ICP

l'informazione
dalla parte dei bambini

MAMMAePAPA' MAMMAePAPA' MammeBio Mammebio BABYCHEF Babychef BIMBINVIAGGIO Bimbinviaggio LIBRIandCO Libri&Co PEDIATRIA ON LINE Pediatria On Line
Loading
X

Avviso cookies

Questo sito web utilizza cookie tecnici al fine di rendere più efficace la navigazione. Alla pagina "Policy dei cookies" trovi l'informativa e le istruzioni per gestire le impostazioni del browser.
Proseguendo nella navigazione dichiari di accettare la nostra policy dei cookies.

Saperne di più

approfondire insieme al Pediatra

La carne nell'alimentazione del bambino

Per le sue caratteristiche la carne è sicuramente uno degli alimenti protagonisti dello svezzamento. Dal compimento dei 4-5 mesi di vita il bambino il bambino ha nuove esigenze nutritive.

a cura di: Dott. Guido Vertua (pediatra)

Per le sue caratteristiche la carne è sicuramente uno degli alimenti protagonisti dello svezzamento. Dal compimento dei 4-5 mesi di vita il bambino entra in una fase di crescita con nuove esigenze nutritive, che impongono nuove regole alimentari. Sta infatti per raddoppiare il suo peso e quindi ha bisogno di un maggior apporto di energia e ha necessità di alimenti più ricchi per soddisfare il fabbisogno giornaliero di proteine (da adesso fino al compimento del primo anno di vita aumenterà quasi del doppio) e di ferro (il cui fabbisogno, verso i quattro mesi, aumenta molto poiché si esauriscono le riserve accumulate durante il periodo della gravidanza).

Ecco quindi la necessità di introdurre, oltre al latte che finora è stato l'unico nutrimento per il piccolo, nuovi alimenti, in primo luogo la carne che, oltre a fornire proteine nobili ad alto valore biologico, rappresenta anche una fonte eccellente di Ferro. Dopo il 5°-6° mese di vita, e fino ai 4-5 anni del bambino, il contenuto in Ferro della carne ha una particolare importanza data dalla sua elevata biodisponibilità che deriva dalla forma chimica in cui esso è presente all'interno delle cellule dei tessuti muscolari.

Anche se in questo periodo l'apparato gastrointestinale dei bambino è più maturo e può accettare cibi solidi, è indispensabile che tali alimenti siano proposti nella forma più digeribile possibile. Non è quindi importante il tipo di carne ma il fatto che sia magra ed omogeneizzata: le carni magre, infatti, hanno un tessuto connettivo più fine che viene meglio frantumato con l'omogeneizzazione. Questo procedimento è davvero importante poiché dalla frantumazione delle fibre dipende il grado di digestione ed assimilazione: più la frantumazione è spinta (come nella tecnica della omogeneizzazione), più l'apparato digestivo riuscirà a fruire appieno delle sostanze nutritive.

I rischi di contaminazione della carne

Le carni, nonostante controlli e restrizioni imposte per legge, non sono indenni dal rischio di contaminazioni: l'epidemia della "mucca pazza" è la prova più tangibile di quanto la catena alimentare sia vulnerabile e, una volta compromessa, possa produrre a cascata danni enormi. Come è noto l'Encefalopatia Spongiforme Bovina (detta anche BSE o malattia della mucca pazza) è una malattia neuro-degenerativa, provocata da particelle di dimensioni microscopiche dette prioni. I veri responsabili di questa epidemia sono però le tecniche di allevamento intensivo con l'utilizzo nei mangimi di farine di carne preparate con ossa e residui di macellazione.

L'emergenza BSE ha prepotentemente riportato in primo piano il grave rischio di contaminazione di tutte le materie prime. Può così accadere che, nonostante in Italia le carni siano sottoposte a norme e controlli tra i più severi in Europa, si possano tuttora verificare casi di animali trattati illegalmente. Basti pensare che nel nostro paese la legge che impone restrizioni nell'impiego di anabolizzanti risale al 1961; ciononostante le sostanze, naturali o di sintesi, che vengono illegalmente somministrate agli animali, per lo più bovini, sono aumentate notevolmente.

L'età pediatrica e adolescenziale è certamente quella maggiormente esposta al rischio. Rischio che, in una fase così delicata della vita, può avere gravi conseguenze sullo stato di salute futura. Al fine di ridurre il rischio di contaminazione la scelta migliore è indubbiamente quella di gestire direttamente tutta la filiera produttiva garantendo in questo modo l'assoluta sicurezza delle carni prodotte. Dagli alimenti somministrati alla scelta del campo o dell'allevamento in cui cresce l'animale, dalle varie fasi produttive fino al prodotto finito occorre perciò seguire standard di produzione qualitativamente molto elevati e assolutamente sicuri.

