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Rischio di varicella in un neonato

Nella prevenzione della varicella il neonato trae giovamento senz'altro dall'allattamento materno per l'assunzione di un alto numero di anticorpi specifici assunti con il latte.

a cura di: Dott. Roberto Bussi (pediatra)

Il mio bimbo più piccolo, di 50 giorni, é allattato al seno e, avendo chiesto consiglio a due pediatri in seguito ad un possibile contagio da varicella del mio primogenito alla scuola materna, sono stata rassicurata sul fatto che, proprio grazie all'allattamento materno, é protetto dai miei anticorpi: è vero? In caso negativo, in che periodo andrebbe fatta l'eventuale vaccinazione? In caso di contagio ci sono soluzioni per evitare le conseguenze più pericolose della malattia?

Nella prevenzione della varicella il lattante trae giovamento senz'altro dall'allattamento materno per l'assunzione di un alto numero di anticorpi specifici assunti con il latte, ovviamente se la mamma ha già contratto la varicella in passato, oltre a quelli assunti in gravidanza. Avrà quindi sintomi più sfumati, ma non è detto che sia protetto al cento per cento e non contragga la malattia. Soprattutto nel caso specifico il suo bambino verrà a contatto con il fratello malato, quindi non in un contatto casuale e di breve durata, per cui piuttosto alta sarà la viremia (N.d.R.: la concentrazione di virus nel sangue).

Riguardo la vaccinazione, come nel caso della vaccinazione antimorbillo andrebbe fatta entro le 72 ore e non oltre le 120 ore dall'esposizione al virus per prevenire la malattia. Il vaccino comunque si può fare non prima dei 12 mesi di età. Secondo l'Accademia Americana di Pediatria i bambini ad alto rischio di varicella grave dovrebbero assumere le immunoglobuline specifiche entro 96 ore o quanto prima; in Italia però questi anticorpi sono difficilmente reperibili.

Nella prevenzione della varicella viene consigliata, nei soggetti più a rischio o per motivi particolari, un ciclo di terapia con Acyclovir (farmaco antivirale) con due modalità diverse: o subito al momento del contatto con il malato, oppure all'8° giorno dall'esposizione (nel momento in cui il virus presumibilmente avrà il momento di massima riproduzione) per una durata di sette giorni. Il lattante e l'adolescente sono considerati, fra i bambini sani, quelli con maggiori possibilità di complicanze; così, come già detto, anche il fratello di un bambino ammalato di varicella. In tali casi, se non si esegue la profilassi con acyclovir, viene consigliata la terapia con tale farmaco fin dall'inizio della malattia, alla comparsa della prima vescicola. Concludendo, pur considerando il suo piccolo un bambino a rischio (per via del fratello e dell'età), la copertura del latte materno ed una eventuale terapia con acyclovir, fin dalle prime ore della malattia, dovrebbero ridurre al massimo i problemi possibili.

14/5/2004

20/5/2014

I commenti dei lettori

Gabriele infatti, il mio terzogenito, ha contratto la varicella dalla sorella di 4 anni a 23 giorni, praticamente è entrato a contatto con il virus (ancora non manifestato dalla sorella) a circa 6/7 giorni di vita...in p.s. (dove ci hanno tenuto per tre notti) terapia con acyclovir in infusione che poi è proseguita a casa per altri 7 giorni circa, vescicole poche una ventina, il giorno successivo all'inizio della terapia hanno smesso di moltiplicarsi ed hanno cominciato a seccarsi, quindi alla fine è andato tutto bene ma un pò di apprensione c'è stata, non è come vedere la varicella in un bimbo di 3/4 anni. Ciao Ilaria(mamma di Lucia, Giulia e Gabriele)

ilaria (BO) 08/10/2012

salve, ho un bimbo di 7 mesi e da due giorni ho notato delle macchie rosse, due puntini sulla fronte a sinistra e uno a destra, pensavo potesse essere puntura di zanzare o moschinetti, stasera nel fare il bagnetto ho notato che anche su un braccio ha 4 punti rossi e sull'altro due. Potrebbe essere varicella o effettivamente potrebbe essere qualche puntura? Oppure qualcosa che ha mangiato? da un paio di mesi sta assumendo omogenizzati di pesce e pollo e verdure a mezzogiorno, poi acqua con un goccio di camomilla durante la giornata e gli altri pasti, un po' al seno e poi il latte in polvere con aggiunta di cereali in polvere oppure semolino oppure tapioca. Grazie

stefano (BS) 13/10/2012

Stefano, la varicella è un virus che prima circola nel sangue e poi localizza le sue lesioni sulla pelle; nel farlo, non sceglie una sede precisa, per cui le lesioni della varicella compaiono in ordine sparso, prima rade e poi, nel giro di qualche giorno, più fitte. Lesioni a "puntini", comparse tutte insieme, raggruppate e localizzate in parti esposte (viso, braccia, gambe) sono spesso legate a punture d'insetto.

Giuseppe Varrasi, Pediatra (BS) 14/10/2012

salve mio figlio di appena 3 mesi ha contratto la varicella adesso sembra tutto passato il medico non a voluto dargli alcuna medicina .Mi devo preoccupare e portarlo da un specialista?

ernesto capasso (SI) 23/06/2013

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