ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

Il Pediatra risponde

tutte le risposte dei nostri specialisti

Pro e contro l'asilo nido

La scelta di mandare all'asilo nido bambini anche molto piccoli è un'esigenza "moderna" derivata dall'impossibilità delle mamme di accudire i loro piccoli in alcune ore della giornata.

a cura di: Dott. Sergio Manieri (pediatria)

Sono un padre di un bambino di tre anni e mezzo e di una piccolina di otto mesi e sono molto incerto se mandare al nido la bambina più piccola. Potendo scegliere eventualmente di lasciare la bimba da una baby-sitter, è meglio esporla alle numerose malattie che comunque dovrà fare nei primi 36 mesi di vita, quando e' più soggetta a complicanze, oppure aspettare il periodo successivo (alla scuola materna) quando le sopporterà certamente meglio? E ancora, qual'è il vantaggio in termini di socializzazione e di autonomia che riceve il bambino frequentando il nido? Per un bambino dai nove ai 24-30 mesi è meglio avere l'attenzione di un adulto a sua completa disposizione oppure doverla diluire con altri dieci piccolini?

La scelta di mandare all'asilo nido bambini anche molto piccoli è un'esigenza "moderna" derivata dall'impossibilità, generalmente per ragioni lavorative, delle mamme di accudire i loro piccoli in alcune ore della giornata. Ed allora l'alternativa che si prospetta è l'asilo nido oppure una baby-sitter (il risvolto economico di questo tipo di scelta ha spesso una valenza non indifferente).

Non posso rispondere in maniera decisa su quello che sia meglio fare in questi casi, perché evidentemente la situazione individuale gioca un ruolo molto forte. Posso però prospettare quali siano i vantaggi e gli svantaggi legati alla frequenza dell'asilo nido e, più in generale, all'assenza materna per alcune ore della giornata. Ed allora, considerati i quesiti del lettore, la mia risposta si articolerà su due filoni. Il primo è relativo alla suscettibilità alle infezioni da parte del lattante che frequenta l'asilo nido; mentre il secondo riguarda gli eventuali vantaggi derivanti da una socializzazione così precoce.

Asilo nido e suscettibilità alle infezioni

Per quanto concerne il primo aspetto, occorre dire che le capacità difensive del sistema immunitario dei bambini dopo i sei mesi di vita sono praticamente complete. Il sistema immunitario aspecifico è già evoluto nelle prime settimane di vita mentre, per quanto concerne il sistema immunitario specifico (quello dipendente dai T linfociti), esso è pronto già nel neonato; invece quello legato alle immunoglobuline è pienamente funzionante a partire proprio dai sei mesi di vita.

Ovviamente, per il corretto funzionamento, tutto il sistema immunitario necessita dello stimolo da parte degli agenti infettivi per essere attivato. Questo significa che, al primo "incontro", un qualsiasi agente infettivo può generare una condizione di malattia nel bambino, prima che il suo sistema immunitario sia in grado di attivarsi per neutralizzarlo.

Solo ad un successivo contatto con lo stesso patogeno, avendo nel frattempo maturato una sorta di "memoria" immunologica, le difese immunitarie lo riconoscono immediatamente e sono in grado di neutralizzarlo ancor prima che possa determinare la malattia.

È chiaro, quindi, che in questa fase della vita più microbi si incontrano e più alto è il rischio di ammalarsi. E siccome la socializzazione a questa età comporta un formidabile carico antigenico, il risultato è che da una parte si possono verificare con frequenza decisamente elevata patologie (non necessariamente gravi) a carico delle vie respiratorie o gastrointestinali, dall'altro vengono accelerati i processi di "apprendimento Immunologico" ed in definitiva un rafforzamento delle difese immunitarie.

Pertanto, il precoce ingresso all'asilo nido favorisce una maggiore frequenza di infezioni ma accelera la memoria immunologica; viceversa, il tardivo ingresso induce una "memoria" immunologica più tardiva ma espone a minore frequenza di malattia. Il risultato è che il lattante si ammala di più inizialmente ma poi all'epoca della scuola materna (tre anni) si ammalerà di meno rispetto ad un bambino che inizia a frequentare la scuola materna per la prima volta, non avendo frequentato l'asilo nido.

Asilo nido e socializzazione precoce

Se da una parte l'asilo rappresenta, in linea generale, uno stimolo per lo sviluppo di una socialità variegata, capace di stimolare la curiosità e le "esplorazioni" dei piccoli ed in grado, in ultima analisi, di favorirne l'intelligenza, dall'altra occorre considerare che l'ingresso al nido all'età considerata avviene in una fase in cui il contatto con i coetanei non è molto interattivo perché tendono ad ignorarsi a vicenda.

