Vaccinarsi è il modo migliore di prevenire e combattere l'influenza, sia perché si riducono in modo sensibile le probabilità di contrarre la malattia sia perché, in caso di sviluppo di sintomi influenzali, questi sono molto meno gravi e, generalmente, non sono seguiti da ulteriori complicanze.

Il vaccino aiuta l’organismo a produrre i nuovi anticorpi adatti a fermare il nuovo virus influenzale della stagione non appena questo aggredisce l’organismo.

Esso rappresenta il più mezzo efficace e più sicuro per prevenire la malattia e le sue complicazioni, agendo come protezione individuale nei confronti del virus influenzale. Bisogna precisare che la vaccinazione protegge non soltanto la persona vaccinata ma anche i soggetti non vaccinati, dato che rallenta la diffusione e la circolazione del virus influenzale; questo fenomeno è chiamato immunità di gregge (herd immunity), in grado di interrompere la catena del contagio.

L’efficacia della vaccinazione negli adulti sani varia dal 70 al 90%. Nei bambini e nei ragazzi fino a 16 anni l’efficacia è pari a 60-70%. Qualora la protezione non sia completa, il soggetto vaccinato, anche se contrae l’influenza, sviluppa sintomi lievi.

La protezione indotta dal vaccino comincia due settimane dopo l’inoculazione e perdura per un periodo di 6-8 mesi, poi tende a diminuire. Per questo motivo e perché possono cambiare i ceppi in circolazione è necessario ripetere la vaccinazione all’inizio di ogni stagione influenzale: il periodo più indicato va da metà ottobre a fine dicembre.

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