ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

Il Pediatra risponde

tutte le risposte dei nostri specialisti

Prevenzione con vitamina K e D nel neonato

La vitamina K è indispensabile per la produzione di alcuni fattori coinvolti nei meccanismi della coagulazione del sangue, mentre la vitamina D è essenziale per la normale crescita delle ossa.

a cura di: Dott. Massimo Generoso (pediatra)

Dall'ospedale hanno scritto la seguente terapia: per i primi tre mesi dalla nascita somministrare vitamina D + vitamina K e, dal quarto mese al compimento dell'anno di vita, somministrare solo vitamina D. E' una terapia consigliata in tutta Italia?

Gentile Signora, la prescrizione fatta dall’Ospedale è in accordo con le indicazioni della Comunità Scientifica Nazionale e Internazionale relative a queste due vitamine. Per quanto mi risulta, queste indicazioni sono seguite in tutta Italia. Cercherò di spiegarle i motivi, chiarendo prima di tutto che non si tratta di una terapia, ma di una profilassi, il cui scopo è prevenire l’insorgenza di una malattia.

La vitamina K è una vitamina indispensabile per la produzione, nel fegato, di alcuni fattori coinvolti nei meccanismi della coagulazione del sangue; la sua mancanza può favorire la comparsa di emorragie. La vitamina K viene normalmente fornita all'organismo da alcuni alimenti (spinaci, verze, cavoli, cavolfiori, pomodori, tuorlo d'uovo, ecc.) ed è prodotta dai batteri presenti nell’intestino.

Il neonato è totalmente dipendente dagli apporti esterni di vitamina K in quanto:

  • il passaggio di questa vitamina attraverso la placenta da parte della mamma è minimo o assente
  • i depositi nel fegato sono molto bassi
  • la produzione di vitamina K da parte dei batteri intestinali, specie negli allattati al seno, è bassissima per diverse settimane
  • il contenuto di vitamina K nel latte materno è ridottissimo; anche l’assunzione di più di un litro al giorno di latte materno potrebbe non garantire gli apporti minimi raccomandati.

Le manifestazioni emorragiche caratterizzano la Malattia Emorragica da Deficit di Vitamina K; essa si verifica generalmente dalla nascita fino a due settimane di vita (forma precoce o classica) ma può presentarsi anche dopo, da 2 fino a 12 settimane (forma tardiva).

La forma precoce ha un’incidenza stimata tra lo 0,25 e l’1,7%; incidenza del tutto teorica dal momento che essa viene efficacemente evitata con la somministrazione profilattica di vitamina K subito dopo la nascita.

La forma tardiva è assai meno frequente (4,4 - 7,2 su 100.000), ma gravissima; infatti può causare esiti invalidanti o addirittura la morte per il frequente interessamento (30–60%) del sistema nervoso centrale. La forma tardiva si verifica pressoché esclusivamente negli allattati al seno, mentre è segnalata solo sporadicamente nei bambini allattati con latte artificiale.

Quindi è proprio per prevenire questa gravissima forma tardiva di Malattia Emorragica da Deficit di Vitamina K che viene prescritta la supplementazione con questa vitamina per i primi tre mesi di vita.

La vitamina D è essenziale per la normale crescita delle ossa e per la loro solidità: infatti regola il metabolismo (cioè il complesso di reazioni chimiche che avviene nell’organismo) del calcio e del fosforo e agisce sulla calcificazione delle ossa, favorendo l’assunzione di questi minerali.

La carenza di questa vitamina può causare il rachitismo, una malattia caratterizzata da rammollimento e deformità delle ossa.Il contenuto di vitamina D nei comuni alimenti è scarso (anche nel latte materno!) tranne che nel pesce (salmone, sardine, sgombro, tonno, olio di fegato di merluzzo) e nel tuorlo d’uovo.

Questa vitamina si forma sulla pelle (fonte principale) mediante la trasformazione, ad opera dei raggi ultravioletti del sole, di un precursore della vitamina D situato sulla pelle stessa. Tuttavia, non è semplice stabilire il rapporto tra esposizione solare e valori di vitamina D nel singolo individuo.

