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Il vaccino anti-varicella

Il vaccino contro il Virus della Varicella-Zoster (VZV) è costituito da virus vivo attenuato e protegge contro la varicella. La vaccinazione non è indicata prima dei dodici mesi di vita.

a cura di: Dott. Sergio Manieri (pediatria)

Vorrei avere qualche informazione riguardo al vaccino contro il virus della varicella e più precisamente che caratteristiche ha il virus vaccinale (inattivato o attenuato), a che età è consigliata la vaccinazione e se va fatta in un'unica dose. Ed infine che effetti collaterali può avere nel bambino ed eventualmente nei suoi familiari, questo tenendo conto che, nel mio caso, ho un bambino di tre anni e sono in attesa del secondo (7° settimana).

Il vaccino contro il Virus della Varicella-Zoster (VZV) è costituito dal virus vivo attenuato, ottenuto a partire dal ceppo selvaggio Oka. Nel prodotto sono contenute tracce di neomicina e gelatina; in Italia sono registrati due prodotti commerciali.

La dose di vaccino raccomandata è di 0,5 ml per via sottocutanea e può essere somministrata contemporaneamente all'MRP (vaccino contro Morbillo-Rosolia-Parotite), ma devono essere usate sedi e siringhe diverse. Se non si somministrano assieme, deve passare almeno un mese di intervallo; tuttavia, è da poco disponibile il vaccino tetravalente, che protegge contemporaneamente nei confronti di Morbillo, Rosolia, Parotite e Varicella che risolve questo problema.

Considerando la frequenza di reazioni gravi e di morte dopo infezione naturale da varicella si raccomanda la vaccinazione universale nella prima infanzia e nei bambini più grandi o negli adolescenti ancora suscettibili (cioè bambini senza storia attendibile di pregressa varicella o in assenza di evidenza sierologica per varicella), che non presentino controindicazioni alla vaccinazione stessa.

La vaccinazione non è indicata prima dei dodici mesi di vita e, per quanto riguarda il numero di dosi da somministrare, nella fascia di età 12 mesi - 13 anni (da effettuare in qualsiasi momento) si raccomanda una sola dose di vaccino a tutti i bambini sani che non abbiano ancora contratto la malattia.

Gli adolescenti sani dopo il 13° anno e gli adulti devono, invece, essere vaccinati con due dosi a distanza di 4-8 settimane. Questi dosaggi sono sufficienti a conferire un'immunità duratura, così come è stato dimostrato dalle esperienze americane e giapponesi.

 Esistono delle controindicazioni alla vaccinazione antivaricella: il vaccino, infatti, non deve essere somministrato a pazienti immunocompromessi oppure a bambini che sono in trattamento con farmaci steroidei ad alte dosi (occorre aspettare almeno un mese tra l'interruzione della terapia steroidea e la vaccinazione).

Allo stesso modo, il vaccino contro la varicella non deve essere somministrato dopo trattamento con qualsiasi forma di immunoglobuline od altri emoderivati. Inoltre, si raccomanda di non somministrare salicilati per sei settimane dopo la vaccinazione in quanto non è del tutto chiarita la relazione tra la vaccinazione, l'assunzione di salicilati ed una grave malattia chiamata sindrome di Reye (N.d.R.: si tratta di una malattia acuta molto rara, spesso fatale, che interessa esclusivamente bambini di età inferiore ai 15 anni e che si manifesta con vomito, ipoglicemia, segni di lesione progressiva del sistema nervoso centrale e danni epatici).

Ancora, il vaccino non deve essere somministrato a soggetti che hanno avuto reazioni allergiche gravi (tipo anafilassi) verso i componenti del vaccino, come gelatina e neomicina. Infine, il vaccino non deve essere somministrato ad una donna gravida, dato che non sono noti gli effetti sul feto.

Viceversa, la presenza di una donna gravida in famiglia (come nel caso in oggetto) non controindica la vaccinazione di un bambino. Infatti, la contagiosità del virus vaccinale è molto scarsa e oltre il 95% degli adulti è immune; inoltre, la vaccinazione del bambino ridurrà la probabilità della madre di esposizione alla varicella.

Per quanto concerne gli effetti collaterali della vaccinazione, occorre dire che sono minimi e si verificano con frequenza compresa tra il 5% ed il 35%. Circa il 20% dei soggetti presenta delle reazioni lievi (rossore, gonfiore e dolore) nella sede di iniezione; nel 3-5% dei bambini si sviluppa un esantema localizzato e, in un ulteriore 3-5%, un esantema generalizzato.

