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Il Pediatra risponde

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Non ha mai conosciuto suo padre e scambia il nonno per il papà

Come si può spiegare ad un bambino così piccolo che non vedrà mai suo padre? In assenza di figure maschili, è un bene che il bambino possa stare a contatto con il nonno. I consigli dello psicologo.

a cura di: Dott.ssa Federica Benerecetti (psicopedagogista della redazione di www.educare.it)

Mio figlio ha 34 mesi e mi chiedo se questa è l'età giusta per spiegargli la situazione della sua famiglia. Noi viviamo ancora dai nonni e il papà non l'ha mai visto né sentito e penso che non lo vedrà mai (a meno che lui cambi radicalmente e voglia prendersi le sue responsabilità di padre). La maestra dell'asilo mi ha detto che mio figlio, sentendo gli altri bimbi che raccontano del papà, entra nel discorso anche lui scambiando il nonno per il papà. Tipo, gli altri bimbi dicono "Il mio papà è andato al lavoro questa mattina" E lui: "anche il mio". La maestra gli ha chiesto chi era il suo papà e lui tranquillamente gli ha risposto "nonno Luigi". In casa non lo chiama papà, né sembra aver scambiato mio padre e me per una coppia. Io ho provato a spiegargli che anche lui ce l'ha un papà ma che solo non vive con noi. Lui ascolta ma non dice niente né sembra turbato. Come posso fare? Sto sbagliando qualche cosa? In quali termini si può parlare ad un bimbo così piccolo di una cosa così complessa senza creargli sconvolgimenti psicologici?

Gentile signora, dalla sua lettera non mi è possibile capire come si sia evoluta la sua storia con il padre del bambino, quando sia avvenuta la vostra separazione e se lui abbia o meno riconosciuto la paternità. Mi pare tuttavia di capire che il padre sia, almeno per il momento, del tutto assente fisicamente e psicologicamente rispetto alla crescita di suo figlio. Cosa che certo non giova al bambino che, come ogni altro bambino, ha il diritto di poter contare su entrambe le figure genitoriali, simboli per lui di amore, fiducia, sicurezza ed entrambi modelli ugualmente necessari per la sua crescita sana ed armoniosa.

Non so, da quanto mi dice, se sia il padre a voler rimanere escluso dalla vita del bambino, o se sia invece lei ad impedirglielo. Ma se intravede anche solo la possibilità di cambiare questa situazione, e di poter quindi stimolare una attiva partecipazione da parte del suo ex partner all'educazione del bambino, lo faccia. E, per quanto le è possibile, cerchi, nonostante i dissidi che potreste avere voi adulti, di non parlare mai male al bambino del padre.

Ogni bambino ha il bisogno primario di una figura paterna a cui poter fare riferimento e, spesso, i bambini che per un motivo o per un altro sono lontani dal padre possono vivere angoscianti sensi di colpa che li portano a ritenersi responsabili dell'allontanamento del padre. I bimbi ragionano più o meno così: "Se se ne è andato, significa che non mi vuole, che io sono cattivo, che non valgo come gli altri che invece un papà ce l'hanno".

La situazione non è sempre così univoca, ma è sempre bene rassicurare il bambino sul fatto che la lontananza del padre non ha niente a che vedere con la mancanza di amore per lui, che il padre esiste e gli vuole bene, anche se lontano. Magari lontano perché "il rapporto con la mamma non andava come avrebbero entrambi voluto", questo lo spieghi lei come meglio crede. Ma cerchi di spiegare al bambino la situazione, usando metafore che fanno parte del linguaggio e della realtà consoni alla fase evolutiva del suo bambino.

Ma le sconsiglierei vivamente di parlare male a suo figlio del padre, magari riferendosi al fatto che "non si prende le sue responsabilità di padre". Ormai gli esperti sono arrivati unanimemente alla conclusione che il coinvolgimento dei figli nei dissidi coniugali sia uno dei fattori più drammatici della separazione. Il fatto invece che il bambino, quando è fra i suoi compagni, si riferisca al nonno come se fosse il padre è piuttosto normale e rientra nella sfera del "pensiero magico" che caratterizza la fase evolutiva che suo figlio sta attraversando.

È come se il suo bambino, davanti ai quei compagni che rappresentano i primi veri termini di un confronto fra pari, avesse il bisogno di sentirsi simile a loro, cosa che lo porta ad inventarsi una realtà che non corrisponde a quella effettivamente esistente. Francoise Dolto, una delle maggiori esperte di separazioni e psiche infantile, consiglia a riguardo di spiegare al bambino come sono realmente le cose; cosa i bambini facciano poi delle parole dette, è affar loro, nel senso che sono liberi di interpretarle come meglio credono.