Inoltre, un bambino di nove mesi vive il distacco dalla mamma come una sorta di abbandono non essendo in grado di avvertire la separazione come un momento della sua giornata, e questo vale anche nel caso di affido ad una baby-sitter, anche se la presenza di una persona che è specificamente a lui dedicata attenua più rapidamente le sue paure. Tuttavia il disagio è, in ogni caso, innegabile.

Viceversa alla scuola materna (tre anni) è possibile effettuare un inserimento più graduale evitando l'angoscia di separazione proprio perché, essendo più grandi, i bambini hanno già sperimentato l'allontanamento dalla propria fonte di sicurezza e sono in grado di vivere la separazione materna come un fatto transitorio e non definitivo.

In conclusione, se si considera che l'asilo nido (od il ricorso alla figura della baby-sitter) è una consuetudine propria della civiltà moderna non certo finalizzata a "temprare" il fisico né a migliorare lo sviluppo psico-intellettivo dei bambini ma scaturita dall'esigenza genitoriale di dover affidare i figli per motivi dettati da esigenze lavorative o quant'altro, si comprende bene come occorra pur fare di necessità virtù ed esaltare i lati positivi rispetto ai disagi (che pure sono innegabili).

2/7/2003

12/1/2016

I commenti dei lettori

SALVE, sono mamma di un bimbo di 8 mesi che frequenta il nido da  3 mesi circa. Da tre giorni sto vivendo un momento di sconforto e di ansia perchè il piccolino non vuole mangiare con nessuno delle maestre a scuola, e piange a dirotto, mentre con me si è sempre dimostrato il contrario anzi non mi ha mai negato il cibo nemmeno da malato.Ho provato inserendomi anch'io in aula con la maestra per invitarlo a mangiare ma dopo vari strilli ha voluto pranzare solo con me ugualmente. Sono disperata,  si sveglia anche il pomeriggio e la notte piangendo cercandomi. Si attacca come una ventosa..non mi lascia nemmeno cambiare stanza..sembra che si senta abbandonato... Non se devo insistere fino ad abituarlo o devo mollare un po' per riprovarci... mi consigliate????grazie..

erica 22/01/2011

Salve a tutti! Sono una mamma di un bimbo di 6 mesi appena compiuti e da 1 settimana che provo ad inserirlo al nido perchè tra un po di gg dovrò tornare a lavoro! Una scelta obbligata purtroppo perchè mio marito lavora e abbiamo solo 1 nonna che può accudirlo ma solo qualche ora la sera perchè anche lei lavora! E' un bambino sano, ride spessissimo, voglioso di conoscere le cose che gli sono accanto, mette tutto in bocca perchè ha già 2 dentini pronti per spuntare e cerca sempre di stare diritto, ma ahimè piange spesso e sopratutto piange tantissimo in mia assenza...resta infatti difficile lasciarlo all'asilo solo con le maestre e anche con la nonna! E' attaccatissimo a me, si calma solo in mia presenza, nemmeno la presenza del padre riesce a calmarlo... e sinceramente sono dispiaciuta e disperata; ma è possibile che ogni volta che vede la nonna l'associa al fatto che noi genitori ci assentiamo per qualche ora e non ci vuole stare??? Lo stesso vale per l'asilo nido??? Ma come posso fare??? Noi dobbiamo lavorare e l'asilo nido è indispensabile! Spero che più avanti, col crescere, questo suo atteggiamento si attenui, che capisca che non lo stiamo abbandondando... io ed il papà lo amiamo pazzamente!!!!! Aiutatemi! Anna Rita 03/02/2011