Queste manifestazioni cutanee compaiono da 5 a 26 giorni dopo la vaccinazione. La febbre, invece, non è considerata come un effetto collaterale significativo della vaccinazione. L'esperienza maturata negli USA (dove dal 1995 è in corso una vasta campagna vaccinale) indica che la trasmissione del virus del vaccino ai contatti è estremamente rara (solo tre casi ben documentati) ed avviene solo se la persona vaccinata sviluppa l'esantema.

Per concludere, solo rarissimamente sono stati riferiti effetti collaterali gravi, come encefalite, atassia, trombocitopenia, polmonite, eritema multiforme ecc., in associazione alla vaccinazione. Ma, come ho detto all'inizio, rispetto alla vaccinazione questi effetti collaterali gravi sono di gran lunga più frequenti quando ci si ammala di varicella.

20/2/2004

18/5/2015

I commenti dei lettori

Vorrei sapere se, visto che il vaccino antivaricella si basa su virus vivi ma attenuati, si verifica cmq l'insediamento del virus nei gangli spinali dopo la risposta immunitaria dell'organismo. Se così fosse preferire non vaccinarmi per evitare sicuramente il contatto col virus e quindi eventuali conseguenze potenziali, quali fuoco di sant'antonio ecc. Grazie in anticipo. Simone dalle Marche.

simone (FM) 26/12/2010

Il mio bambino di tre anni é stato vaccinato contro la varicella, vaccino peraltro abbastanza caro, ma ha contratto comunque l'infezione in forma piuttosto violenta
Mi rendo conto che possa succedere, ma mi chiedo se ciò sia dipeso da una mutazione del virus come può accadere per
l'influenza. Grazie, cordialità Michela

Michela (BS) 05/06/2011

Per quanto ho letto non é raro che un bambino vaccinato per la varicella svipuppi una forma, magari attenuata, ma in ogni caso contagiosa di varicella, per cui credo che con una madre incinta che non ha immunità alla varicella, dovrebbe senz'altro sconsigliare questo vaccino

Valeria (CA) 28/05/2012

Mio figlio (uno di tre gemelli) è stato vaccinato a circa due anni. Le conseguenze sono state tragiche: ricoverato con febbre molto alta tonsilli ingrossate e edema arti inferiori e superiori ed eritema su tutto il corpo (tipo vasculite). Non riusciva più a reggersi in piedi e a afferrare qualcosa con le mani. Ricoverato Malattie Infettive del Gaslini chiamati diversi consulenti addirittura reumatologi e diagnosticato conseguenze del vaccino al 17° giorno. Consiglio di non farlo.

 

patrizia valentino (GE) 28/12/2012

Mia figlia di 5 anni e mezzo è stata vaccinata per la varicella intorno ai 15 mesi. Ha sviluppato un esantema generalizzato in seguito al vaccino. La scorsa settimana ha contratto la varicella dalla compagna di asilo, anch'essa vaccinata. Il pediatra che l'ha vaccinata ha detto che nell'80% dei casi il vaccino della varicella non rende immuni. Avrei voluto saperlo prima di vaccinarla.

Federica (LI) 31/01/2013

Federica, forse l'altra cosa che avresti dovuto sapere è che occorrono due dosi di vaccino anti-varicella per avere una copertura adeguata. Una sola dose, come hai purtroppo verificato, non garantisce di evitare la varicella, anche se magari ne riduce la gravità.

Giuseppe Varrasi, Pediatra (BS) 02/02/2013

ho 25anni e circa 1mese fa ho fatto il vaccino anti varicella e da una settimana il mio corpo lancia strani sintomi.. dolori alle caviglie e ai polsi, ginocchia gonfie e dito indice della mano sinistra gonfio e dolorante. ho sentito dire che il vaccino può causare malattie gravi come il lupus e l'artrite reumatoide di cui tra l'altro è affetto mio fratello e so cosa vuol dire convivere con questa malattia. Sono davvero molto preoccupata.

fabiola (PA) 07/04/2013

mia figlia di 5 anni e mezzo è stata sottoposta alla 3 dose di vacc per la varicella.......il pediatra dice che è da matti e può avere controindicazioni

mary82 (RM) 15/04/2013

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