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Un apparecchio per il controllo del respiro del neonato

L'apparecchio per il controllo del respiro del neonato non può essere considerato come uno strumento attendibile e affidabile per prevenire la SIDS.

a cura di: Dott. Giancarlo Gallone (pediatra)

Sono in possesso di un apparecchio del controllo del respiro del neonato che dovrebbe tranquillizzare i genitori durante la notte e prevenire (?!) la SIDS (N.d.R.: è l'acronimo di Sudden Infant Death Syndrome che, tradotta in italiano, significa sindrome della morte improvvisa del lattante) ma mi pone un altro problema: cosa si può fare nella malaugurata ipotesi che il bambino smetta di respirare?

L'apparecchio in questione o similari purtroppo non assolve l'obbiettivo per il quale viene proposto. Tale strumento presenta una tecnologia di bassissimo profilo e pertanto può presentare, come da studi praticati in doppio con apparecchiature molto più sofisticate, errori sia in eccesso che in difetto. Ossia non suona quando a volte un bambino presenta un'apnea o suona troppo spesso anche se il bambino respira (falsi positivi e falsi negativi) a volte legati a posizionamento non corretto (materasso troppo spesso, cedevolezza della rete) ma principalmente legati alla tecnologia di base che fa sì che il sensore non possa cogliere i veri momenti di apnea (evenienza gravissima) o dia allarmi "falsamente" positivi che necessitano pertanto di approfondimenti presso centri SIDS o centri specializzati per poter verificare, con tecnologia sofisticata, se il bambino presenta delle "reali" apnee.

Pertanto non possono essere considerati strumenti attendibili e affidabili per garantire alcunché e men che meno posso essere considerati uno strumento di prevenzione per la Morte in Culla (SIDS).

Bisogna considerare che a livello mondiale la prevenzione della SIDS passa attraverso le raccomandazioni comportamentali: postura a pancia in su (cioè il bambino deve dormire supino fatte le pochissime eccezioni di stretta indicazione medica per diagnosi genetiche con malformazioni oro-cranio-facciali); evitare il fumo in gravidanza e il fumo passivo post nascita; evitare di coprire troppo il bambino e mantenere durante l'inverno un temperatura della stanza adeguata (19-20 gradi). Pertanto la diffusione di tali strumenti è legata alla pubblicità non corretta e speculativa sull'ansia dei genitori e dei parenti.

Bisogna considerare che le indicazioni per un monitoraggio domiciliare di un bambino deve essere deciso da esperti quali sono i Centri SIDS o similari su valutazioni anamnestiche, cliniche e strumentali precise e restrittive e con apparecchi molto sofisticati che registrano il respiro, la funzione cardiaca e la saturazione d'ossigeno presente nel sangue. Ma neanche tali mezzi purtroppo possono a volte impedire il decesso come riportato nella letteratura internazionale.

Nel caso però venga adoperato un apparecchio come quello da voi usato o similare cosa fare se ci si trova di fronte ad un allarme che segnala un arresto respiratorio? Non perdere la calma anche se si è svegliati nel cuore della notte Accendere bene tutte le luci per poter vedere bene Spogliare il bambino e controllare se respira Controllare il colorito della cute se si presenta normale o scuro o molto pallido, controllare, se possibile, il polso per valutare la sua frequenza cardiaca.

Se vengono rilevati segni di chiara difficoltà del bambino allertare immediatamente il servizio d'emergenza 118 in quanto, se non si è addestrati in modo adeguato, risultano inutili e controproducenti i tentativi "casalinghi" di rianimazione. Nei casi di eventuale soffocamento da rigurgito l'atteggiamento da assumere è quello di girare immediatamente a pancia in giù il bambino sorreggendolo sulla mano e sull'avambraccio sinistro con la testa più in basso del tronco e applicare cinque vigorosi colpi dorsali con il palmo aperto della mano nello spazio fra le scapole del bambino onde ottenere l'emissione dalla bocca del materiale refluito.

Questa manovra, indicata per un corpo estraneo nelle vie aeree, può essere sufficiente in caso di rigurgito. Resta ben inteso che un episodio acuto, anche se risolto, necessita di una valutazione super specialistica successiva presso centri SIDS o presso strutture altamente specializzate.

7/11/2003

22/8/2016

I commenti dei lettori

Sono una mamma che ha "incontrato " l'A.L.T.E.il 12 marzo 2012.Ha cercato di portare via il mio piccolo Riccardo di 40 giorni.... E' stata un'esperienza atroce! Ora Riccardo e' seguito dal Centro Sids di Varese e dalla dottoressa Luana Nosetti (un angelo con il camice bianco!) ed ha appena compiuto 4mesi ! Certo, la vita della mia famiglia e' cambiata: non siamo piu' solamente in 4 (mamma,papa',Giuditta e Riccardo), orastiamo in 6! durante il giorno un saturimetro (Masimo) mentre durante la notte un Getemed monitor! E' vero, vivo con il terrore che la macchinetta suoni e dormo con un occhio sempre vigile sul monitor ma credo, anzi ne sono certa che queste due apparecchiature siano diventate Angeli Custodi del mio piccolo . I rischi di un falso allarme certo ci sono (capita che Riccardo durante il sonno si agiti un pochino ed il sensore non riceva bene il segnale) ma preferisco un nano secondo di paura inutile piuttosto che una vita di dolore per la perdita prematura ed inspiegabile di mio figlio! Al centro Sids della dott. Nosetti inoltre ci hanno mostrato come comportarsi in caso di emergenza!e da ing.biomedico quale sono mi sono procurata un ambu pediatrico !! Non sono esagerata!! Sono solo consapevole che la vita di mio figlio e' Unica!

Alessandra (LC) 03/06/2012

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