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La perdita di persone care

Quando avviene un lutto in una famiglia, anche i bambini, qualsiasi età essi abbiano, vengono coinvolti dalla situazione.

a cura di: Dott. Leo Venturelli (pediatra)

Se nessuno dei genitori dice chiaramente quello che sta succedendo, il bambino capisce dai discorsi a bassa voce, dalle espressioni dei volti, dalla commozione che affiora costantemente, dallo stravolgimento della solita vita quotidiana che qualcosa di diverso è accaduto e ne rimane quantomeno colpito e impressionato. Meglio allora non far finta di niente e cercare di nascondere ciò che è successo, ma trovare un modo semplice e veritiero per spiegare la morte di una persona cara, anche se questo compito non è affatto facile.

Dovete sapere che i piccoli davanti alla notizia della morte si possono comportare in modo inaspettato:

  • alcuni sembrano non reagire: ascoltano senza commenti o fanno altro. La mancanza di reazione riflette in genere l'incomprensione o il desiderio di non elaborare quanto accaduto;
  • altri cominciano a piangere perché il ricordo della persona deceduta stimola in loro il desiderio di averla vicina in quel momento.

I bambini di solito fanno fatica a capire il concetto del tempo che passa e della permanenza, spesso chiedono ripetitivamente dove si trova la persona deceduta e perché non può più tornare: solo verso i 6-8 anni vostro figlio comprenderà il senso della morte.

Qualche consiglio

  • Siate chiari e concreti nel parlare del motivo del decesso
    Certi bambini di 3-4 anni si fanno strane idee sulla morte, pensano che la persona sia morta perché è rimasta senza mangiare oppure perché non è uscita da casa col cappotto. Meglio dare spiegazioni semplici e giuste: "lo zio aveva il cuore malato che gli ha impedito di continuare a respirare ed ora è morto", "non potremo più vederlo, non sarà più a casa con la zia, non verrà più a trovarci e questo ci rattrista molto"

  • Evitate eufemismi
    Non conviene dire "la nonna è partita per un viaggio", oppure "è andata a dormire": mettereste in testa a vostro figlio paure infondate sui viaggi o sulla nanna e poi gli lascereste l'idea che prima o poi la persona cara potrebbe sempre tornare o risvegliarsi

  • Fornite dettagli o spiegazioni solo su richiesta
    Un bambino grandetto potrebbe domandare: "dove è la nonna adesso?". Rispondete, quando ve la sentite: "il suo corpo è contenuto in una scatola di nome bara, in un posto al cimitero"

  • Se volete dare spiegazioni religiose, parlategliene in modo semplice, facendo attenzione a non confonderlo
    Prima di dare qualsiasi spiegazione, dovete ricordarvi che i bambini sono estremamente semplici e deduttivi: se, per esempio, dite "la nonna è in paradiso", potrebbero chiedere di andarla a trovare; spiegate che solo i morti possono andarla a trovare. Non dite che la persona cara è morta per volontà di Dio, anche se questo è quello che pensate, perché poi vostro figlio crederà di essere a sua volta portato via quanto prima o che ad altri amici e parenti potrà succedere la stessa cosa entro breve tempo

  • Non allontanate il bambino da casa se il lutto è avvenuto entro le mura domestiche
    La morte gli sembrerebbe una cosa finta, un sogno che poi sparisce in quanto non vive l'esperienza della situazione reale: in più non capirebbe perché lo avete castigato, privandolo del vostro affetto, anzi potrebbe elaborare anche sensi di colpa per l'accaduto
     
  • Invitate un amico fidato, un parente stretto a casa vostra, se ne avete la possibilità
    Si prenderà cura del bambino e farà da supporto fisico e psicologico, senza obbligarvi ad allontanare vostro figlio da casa
  • Cercate di far mantenere al bambino dei ricordi sulla persona cara
    Scambiate delle memorie con vostro figlio, per esempio, "ti ricordi quando la zia ci portava i regali tutte le volte che veniva a trovarci?": questo può essere utile per evocare un buon ricordo sulle persone decedute
     
  • Lasciate che il bambino faccia domande sulle persone che muoiono
    Non ignorate questo argomento, quando vostro figlio ne vuole parlare; cercate eventualmente qualche libro adatto a dare le spiegazioni giuste, ma non stressatelo se non è interessato. 

