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Il Pediatra risponde

i nostri medici specialisti dei bambini

Catarro nei bambini

Il bambino catarrale ha infezioni che non hanno gravi conseguenze cliniche, ma interferiscono sulla condizione di benessere, costituiscono motivo di disagio psicologico per la famiglia.

a cura di: Dott.ssa Tiziana Candusso (pediatra)

Il mio Mattia 18 mesi è sempre pieno di catarro, a tal punto da vomitarlo addirittura. Questa situazione si protrae ormai da diversi mesi e il nostro pediatra dice che sono le adenoidi. La mia domanda è questa: esiste una cura un po' "decisa" per porre fine a questa cosa?

La patologia infettiva dell'apparato respiratorio è sicuramente la causa principale di malattie del bambino. Questo fatto ha alla base tre importanti meccanismi patogenetici (cioè, "che causano una malattia"): la tendenza alla soppressione della risposta immunitaria (capacità di produrre anticorpi) che si ha essenzialmente nei primi due anni di vita. l'immaturità immunologica (anticorpi non ancora specifici) che è propria dell'età evolutiva. l'inesperienza o "verginità immunologica" del bambino, cioè la mancanza di contatti precedenti con gli agenti infettivi (ricordiamo che più di 100 virus possono provocare il solo banale raffreddore).

E' esperienza comune che alcuni bambini si caratterizzano per una elevata incidenza di infezioni respiratorie che supera enormemente quella normalmente attesa in rapporto all'età. Questi bambini vengono definiti bambini catarrali o bambini con infezioni ricorrenti o vulnerable children. Il numero delle infezioni delle vie respiratorie in questi casi è quantificato in almeno 6 infezioni all'anno o comunque più di 1 infezione/mese nel periodo ottobre-marzo. Questa definizione esclude, essendo una situazione benigna, i bambini con patologie di base ben definite in grado di spiegare il ripetersi delle infezioni, quali: le anomalie anatomiche delle vie aeree, la fibrosi cistica, le immunodeficienze primitive (carenza congenita di anticorpi), la sindrome delle ciglia immobili (paralisi delle ciglia che veicolano il muco sul pavimento epiteliale del tratto respiratorio).

Il bambino catarrale ha infezioni che non hanno gravi conseguenze cliniche, ma interferiscono sulla condizione di benessere, costituiscono motivo di disagio psicologico per la famiglia, rappresentano un costo sociale non indifferente in termini di tempo e risorse. I fattori ambientali che possono innescare le infezioni catarrali sono: la socializzazione precoce (asilo nido), l'inalazione passiva di fumo di tabacco, l'inquinamento ambientale, il microinquinamento domestico, l'elevato numero di conviventi familiari, i deficit nutrizionali parziali, il clima freddo e umido, le condizioni di disagio psicologico. I fattori specifici del bambino sono: l'immaturità del sistema anticorpale (come detto sopra), il calo della produzione di anticorpi indotta dalle infezioni stesse (come un circolo vizioso, "si ammala perché non ha anticorpi maturi, la malattia abbassa gli anticorpi, si riammala").

I quadri patologici più frequenti sono: la faringotonsillite, il raffreddore comune, l'otite media, la laringite, la tracheobronchite, la bronchite ostruttiva, la broncopolmonite, ai quali possiamo aggiungere, come causa di produzione "catarrale", la sinusite acuta e l'ingrossamento delle adenoidi. La diagnosi viene fatta in base a: anamnesi familiare, per indagare le abitudini che possono essere nocive; test diagnostici fondamentali quali: l'emocromo con formula leucocitaria, l'elettroforesi delle proteine, il dosaggio delle immunoglobuline, la radiografia dei seni paranasali ed epifaringe, il test del sudore.

La prognosi o "destino" di questi bambini catarrali, cioè non affetti dalle patologie gravi sopracitate, è sempre benigna; sono solo vittime di un circolo vizioso tra infezioni e deficit di anticorpi lieve e transitorio. Il recidivare delle infezioni tende ad attenuarsi spontaneamente.