Infatti molti fattori influiscono sensibilmente sulla produzione a livello della pelle di questa vitamina:

  • la latitudine: minore è la latitudine e maggiore è la sintesi di vitamina D a parità di tempo e colore della pelle
  • la stagione dell’anno: massima sintesi di vitamina D nel periodo estivo e minima o nulla nel periodo invernale, in base alla latitudine
  • l’ora del giorno: massima sintesi di vitamina D intorno alle 12
  • l’altitudine: maggiore è l’altitudine e maggiore è la sintesi cutanea di vitamina D, comunque in relazione all’inquinamento atmosferico
  • l’inquinamento atmosferico: maggiore è l’inquinamento atmosferico e minore è la sintesi cutanea di vitamina D
    il colore della pelle: gli individui di pelle scura necessitano di un tempo 5–10 volte più lungo di esposizione solare, rispetto agli individui di pelle chiara, per raggiungere gli stessi valori di vitamina D
  • la superficie corporea esposta al sole: maggiore è la superficie corporea esposta e maggiore è la produzione cutanea di vitamina D
  • l’uso di filtri solari: la sintesi cutanea di vitamina D varia in relazione al fattore di protezione
  • le caratteristiche individuali: variazioni dell’attività del metabolismo della vitamina D.

Tutti questi motivi spiegano quindi la necessità di somministrare la vitamina D fino dai primi giorni di vita. Tale supplementazione dovrebbe essere effettuata non solo fino a 12 mesi, ma addirittura nei primi 18-24 mesi di vita, che rappresentano il periodo in cui l’incidenza del rachitismo da deficit di vitamina D è massima, essendo la velocità di crescita scheletrica, più elevata.

Si potrebbe sospendere eventualmente la somministrazione durante l’estate, se il bambino viene esposto regolarmente al sole.
 
 

24/6/2010

9/7/2016

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

Altro su: "Prevenzione con vitamina K e D nel neonato"

La vitamina D
La vitamina D è essenziale per la normale crescita delle ossa e per la loro solidità.
Rachitismo e vitamina D
Perché si danno le gocce di vitamina D dalla nascita? Servono ad evitare il rachitismo nei bambini.
Il rachitismo
Il rachitismo è una malattia dello scheletro e delle ossa dovuta a una carenza di vitamina D o di calcio.
La verdura nell'alimentazione del bambino
Le verdure vengono introdotte nell'alimentazione del bambino dall'inizio dello svezzamento. Qualche consiglio pratico.
Le vitamine
Le vitamine sono composti chimici essenziali per le normali funzioni del nostro organismo.
Vitamina D
La vitamina D contribuisce alla calcificazione dell'osso. Il fabbisogno giornaliero da 0 a 2 anni è di 10 microgrammi (400 IU).
logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

Intolleranze alimentari
Le intolleranze alimentari non rispondono ai tradizionali Test Allergici cutanei. Non provocano quasi mai delle reazioni violente ed immediate nell'organismo.
Mio figlio ripete le parolacce
Mio figlio di quasi quattro anni ripete le parolacce ogni volta che le sente. Mi hanno consigliato di fingere indifferenza.
Morso di cane
In caso di bambino morso da un cane, bisogna sapere la sede della morsicatura, la profondità del morso e la taglia del cane.
Beve molto: non avrà il diabete?
Bere molto (si dice polidipsia) rappresenta effettivamente uno dei segni del diabete, ma normalmente non è però l'unico segno.
Infezione da Chlamydia nel neonato
Il neonato può infettarsi al momento della nascita durante il passaggio nel canale da parto.

Quiz della settimana

Nell'asilo di vostro figlio sono stati segnalati numerosi bambini con i pidocchi, tanto che sono stati esposti avvisi a riguardo. Qual e' il miglior modo per evitare che anche il vostro bambino, che al momento sta benissimo, venga contagiato?
Lo portate dal barbiere per tagliarli i capelli molto corti
Lo trattate subito con un prodotto contro i pidocchi
Non lo mandate all'asilo per una settimana
Controllate accuratamente il cuoio capelluto del bambino almeno una volta alla settimana