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Salmonella e asilo nido

Un bambino affetto dalla salmonella non può frequentare il nido fino che non risultino tre coproculture negative anche se non presenta più sintomi.

a cura di: Dott. Giancarlo Gallone (pediatra)

Un bambino con coprocoltura positiva, ma in assenza di sintomi da quasi dieci giorni può frequentare il nido? E se persiste la positività cosa devo fare?

Le salmonelle, causa di tossi-infezioni alimentari, sono germi classificati in maggiori (Tifo, paratifo A e B) e minori con più di circa 2300 sierotipi diversi.

Essere contagiati dalle salmonelle è abbastanza facile: uova fresche di provenienza da piccoli produttori e non dalla grande distribuzione (le galline sono trattate con antibiotici), non sufficientemente cotte (solo l'uovo ben ben cotto è sicuro) ma anche carne, specialmente pollo, pesce, creme ecc.possono essere veicolo di salmonella.

Le galline, in particolar modo nel periodo estivo, sono portattrici di salmonella e pertanto l'uovo del contadino è a rischio, mentre, come citato sopra, i grossi produttori trattano con antibiotico le galline per evitare tale infestazione.

Ma come già esposto sono molte altre le fonti di infezione per contaminazione di alimenti. Pertanto sempre cibi ben cotti ed evitare cibi con componente uovo crudo.

Rispondo alla sua domanda: il bambino non può frequentare il nido fino a tre coproculture negative anche se non presenta più sintomi perchè è possibile che sia diventato temporaneamente un portatore.

Fintanto che elimina la Salmonella con le feci, i portatori sono a rischio di contagiare gli altri. Tuttavia, per quanto riguarda la riammissione al nido, occorre sottostare al parere del locale servizio di Igiene Pubblica della ASL e soprattutto alle disposizioni di legge per le malattie infettive e tali norme possono variare in ambito regionale.

Generalmente gli antibiotici non vengono usati se non in presenza di salmonelle maggiori che presentano una diffusività nell'organismo con possibili complicanze anche gravi. Lo stato di portatore è variabile da  soggetto a soggetto da pochi giorni fino a 3- 6 mesi.

Terapia: fermenti lattici. Attualmente i più accreditati sono quelli che contengono il Lactobacillus rhamnosus o Saccaromices boulardii: per tali fermenti esiste letteratura scientifica che nè conferma una maggiore efficacia.

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