La terapia va modulata sulla frequenza e importanza dei singoli episodi: possiamo andare da regole valide per tutti a indicazioni specifiche per singoli problemi. Ecco qualche esempio, in ordine crescente di "invadenza":

  • corretta igiene nasale (rimuovere il muco toglie spazio alla riproduzione dei microbi e migliora la respirazione)
  • attenzione alle caratteristiche dell'ambiente (non solo inquinanti, ma anche aria in casa troppo secca o troppo umida)
  • smettere di fumare (nessuna scusa: i figli dei fumatori si ammalano più degli altri!)
  • prolungare la convalescenza (tenere il bambino a casa da scuola qualche giorno in più)
  • usare un antibiotico di copertura nei periodi critici (si usa una bassa dose solo alla sera per prevenire le otiti ricorrenti)
  • togliere le adenoidi e/o le tonsille

Infine, come prevenzione, richiedono un discorso a parte i farmaci modificatori della risposta immunologica, definiti "immunomodulanti - immunostimolanti", che comprendono sostanze di origine naturale e di sintesi che possono interferire positivamente sul deficit anticorpale transitorio alla base del recidivare delle infezioni ricorrenti.

3/11/2014

3/11/2014

I commenti dei lettori

Salve, sono il papà di una bambina di tre anni e volevo riallacciarmi alla situazione precedente perchè anche mia figlia dall'inizio dell'inverno soffre di accumulo di muco che poi espelle di notte, (2-3 volte alla settimana ultimamente), tosse stizzosa e ogni tanto qualche decimo difebre. Due settimane fa ha avuto la bronchite, curata con antibiotico ed aerosol, e dopo 4 giorni ha iniziato di nuovo con l'accumulo e il vomito di notte(solo muco, senza cibo), tanto che una notte ha avuto come dei laringospasmi tanto da non riuscire a respirare. Ora siamo preoccupati, pensiamo anche a qualche allergia, a tutto, non sappiamo che fare. Spero possiate aiutarci. Grazie Generoso.

Generoso (FC) 27/03/2013

buona sera mio figlio ha 5 anni l'anno scorso ha tolto le tonsille a maggio, dopo la covalescenza di circa 30 giorni si sono ripresentati sintomi di vecchia conoscenza catarro delle vie aeree alte e voce rauca persistente anche al trattamento con clenil poi sono arrivate le otiti medie e quest anno gli stessi sintomi sono arrivati a marzo diverse terapie antibiotiche non hanno risolto anzi al termine dei trattamenti i sintomi si sono subito ripresentati, abbiamo cominciato cure con fluidificanti che a parer mio hanno smosso molto piu catarro inutile dire che è abitudine il lavaggio nasale quotidiano, ma alla fine arriviamo sempre all otite media e all assenza di voce per non parlare dell innapetenza attualmente prende degli immunostimolanti e vitamine di ferro e acido folico, ma non ne usciamo l otorino che lo ha visto due volte negli ultimi due mesi mi rimanda a settembre con probabile intervento di deviazione dei tubi auricolari perchè dice che il catarro tende a salire anziche scendere dalle vie nasali, il mio pensiero è che è un dato di fatto che le cure antibiotiche non hanno successo tanto è vero che dagli esami del sangue risulta per ben due volte una forma virale e nulla di batterico, test celiachia negativo nessuna allergia evidenziata dai test . leggo delle docce nasali con acqua tiepida e bicarbonato tenterò anche questa oltre alle inalazioni fatte con acqua di tabbiano e umidificatore acceso la notte... ad oggi da una setimana alla fine dell ultima terapia antibiotica ancora otite media e assenza della voce, terapia con localin gocce auricolari e nurofen direi basta antibiotici. vi ringrazio di avermi letta e aspetto un consiglio. abbiategrasso (MI)

mamma lisa (MI) 20/06/2013

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