10/5/2002

26/2/2015

I commenti dei lettori

 


Ho una bambina che compirà 6 anni a gennaio. All'età di 3 anni e mezzo ha perso la nonna a causa di un brutto tumore che nel giro di 2 anni l'ha trasformata fisicamente. La bimba era molto affezionata alla nonna e a spesso frequentato la casa anche duranta la malattia. Intendo dire che sotto il desiderio della nonna portavo la bambina a trovarla. Le reazioni sono state varie. Quando la vedeva nel letto, si nascondeva dietro la porta della sua camera (credo volesse evitare di vederla) e quando c'era una quarta persona oltre noi scherzava e si faceva abbracciare da quest'ultima dando le spalle a mia suocera. In quel periodo ha iniziato a balbettare e le maestre della materna mi domandavano se avesse subito qualche shock. Io ho collegato subito la cosa. Potrete sicuramente rimproverarmi il fatto di aver portato la bimba al capezzale della nonna, ma come ignorare i desideri di quest'ultima di vedere la nipote? Dovevo proteggere mia figlia da tutto ciò e non far frequentare la casa e sentirmi in colpa così con mia suocera? Qualche volta con l'aiuto di mio marito ho potuto evitarlo ma non sempre è stato possibile. Quando poi la nonna è venuta a mancare era talmente piccola che le ho detto che la nonna era malata e dato che non si poteva alzare più dal letto un angelo passando di lì le ha detto: "Luciana ma cosa ci fai qui che non puoi più camminare e correre? Devi assolutamente venire con me in cielo così potrai tornare a farlo" . Questa spiegazione fino ai 4 anni le è stata sufficiente ma successivamente ha iniziato a dire che gli angeli non hanno la magia e quindi era impossibile che la nonna potesse vederla dal cielo. Lei si è data da sola la sua spiegazione. Vorrei aggiungere che un giorno sì e uno no mi nomina la nonna o la sorella della nonna (zia Rosina) che anche lei è venuta a mancare. Le nomina dicendo che le mancano molto e a volte anche piagnucolando la loro presenza. A volte fa la bambina più piccola, modificando la volce e il comportamento. Una volta le ho chiesto a brucia pelo, mentre stavo nel suo lettino per farla addormentare perchè si comportasse così e lei mi ha detto: "perchè se cresco tu invecchierai e così morirai prima". Il giorno del mio compleanno mi ha detto che era triste perchè così sarei invecchiata e sarei morta prima. Una volta è saltata all'improvviso tra me e il padre abbracciandoci dicendo che quando saremo morti lei non ci dimenticherà mai e ci vorrà sempre bene. Forse voi mi direte che quest'ultima affermazione è buon segno, che la bamina sta elaborando il fatto che dove c'è la vita c'è la morte. Io ho approcciato a questo argomento anche con l'aiuto di un bellissimo documentario che pur non essendo inerente a questo argomento parlava della vita delle farfalle che da bruchi diventano farfalle, emigrano per deporre le uova e poi muoino. Da questo documentario a bruciapelo le ho detto che la vita di noi uomini somiglia molto con questo processo. Non so se ho agito bene o male. Ho una bambina molto attenta a tutto ciò che la circonda. Anche le notizie che danno al telegiornale non le sono indifferenti. Pensa ancora a quella bimba che due anni fa è annegata nel fiume cadendo da un varco di un ponte, notizia che ha sentito accidentalmente al telegiornale. Aveva 4 e mezzo. Sempre accidentalmente ha sentito anche di quella povera ragazza di Sara Scazzi e ogni tanto ne fa riferimento dispiacendosi per il fatto che non ci fosse più. Vorrei precisare che Chiara non è affatto una bambina triste contrariamente a quello che può sembrare, anzi è una bimba iperattiva e solare ma ciò non toglie che la vedo piccola e indifesa e che ho capito che sente già il peso delle brutture della vita. Vorrei davvero un opinione di un'esperto, come meglio trattare questi argomenti e quando potrebbe diventare un problema serio. Scusatemi se mi sono dilungata ma dirvi semplicemente che Chiara avesse paura della morte non avrebbe reso giustizia a quello che concerne mia figlia. Vi ringrazio anticipatamente per la vostra risposta.


