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Ho sentito che l'uso della macchina cuore-polmoni può portare danni cerebrali

L'uso della macchina cuore-polmoni è una procedura routinaria per correggere tutte le cardiopatie congenite.

a cura di: Prof. Giovanni Stellin (cardiochirurgo)

Mia figlia di quattro anni e mezzo deve essere operata con "intervento a cuore aperto" questa primavera per un grave difetto interatriale senza possibilità di inserire il palloncino. Ho sentito (trasmissione televisiva Discovery Science) che l'uso della macchina cuore-polmoni può portare (era segnalato nel 45% dei casi) a deficit cerebrali e che in America, a causa del problema, fanno addirittura firmare una liberatoria per questo data l'alta incidenza di casi. È vero? Dove posso informarmi? Esiste letteratura in proposito da me consultabile?

L'intervento chiusura del difetto del setto atriale è una procedura di estrema semplicità che viene eseguito oggigiorno con un bassissimo rischio (inferiore a quello della chiusura con ombrellino) e con risultati superiori sia immediati che a distanza. Infatti, la chiusura chirurgica che avviene da oltre 40 anni, presenta oggigiorno dei controlli a distanza di persone che sono assolutamente normali e, soprattutto, senza gli effetti indesiderati (ed in parte ancora non conosciuti) della presenza di un grosso corpo estraneo (device o ombrellino) all'interno del cuore.

L'uso della macchina cuore-polmoni è una procedura routinaria per correggere tutte le cardiopatie congenite. Tuttavia, l'uso della macchina cuore-polmoni per la chiusura di un difetto del setto atriale, non richiede più di 20-30 minuti di circolazione extra-corporea ed inoltre, più importante, senza l'arresto del cuore. Non risultano dalla letteratura, a mia conoscenza, i dati citati dal genitore in oggetto per quanto riguarda i deficit cerebrali ed inoltre non mi risulta che negli Stati Uniti, dove io ho lavorato per anni (un mio collaboratore è appena tornato e conviene con quanto io so), i genitori debbano firmare una liberatoria per l'alta incidenza dei danni cerebrali. Posso confermare che tutto ciò è falso. A riguardo Le allego le referenze dove Lei possa attingere delle informazioni chiare e sicure per quanto riguarda l'uso della circolazione extracorporea nella correzione delle cardiopatie congenite (Castaneda, Jonas, Mayer, Hanley. Cardiac Surgery of the Neonate and Infant. Editore W.SB. Saunders Company, 1994).

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