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Aggressioni all'asilo nido

Mio figlio è aggredito all'asilo nido dai compagni di scuola. La maestra dice che dobbiamo spronarlo a difendersi. I consigli della psicologa.

a cura di: Dott.ssa Loredana Piratoni (psicologa)

Nella classe di nostro figlio Alessandro, che ha due anni e mezzo, ci sono bimbi che, spesso per gioco, lo aggrediscono. Alessandro vive in un mondo pacifico e ha sempre guardato i bimbi con ammirazione, come qualcosa di buono. Quando viene aggredito resta un attimo perplesso come se non se l'aspettasse dopodiché piange rimanendoci molto male e senza riuscire a difendersi. La maestra ci ha detto che dobbiamo spronarlo, ma non sappiamo come fare, prima di tutto perché fuori dalla scuola o sta con noi o è con bimbi che hanno un'età compresa tra i cinque ed i dieci anni e che quindi non lo aggrediscono ma lo coccolano. Poi, quando è con noi, reagisce ai nostri rimproveri e a qualche sculacciata gridando e alzando le mani su di noi, come se non accettasse l'aggressione, ma allo stesso tempo reagendo a quest'ultima. Quindi noi abbiamo dedotto che l'aggressione in se non gli piace, ma non capiamo perché con noi reagisce e con i bimbi non lo fa.

Cari genitori, sono tuttora incredula che una "maestra" vi abbia potuto dare un suggerimento tanto fuorviante, che mi rendo conto vi ha profondamente confuso: il vostro problema, paradossalmente, è che il vostro bimbo non aggredisce e non picchia gli altri e, se ho interpretato correttamente quello che vi consiglia questa insegnante, voi dovreste "spronarlo" in tal senso. Cari genitori, il problema è che il vostro dolcissimo e pacifico bambino ha il diritto di essere rispettato per quello che è, e non aggredito, e che voi avete il diritto e il dovere di esigere che l'istituzione cui lo affidate, sia essa scuola, asilo, campo estivo, scout, parrocchia, palestra abbia personale qualificato per vigilare su di lui tutelandone l'integrità fisica e psichica, nel totale rispetto della sua personalità.

Nell'educare un figlio chiediamoci cosa sia meglio per lui, qual'è la strada più breve e semplice per fargli raggiungere l'obiettivo che ci prefiggiamo: se l'obiettivo è la socializzazione, la strada suggerita vi sembra ragionevole? Il fatto che questo consiglio provenga da una "maestra" mi avvilisce e mi indigna: la scuola per statuto persegue finalità educative ed è troppo semplice insegnare ad un bimbo piccolo la violenza, più complesso e difficile è educare i più grandi alla non violenza, al rispetto degli altri, alla solidarietà nei confronti dei più deboli. Perché quest'insegnante vi ha dato questo consiglio? Semplicemente per superficialità - nella migliore delle ipotesi-, per incompetenza o per stupidità.

Per superficialità, così non deve poi difendersi da mamme inferocite che le chiedono ragione dei lividi dei figli (magari risponderebbe prontamente A picchia B e B picchia A); per incompetenza, perché ovviamente non è in grado di gestire un gruppo di bambini con attività adatte; per stupidità, perché non si rende conto che se dei bimbi si fanno male quando sono a lei affidati ne risponde civilmente e penalmente, per tacere del fatto che se il vostro cucciolotto di due anni e mezzo fosse veramente reattivo vi consiglierebbe l'intervento di personale specialistico.

Che cosa fare? Personalmente cambierei classe, insegnante e scuola: magari ricordate a questa "maestra" che se la scuola non persegue finalità educative non ha senso tenerla in piedi, come non avrebbe senso la sua figura. E il suo stipendio.

21/1/2002

28/11/2016

I commenti dei lettori

Anche a me è capitata la stessa cosa. Mia figlia finisce quest'anno il nido, tre anni il 29 maggio. Mi sento dire in continuazioneche alla materna la "mangiano" perchè non si difende. Io le ho sempre detto che se un bimbo le fa qualcosa di male deve andare dalla maestra. La maestra le dice di ricambiare e di inziare a difendersi. Io non approvo e non faccio altro che cercare di far parlare mia figlia, di insegnarle a dirmi quando sta male o è arrabbiata affinchè non usi quello che è più facile per loro usare, le mani. La premio verbalmente quando non si lascia istigare dagli altri e si allontana quando un bimbo senza ragione inizia a darle dei calci. Non uso punizioni corporali ma castighi e mi sono resa conto che le fa più male dover stare 5 minuti in camera mentre io preparo da mangiare e mi guarda da lontano, che una sculacciata sul sederino (che non ho mai amato). Memore di quando io venivo punita con ceffoni o altro, e l'unica cosa che suscitavano in me era tanta rabbia che non riuscivo a sfogare, lungi da me creare in mia figlia certi tormenti. Come ho risposto a mia sorella ieri che ad un dispetto di mio nipote lei ha incalzato mia figlia a ricambiare, non siamo più nel vecchio testamento e non vige "occhio per occhio". 

katia (AL) 18/06/2012

Anch'io mi trovo nella stessa situazione. Il bimbo alla materna viene picchiato da altri bimbi e lui addirittura chiede "perchè mi fa male?" e non reagisce.Devo essere sincere,a volte spero che lui gli dia una bella lezione. Stiamo molto tempo con lui, giochiamo,andiamo al parco, ci parliamo costantemente e lui è un bimbo che sorride SEMPRE..è un peccato doverci trovare a pensare come possiamo fare per non farlo "sottomettere" a queste violenze.Quando lo andiamo a prendere dopo la materna abbiamo paura che ci dica che è stato picchiato o che abbia qualche livido..invece ci piacerebbe veder uscire il bimbo sorridente e contento di aver giocato...

serena (LI) 23/10/2012

Anche a me è capitata la stessa cosa.. mio figlio era il piu' mite del mondo si sorprendeva del male quando glielo facevano e non piangeva, veniva da me a dirmi "Lui ha fatto un "guao" guaio" ed io gli mettevo il cerotto, ma all'asilo nido la psicologa ha convinto mio marito che il bambino doveva imparare a difendersi mio marito ha approvato dicendomi che ero un'incapace e glielo hanno insegnato (non sono riuscita a toglierlo di lì) con gravi conseguenze perche' poi passava al contrattacco non appena intuiva un'aggressione, cio' lo ha messo in difficoltà con i compagni, con e con i fratelli anche nell'adolescenza. Grazie a Dio poi ha ritrovato la sua mitezza.

(RM) 10/04/2013

Anche io ho lo stesso problema ma interpreto la risposta della maestra col fatto che il difendersi non è attacare ma imparare a tenere lontani gli atteggiamenti violenti dei compagni.I genitori e gli insegnanti devono dare i mezzi per far da soli.

mara (BS) 29/05/2013

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