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I cereali nell'alimentazione del bambino

I cereali (frumento, mais, riso, orzo, avena, segale) nell'alimentazione del bambino rappresentano una buona fonte di energia. Come introdurli durante lo svezzamento?

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Il bambino, per crescere bene, ha bisogno di molta energia. Per questo deve poter contare in ogni momento su una buona scorta di "carburante", e i carboidrati contenuti nei cereali (i più comuni sono frumento, mais, riso, orzo, avena, segale) rappresentano una buona fonte di energia.

I cereali hanno costituito per millenni la fonte principale di alimentazione per intere popolazioni soprattutto perché contengono un'alta percentuale di carboidrati, a loro volta distinti in semplici e complessi.

Ecco cosa contengono i cereali

I carboidrati semplici, comunemente chiamati "zuccheri" (ad esempio il lattosio presente nel latte, il saccarosio cioè il comune zucchero da cucina, il fruttosio che si trova nella frutta, il glucosio di cui è ricco il miele) sono buoni produttori di energia, ma vengono "bruciati" velocemente.

I carboidrati complessi invece sono formati essenzialmente dall'amido presente nei cereali, che viene assimilato più lentamente e che quindi è in grado di nutrire più gradualmente tutte le cellule del corpo.

I cereali forniscono anche proteine di origine vegetale che, integrate con altre anch'esse vegetali (come ad esempio quelle dei legumi) o abbinate alle proteine di origine animale (quelle presenti nella carne, nei formaggi, nelle uova, nel latte) garantiscono un apporto completo di queste importanti sostanze.

I cereali contengono inoltre vitamine del gruppo B che hanno un'azione protettrice sul sistema nervoso e sulla cute, e sali minerali, indispensabili al buon funzionamento dell'organismo.

Quando introdurre il glutine

Esistono attualmente due "filosofie" per quanto riguarda l'età di introduzione del glutine. Secondo alcuni studiosi l'introduzione del glutine va rimandata almeno fino al sesto mese di vita perché alcuni bambini, per ragioni genetiche, non tollerano questa proteina, contenuta in molti cereali: essa è assente nel riso e nel mais (che proprio per questo vengono indicati nelle prime pappe), ma è presente in frumento, orzo, segale e, ovviamente, anche nei cibi da loro derivati come pastine, pane, grissini, biscotti. Introducendo troppo presto alimenti contenenti glutine si rischia quindi di scatenare precocemente nel bambino, geneticamente predisposto, una forma di intolleranza alimentare chiamata "celiachia".

Molti esperti del settore, in particolari quelli svedesi, che per primi si sono interessati al problema, hanno invece dimostrato che la ritardata introduzione del glutine nella dieta non è in grado di prevenire la malattia e che, all'opposto, l'inserimento precoce e massivo di glutine è in grado di evidenziare maggiormente l'insorgenza di sintomi di celiachia, consentendo una diagnosi più precoce.

I prodotti migliori durante lo svezzamento

I cereali sono disponibili in forma di creme, farine, semole per la preparazione delle prime pappe, ma anche di pastine e biscotti. L'amido contenuto in questi prodotti viene reso di più facile digestione attraverso un trattamento particolare chiamato diastasi attraverso il quale esso viene "predigerito" da un enzima. Le farine diastasate rappresentano perciò le materie prime con cui vengono preparati questi alimenti.

Il riso, come abbiamo visto, è il primo e più digeribile cereale che possiamo offrire all'inizio dello svezzamento. La crema di riso, precotta e integrata con vitamine e sali minerali, deve semplicemente essere stemperata in acqua bollente oppure sciolta nel latte o nel brodo vegetale. Esistono anche creme di riso unite a verdure miste, che offrono al lattante un piatto più ricco. Per variare il gusto della pappa, è possibile alternare al riso la crema di mais e tapioca, anch'essa priva di glutine.

Per quanto riguarda i biscotti possono essere di due tipi: granulati (cioè ridotti quasi in polvere) o interi. I primi si aggiungono al latte con un cucchiaino e si sciolgono molto velocemente. I biscotti interi si sciolgono invece agitando bene il biberon. Nella fase più avanzata dello svezzamento è possibile introdurre i tradizionali biscotti per l'infanzia, che il piccolo è in grado di tenere bene in mano e di sgranocchiare.

Se il bimbo preferisce il gusto dolce a quello sapido, apprezzerà allora più facilmente le "pappe lattee", ossia formule studiate per l'inizio dello svezzamento e preparate con latte in polvere e farine finissime, da sciogliere direttamente nell'acqua.

Altri cereali sono presenti sia sotto forma di farine che di semolini e pastine che si possono far cuocere nel brodo vegetale o nel brodo di carne; anche questi prodotti per l'infanzia sono arricchiti di vitamine e di sali minerali, fondamentali per una dieta ben bilanciata.

14/6/2004

21/11/2017

I commenti dei lettori

il mio bambino di 13 mesi mangia la sua pastina molto ricca di vitamine e anche molto digeribile.Ora mi chiedo se potevo iniziare a introdurre la pasta normale che mangiamo noi adulti e anche il riso o è il caso di aspettare ancora? Grazie

antonia (TV) 02/12/2010

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