Stefania, la mamma di Chiara

stefania (MC) 03/12/2010

ciao sono SILVIA, non so quanto possa servire la mia esperienza a qualcuna, ma se arrivasse anche ad UNA SOLA , sarebbe x me gia un risultato,, lo dico xchè lo avessi avuto io il confronto indiretto, penso mi sarebbe servito! Un anno e mezzo fa ho perso i miei gemellini, ero al sesto mese, in seconda gravidanza (la prima mi ha portato Alessio, ora di 7 anni),; è stato un trauma che ha coinvolto non solo me e mio marito in prima persona, ma soprattutto il nostro primo figlio. Dura e difficile spiegargli che i fratellini non sarebbero più arrivati tra di noi,e complicato il lato pratico, non capiva xrchè arrivata all'ospedale , subito dopo non fossero più dentro la mia pancia nè tantomeno lì con me. i mesi seguenti, infernali, lui non ne parlava essendo più colpito dal mio malessere che dal motivo x il quale io fossi in crisi tale. Ovviamente al grosso dei miei malumori Alessio non assisteva, ho fatto i salti mortali pur di non gravare sulla sua persona; ma ,dopo quasi un anno dall accaduto,,una sera prima di fare la preghierina nel letto. mi è scoppiato in un pianto profondo, ponendomi domande inerenti l accaduto, _ "dal mio ricovero a notte fonda (lui non si è accorto di nulla ma al suo risveglio non mi ha trovata come di abitudine) al perchè i binbi fossero morti e lui che "colpa" ne avesse, mi ha chiesto cosa avrebbe potuto fare x evitare l accaduto o per aiutare di più tutti noi; Io stupita e sconvolta al tempo stesso che un bambino di 6 anni appena compiuti mi potesse porre certe domande; ho reagito cercando di mantenere la calma e la ragione ,e con un nodo alla gola gli ho spiegato che "non erano morti, xchè in realtà MAI nati veramente,e nemmeno in paradiso, come lui mi aveva appena terminato di chiedere! piuttosto la cicogna (Alessio ci crede fermamente!.!) ha fatto un errore di consegna, rendendosi conto che i fratellini ereno malati e quindi ,non in grado di sopravvivere se venivano alla luce,. sono seguite settimane in cui mio figlio ha manifestato paure mai avute, come quella dei ladri in casa ,o che io mi allontanasi la mattina x andare al lavoro, ma in realtà non mi ci avrebbe trovata.. ovviamente ho improvvisato, non sono situazioni in cui si nasce imparati ,ora è sereno il tempo ha lenito il tutto ma non ha dimenticato nulla! capita nel quotidiano, che Ala ipotizzi la loro presenza ,tipo in macchina:si mette a contare quanti saremmo stati in tutto con i gemelli presenti, d eventuali seggiolini a disposiziona serviti,.. io e mio marito assecondiamo con disinvoltura ,e lui dopo 2 minuti cambia discorso come è suo solito fare (è UN CHIACCHERONE). Accetto un consiglio riguardo il mio caso, SENZA giudizi gratuiti.. ho sofferto molto e ancora ne porto i segni. non ho voluto rivolgermi ad uno psicologo,nè infantile,nè x me,. a volte sopravvalutando le mie capacità di ecupero .ciao da Silvia mamma di ALESSIO. ,

SILVIA (FE) 21/01/2012

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