Le tecniche di allevamento più qualificate

La gestione della intera filiera produttiva deve prevedere che la crescita degli animali non venga mai forzata, ma che sia esclusivamente il frutto dei ritmi della natura e di una sana alimentazione, bilanciata ed esclusivamente a base vegetale. Gli agnelli, i manzi e i vitelli dovrebbero vivere allo stato brado, a pascolo libero, nutrendosi d'erba poiché, grazie a questo tipo di allevamento assolutamente naturale, gli animali, liberi di muoversi in ampie distese, hanno una carne più magra con un maggior contenuto di emoglobina e un valore nutritivo più elevato rispetto agli animali allevati in stalla.

I polli, i conigli, i tacchini e i suini non dovrebbero essere allevati in batteria in modo da avere a disposizione maggiore spazio per muoversi in ambienti sani e puliti. I mangimi e i foraggi utilizzati nell'alimentazione degli animali vanno controllati con attenzione, escludendo tassativamente qualsiasi sostanza che forzi artificialmente le rese di allevamento. Va assicurato un regolare controllo veterinario e la puntuale redazione di schede sanitarie che garantiscano la salute degli animali allevati.

Vanno inoltre definite e controllate anche tutte le procedure di macellazione delle carni, le modalità e la temperatura di trasporto, la loro lavorazione, fino alla realizzazione dei prodotto finito. Occorre infine garantire rigorose analisi di laboratorio e controlli microbiologici sulla carne che assicurino l'assenza da sostanze ormonali e di residui di antibiotici e sulfamidici.

Solo lo stretto controllo di ogni fase del ciclo produttivo ed il continuo monitoraggio dei punti critici disseminati lungo la filiera produttiva è in grado di qualificare un sistema di sicurezza e qualità degli alimenti per l'infanzia.

11/10/2004

20/8/2016

Tutti gli ultimi commenti

Ti interessano i commenti dei lettori ad altri articoli? Trovi i più recenti alla pagina BLOG

Scrivi anche tu un commento a questa pagina:

Questo è il tuo spazio: SCRIVI QUI il tuo commento, regalaci la tua esperienza, arricchisci la pagina con la tua storia. Attenzione: NON usare questo box per fare DOMANDE agli esperti!

Altro su: "La carne nell'alimentazione del bambino"

Svezzamento in un bambino allergico
Quali suggerimenti per lo svezzamento di un bambino allergico? I consigli del Pediatra.
Svezzamento dei neonati: i consigli del Pediatra
I consigli del Pediatra sullo svezzamento dei neonati a 6 mesi. Come preparare il brodo vegetale, gli omogeneizzati, la frutta e le prime pappe dei neonati.
Alimentazione dopo l'anno
Dopo il primo anno, l'alimentazione sarà quasi uguale a quella di un adulto. E' importante che segua una dieta completa e varia.
Come comportarsi se un bambino non mangia
Alcuni suggerimenti su come comportarsi se un bambino piccolo non mangia e su quali sono i parametri importanti da osservare per una giusta crescita.
Non mangia più carne
Da circa due settimane non mangia più la carne. I consigli del Pediatra.
Rifiuta lo svezzamento
Cosa devo fare dato che rifiuta lo svezzamento? Dovrò sforzarlo?
logo Quandonasce

Calcola la data prevista del parto

Inserisci la data dell'ultima mestruazione e clicca su "calcola"

Ultimi articoli in pubblicazione

Allattamento al seno: consigli alla mamma che allatta
I consigli degli esperti di Pediatria On Line alla mamma che allatta al seno.
Calcolo del peso fetale
Come si calcola il peso fetale durante i 9 mesi della gravidanza? I consigli degli esperti.
Mucoviscidosi o fibrosi cistica
La mucoviscidosi è una malattia caratterizzata dalla produzione di secrezioni ghiandolari particolarmente viscose e da alterazioni del pancreas e dei bronchi.
Animali in casa?
Animali in casa, si o no? Non vi sono controindicazioni, a patto che si seguano delle norme igieniche rigorose.
Il bambino iperattivo
Le cause dell'iperattività e deficit di attenzione e cosa fare se un bambino sembra iperattivo.

Quiz della settimana

A che cosa serve la vitamina K?
Ha un'azione anti-ossidante
Aiuta l'organismo a difendersi dalle infezioni
Favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi
Ha un'azione antiemorragica