anna rita (PG) 03/02/2011

Salve, ho una bimba di 3 anni che ha cittadinanza,sia italiana che brasiliana, sta in un asilo nido in Napoli, in questi giorni devono dare le prove per il saggio di Pasqua, ( scuola privata ) non sono riuscito a capire come mai, le hanno fatto fare in una scenografia, di bambine che ballano, a lei la parte iniziale con un vestito da aviatore, ruolo prettamente maschile. ( spero di sbagliarmi) ma ho notato che è la 2° bimba che non essendo solo cittadina italiana (già parla portoghese e italiano con 2 passaporti ) la inseriscono in una parte che la mette in disagio verso le altre bambine, visto che non la fanno ballare e soprattutto non l'hanno fatta partecipare al corso preparativo per i passi da imparare per la recita scolastica. Seppur fortunatamente è superiore alla media, inteso di velocità di apprendimento e decisamente con carattere già forte, è pur sempre una bambina con le sue paure e  ingenuità, che mi chiede ? papà  perché faccio il pilota ? perché sono vestita da bimbo è lei è una bambina ? Non riesco ad immaginare come si può essere così "superficiali" ad non pensare che per una bambina è importante avere ruoli simili ad altri, e quindi inevitabilmente, si sente differente dalle altre bimbe. Questo per dire che a volte, il cervello non viene usato per quello che deve fare, ma viene "non usato" conservato, oserei dire. Pensare che l'abbiano inserito in una scenografia in cui mentre le altre bambine ballano e cantano lei la fanno fare una parte che non credo sia coerente con l'educazione sana del divertimento della musica e ballare insieme al gruppo che lei gioca tutti i santi giorni. E' comune a "quasi" tutti, che la musica è nel dna di una bimba brasiliana e con la superficialità di una scuola nido non la fanno giocare - ballare e la fanno introdurre le altre bambine della classe in un ballo che lei deve stare in disparte a guardare ! Non credo sia questo il modo di dare un educazione coerente. Non è una polemica, solo una riflessione personale.

 

Alessandro (NA) 12/04/2011

ciao mia figlia ha 4 anni e 3mesi va alla scuola d'infanzia.comunque ieri e mi ha raccontato che la maestra la voleva picchiare e lei e scapata sotto il tavolo.a un altra bambina una sua amichetta li hanno datte le botte sul sedere.io sono scoicata non so a chi rivolgermi non so cosa credere e a chi chiedere un consiglio.dopo il racconto di mia figlia ho chiamato la maestra lei mi ha negato tutto non e ninte vero ha detto e che si offende se lo sente dire in giro....aiutatemi....miki

mirjana (MI) 04/05/2011

Una valida alternativa al nido o alla baby sitter da 0 a 3 anni sono i nonni. Hanno raggiunto una serenità della quale possono far dono ai nipotini. Questo non significa viziarli. Significa avere tempo e pazienza da donare. Purtroppo ai nonni resta solo la possibilità di accudire i nipotini durante i periodi di malattia quando i piccoli sono meno inclini al desiderio di giocare, quando non possono essere portati a fare una passeggiata al parco più vicino. Peccato! Io sono cresciuta con la mia adorata nonna (oggi ho 60 anni) e, senza nulla togliere alla mia mamma che era impegnata a lavoro, sono cresciuta nell'Amore, non ho mai avuto malattie da stress che invece, purtroppo, colpiscono frequentemente i bambini di oggi nella prima infanzia. Sarebbe opportuno che tutte le strutture, i pediatri rivalutassero i nonni che hanno tanta esperienza da mettere a disposizione soprattutto per aiutare i nipotini a crescere in armonia con il mondo.


nonna Milla 14/06/2011

14/06/2011

Ciao a tutti.Mi chiamo Francesca,gestisco un nido famiglia a Napoli.Il nido famiglia è una soluzione nuova dalle nostre parti.Un bambino inserito precocemente al nido è ovviamente più esposto ai batteri e ai virus,ma a livello relazionale ne trarrà non poco vantaggio come la prevenzione di molti disturbi caratteriali.Allora il nido famiglia concilia i due aspetti:l'ambiente domestico e l'accoglienza di pochissimi bambini limita al massimo il diffondersi delle malattie ma nello stesso tempo dà ai piccoli la possibilità di crescere confrontandosi con altri bimbi un po' più piccoli e un po' piu grandi.Inoltre ad ognuno viene data la massima attenzione visto che si è in due e ci si occupa al massimo di 6 piccoli.La mia esperienza mi sta insegnando che non c'e' posto migliore,dopo la propria casa, dove far trascorrere ai piccoli dai 3 ai 36 mesi il tempo mentre la mamma e il papà sono a lavoro.Il cibo inoltre è garantito, cucinato in casa dalla mamma accogliente ,e se un genitore vuole trascorrere una giornata con noi, lo può sempre fare...magari insegnando anche ai bimbi quello che sa fare come suonare uno strumento o cantare...il mio nido si chiama giocare e sognare a casa di Francesca e so trova a Napoli...ma dovunque vi troviate cercate nella vostra città un nido famiglia e scoprirete,come dicono le "mie mamme",il posto che avevate solo sognato per i vostri piccoli.Grazie Francesca Amoruso presidente associazione giocare e sognare e mamma accogliente