I genitori dovrebbero però ribadire che si tratta di una loro libera interpretazione. Comunque sia, in assenza di ulteriori figure maschili, è un bene che il bambino possa quotidianamente stare a contatto con il nonno, che potrà almeno in parte sostituire l'assenza del modello maschile normalmente esercitato dalla figura paterna. Le faccio i miei migliori auguri.

5/2/2003

30/11/2015

I commenti dei lettori

no, non mi è stato utile, anzi lo trovo abbastanza triste e contraddittorio il commento di questa pediatra. Non capisco perchè mentre la povera mamma ha manifestato una sua preoccupazione, causata da un uomo che non vuole fare il padre, come al solito quì ( come va tanto di moda da tanti anni!) le si risponde quasi con un'accusa, come sefosse colpa sua poverina. e comunque perchè dire al figlio tante bugie, che lui gli vuole bene ecc, quando nessuno sa se questo è vero, non si prendono in giro i bambini cara dottoressa, lo dice anche Dolto che lei cita. grazie

viviana (MI) 04/12/2010

salve il mio bambino è nato da 3 mesi..io e il mio ex compagno abbiamo avuto problemi in quaanto non accettava la gravidanza.ci siamo lasciati e ho portato a fine la gravidanza.ora vivo con la mia famiglia e il bambino che lui non ha riconosciuto in quanto non vuole responsabilità e anche perchè non vuole spendere soldi di mantenimento.il bambino lo ha visto solo una volta perchè è stato costretto dagli assistenti sociali.doveva venire x riconoscerlo ma non è venuto e il bambino adesso ha il mio cognome.lui non si è piu fatto sentire in alcun modo da 3 mesi.del bambino non gli importa. quindi mi chiedo cosa potrei dire al mio bambino di suo padre e di questa situazione...dire che il padre gli vuole bene? raccontare una bugia? grazie

giada (VI) 28/08/2011

Il mio bebe' non e' stato riconosciuto dal padre biologico (un cardiologo) che a suo tempo mi aveva invitata ad abortire. Durante la gravidanza ho lavorato tantissimo su me stessa con l'aiuto di uno psicologo per non trasmettere la mia ansia ed il mio malessere al nascituro. Faro' in modo che il mio bambino non si senta responsabile della separazione, ma col passare degli anni gli diro' come sono andate davvero le cose. Non e' giusto che viva nell'illusione che il padre non ci sia perche' occupato con la sua splendida carriera. L'importante e' proteggere MIO figlio e dargli una vita serena con punti di riferimento maschili validi, magari un nuovo compagno.

(UD) 17/02/2012

mi sto separando con mia moglie è un mese che se ne è andata dai suoi non mi risponde agl sms come sta mia figlia non mi dice come sta.insomma lei sta facendo fare ai nonni i genitori.se vado alla casa è violazione a domicilio cosa devo fare.

antonio (AQ) 20/04/2012

Salve io 4 anni fa ho abbandonato la mia ragazza incinta avevo 20 ed avevo la mentalita' di un ragazzino e diciamo che ero un po' cocco di mamma e mi facevo coinvolgere da tutti,adesso sono cambiato e sono maturato davvero un 3 mesi lei si e fatta sentire e mi ha fatto vedere mia figlia e ora non vuole piu' perche ha un altro che gli fa da padre ha ragione non gli do tolto ma ora non so piu' cosa fare grazie.

vincenzo (CT) 26/10/2012

salve a tutti!!! anch'io sono una ragazza madre!!! il bambino è stato voluto da me e il mio compagno, ma lui dopo il parto non lo ha riconosciuto, adesso il bimbo ha 10 mesi e lui sino ad ora non mi ha aiutata neanche economicamente, del bimbo poco gli interessa, non lo vede da mesi.......mi domando com'è possibile sia arrivato a tanto, e pensare che è stato desiderato da entrambi, e adesso mi ritrovo da sola a crescere il mio bambino!!!

25/11/2012

grazie

luigi (CS) 30/11/2012

Mi dispiace cara Viviana (MI) , mai mettere un figlio contro un genitore! Sono nella stessa situazione della signora, ed è arrivato il momento di dire alla mia bambina che un papà ce l'ha anche lei ma in questo momento lui non è ancora pronto per conoscerla, ma mai e poi mai la metterò contro di lui, per quanto mi abbia fatto del male è pur sempre una persona e pur sempre suo padre!

Valentina (TN) 06/09/2013

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