalla SIP (Società Italiana di Pediatria) alle Regioni perché offrano gratuitamente la vaccinazione contro l'influenza ai bambini.

Quest'ultima iniziativa da una parte ravvisa l'utilità della vaccinazione in caso di ripresa dell'epidemia di SARS, dall'altra parte enfatizza la possibilità di limitare la diffusione dell'Influenza negli anziani vaccinando i bambini. Per quanto riguarda il primo aspetto, c'è da dire che allo stato attuale nessuna Istituzione, nazionale o internazionale, ha mai raccomandato l'uso della vaccinazione a scopo preventivo o di controllo della SARS. Lo stesso Istituto Superiore di Sanità, in un documento sollecitato dalle Regioni, ha chiaramente affermato la inesistenza di evidenze di utilità della vaccinazione anti-influenzale nei confronti della SARS. Anche l' OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha raccomandato una migliore offerta delle vaccinazioni, ma solamente rivolta ai soggetti a maggior rischio (anziani, adulti e bambini con malattie croniche, ecc). Tale indicazione è stata ripresa dal Ministero della Sanità Italiano che ha confermato le raccomandazioni ordinarie (per esempio per tutti coloro che abbiano compiuto i 65 anni di età); quest'ultime, tuttavia, non identificano i bambini sani tra i gruppi a maggior rischio.

Per quanto concerne il secondo aspetto, è vero che i soggetti anziani possono essere maggiormente protetti se i bambini con i quali vivono vengono vaccinati. Tuttavia, l'entità della protezione è modestissima a fronte della vera protezione per gli anziani consistente nella loro diretta vaccinazione (così come previsto, peraltro, dalla Circolare Ministeriale). Pertanto, la decisione di vaccinare contro l'influenza, ben lungi dall'essere raccomandata a tutti i bambini, deve essere indirizzata ad ogni singolo bambino ed è legata a diversi fattori, di volta in volta vagliati dal Pediatra di fiducia, tenuto conto anche delle caratteristiche di quel bambino e del suo nucleo familiare. Naturalmente, ogni genitore è libero di intraprendere autonomamente l'iniziativa di vaccinare il proprio figlio allo scopo di evitargli i "fastidi" dell'influenza... ma questo è un'altro discorso.

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