Francesca (NA) 12/12/2011

ciao a tutti! sono un'educatrice di un'asilo nido e vi posso assicurare che al bambini il contatto con i sui coetanei e con bambini piu grandicelli di lui lo aiuta nel suo sviluppo poichè npr imitazione dei piu grandi inizia prima a camminae e a parlare! se trovate un buon asilo ndìido non c'è nessun pericol per il vostro bimbo perchè le educatrici con la loro passione per i piccoli sapranno aiutarli a crescere al meglio!!!! le malattie sono incontrollabilie dipendono dall'età del bambino infatti è del tutto normale che un bambino si ammali da piccolino ma questo non deve spaventarvi, anzi vi deve ricordatre che una voltasuperata la ''malattia''il vostro bambino sarà piu forte ed avrà piu difese immunitarie al contrario dei bambini che stanno sempre chiusi in casa!!! ciao, Maria A.

maria (TO) 14/01/2012

Ciao a tutti! ho un bimbo che va al nido e si trova bene. Certo preferirei seguirlo io ma visto che è impossibile ho trovato un buon asilo che me lo tiene fino all'uscita dal lavoro, il nido in famiglia c'è anche dalle mie parti ma purtroppo fanno tutti orari "corti" per cui impraticabili e i nonni sarebbero utili (io adoravo la mia) se lo stato non li facesse lavorare fino a non so quanti anni così nel mio caso resta solo il nido e sono stata fortunata a trovare uno aperto fino alle 18.30

Vania (TV) 14/06/2012

nn so cosa fare io nn lavoro ho 1 bimba di 18 mesi un angelo mangia di tutto dorme,ma ha iniziato a camminare da poco ,dice solo mamma e papa...mangia da sola alcuni pasti,e latte,volevo portarla in un babyparking x farla stare in contatto con altri bimbi magari vedendo e sentendo loro diventa piu autonoma,che ne dite??

carmen (NA) 19/09/2012

Carmen, una bambina di 18 mesi che fa come dici è perfettamente normale. Non tutti camminano presto o parlano presto: l'importante è vedere i progressi. Stai insieme a lei, portala fuori, giocate insieme, leggile le fiabe. E spegni la tv! :-)

giuseppe varrasi, pediatra (BS) 20/09/2012

Buongiorno a tutti io ho un bimbo fi quasi 21 mesi e sono in panne xke' vorrei mandarlo al nido ma cio' comporterebbe di vedere mio figlio solo al mattino accompagnandolo allasilo e la sera oppure quando avro' x quelle rare volte turni di mattina, di vederlo al poneriggio.I nonni ke finora lo habno seguito possono continuare a guardarlo cosa fare????grazie

ale (BR) 03/09/2013

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

Altro su: "Pro e contro l'asilo nido"

Scuola materna o nido
Mio figlio ha un ritardo nel linguaggio e preferirei che frequentasse ancora un anno di asilo nido, prima di mandarlo alla materna. I consigli della psicologa.
Cambiamento dell'asilo nido
Potrà essere traumatizzante per mio figlio di due anni cambiare l'asilo nido?
Passaggio dalla scuola materna alla scuola elementare
Oltre al cambio dalla scuola materna alla scuola elementare, mia figlia dovrà inserirsi con nuovi amici.
Tampone faringeo a scuola: contro la scarlattina
Perché questo test all'ingresso alla materna? Serve a prevenire la scarlattina e altre infezioni da streptococco.
Asilo o baby-sitter?
Asilo o baby-sitter: una scelta difficile per la mamma che lavora. I consigli della psicologa.
Mi respinge!
Quando torno a casa la mia bambina mi caccia via e mi respinge piangendo.
logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

Fatica a piegare il ginocchio: menisco discoide
Il menisco discoide è un'affezione congenita che consiste in una alterata forma e dimensione a carico di un menisco.
Perdite vaginali in età pediatrica
Le perdite vaginali in età pediatrica sono attribuibili a flogosi, di varia entità, a carico della vulva e della vagina.
Vomito ciclico
Il vomito ciclico consiste in episodi ricorrenti di vomito violento in assenza di causa organica apparente, spesso con una storia familiare di emicrania.
Da che fattori dipende la statura di un bambino?
La statura definitiva di un adulto dipende sia da fattori genetici che ambientali.
Integrazione del latte materno dopo il 6° mese
Dopo il 6° mese è opportuno provare ad integrare il latte materno introducendo alimenti diversi dal latte.

Quiz della settimana

Quale è la causa più frequente di diarrea in età pediatrica?
Un virus
La salmonella
Un parassita intestinale
Un'intossicazione alimentare