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Test del sudore

Il test del sudore è l'esame per scoprire la fibrosi cistica o mucoviscidosi. Si ricercano il sodio e il cloro nel sudore. I sintomi che portano il Pediatra a richiedere il test del sudore.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Circa dieci giorni orsono mia figlia, che ha otto mesi e pesa 6.8 kg, è stata ricoverata per tre giorni in ospedale per scarso accrescimento. Dopo una serie di esami del sangue, urine e feci (risultati tutti peraltro negativi), il pediatra dell'ospedale ha consigliato un "esame del sudore". Di che cosa si tratta? Come viene eseguito? Che informazioni può dare?

Il test del sudore é un test di laboratorio che permette di diagnosticare con sicurezza la fibrosi cistica o mucoviscidosi.

Quest'ultima é una malattia ereditaria caratterizzata dalla produzione di secrezioni ghiandolari particolarmente viscose e da alterazioni cistico-fibrotiche progressive, in particolare a carico del pancreas e dei bronchi; nel bambino piccolo può manifestarsi con una stentata crescita ponderale per cui il test è considerato tra quelli di routine nell’inquadramento di un lattante che cresce con difficoltà. Il test del sudore consiste in tre procedure principali: la stimolazione del sudore, la sua raccolta e la sua valutazione analitica.

La mucoviscidosi è infatti caratterizzata dal riscontro di elevati valori di sodio e di cloro nel sudore dei pazienti affetti dalla malattia. Il metodo maggiormente affidabile per eseguire il test é la iontoforesi pilocarpinica secondo la tecnica proposta nel 1959 da due studiosi, Gibson e Cooke.

Il test prevede una serie di passaggi qui di seguito riportati:

  • si colloca una striscia di carta assorbente, impregnata di una soluzione di nitrato di pilocarpina (una sostanza che favorisce la produzione di sudore da parte delle ghiandole sudoripare) su un avambraccio;
  • si appone un elettrodo sulla carta assorbente, che deve avere dimensioni lievemente superiori a quelle dell'elettrodo in modo che quest’ultimo non venga a contatto diretto con la pelle;
  • si mette una seconda striscia di carta assorbente, impregnata di una soluzione salina, su una zona cutanea dello stesso avambraccio, su cui viene posto un secondo elettrodo;
  • si collegano i due elettrodi (al polo positivo l'elettrodo con la soluzione pilocarpinica e al polo negativo quello con la soluzione salina) ad un apparecchio in grado di far passare un flusso di corrente di 2 mA per un periodo di circa 5 minuti; questa corrente elettrica, che è a bassissimo voltaggio e perciò non viene avvertita dal bambino, permette alla pilocarpina di penetrare rapidamente all’interno della cute si tolgono gli elettrodi con la sottostante carta assorbente;
  • dopo aver accuratamente pulito con acqua distillata la cute stimolata con la pilocarpina si passa alla procedura per la raccolta del sudore si ricopre la limitata zona cutanea, in cui è penetrata la pilocarpina, con un'altra porzione di carta assorbente, precedentemente pesata, che viene ricoperta con una mantellina di plastica strettamente fissata alla cute tramite nastro adesivo;
  • al termine del periodo di raccolta, della durata di 30 minuti, la carta assorbente viene rimossa e ripesata per determinare la quantità di sudore raccolto; per una misurazione corretta tale quantità non dovrebbe essere inferiore ai 100 mg; si esegue il dosaggio quantitativo del contenuto di cloro e di sodio del campione.

Il test si considera negativo (e perciò il bambino sicuramente non è affetto da fibrosi cistica) se i valori dei due elettroliti sono inferiori ai 40 mEq/l, dubbio (con la necessità di ripetere il test) se i valori sono compresi tra 40 e 70 mEq/l, ed infine patologico se i valori superano i 70 mEq/l.

1/11/1997

4/4/2017

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