Soffro di cefalea a grappolo e mi trovo spesso costretta a fare uso di antidolorifici, in particolare del farmaco [nome farmaco] contenente paracetamolo. Le note informative allegate al farmaco non riportano controindicazioni per donne in gravidanza ed in allattamento. Vorrei avere conferma se posso usare senza preoccupazioni questo farmaco e se eventualmente ne esistono altri indicati al caso specifico. In generale gradirei conoscere inoltre quali farmaci si possono assumere in gravidanza ed in allattamento in caso di: stati influenzali, stati febbrili, sindromi da raffreddamento, affezioni delle prime vie respiratorie ed altre fra le più comuni patologie da Voi indicate.

Il paracetamolo è un farmaco antipiretico e antidolorifico che può essere assunto dalla mamma che allatta con tranquillità in quanto non sono segnalati in letteratura effetti collaterali. In caso di tosse catarrale possono essere assunti con tranquillità, per gli stessi motivi, mucolitici quali la carbocisteina o la levodropizina

Tra i farmaci usati come anti-infiammatori occorre invece cautela con i salicilati (acido acetilsalicilico e derivati) in quanto hanno una emivita lunga nel latte; anche i pirazolinici vanno usati con cautela soprattutto nelle prime settimane di allattamento in quanto possono avere effetti ematologici pericolosi (agranulocitosi cioè riduzione delle difese dell'organismo). Sempre tra gli anti-infiammatori nessun effetto collaterale è segnalato per il piroxicam e ketorolac; ben tollerato è anche l'ibuprofene.

Le mamme che soffrono d'asma possono assumere sia il chetotifene che il sodiocromoglicato in quanto non sono segnalati effetti collaterali. Per quello che riguarda l'eventuale uso di antibiotici sia le penicilline (ampicillina e amoxicillina), sia le cefalosporine di I, II e III generazione, sia i macrolidi in genere sono ben tollerati anche se possono dare alterazione della flora batterica intestinale e a volte sono segnalati rush cutanei. Prima dell'assunzione, comunque, è sempre consigliabile consultare il proprio medico, che conosce la situazione personale, le terapie in corso e le eventuali intolleranze.

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