Da qualche tempo ho un problema/dubbio per quanto riguarda la prossima educazione scolastica di mio figlio. Il prossimo settembre inizierà la scuola materna ed il mio dubbio è dove mandarlo a scuola ... abbiamo la possibilità di mandarlo a scuola in Francia, ma abiterebbe tutta la settimana con me e vedrebbe il papà solo nel week-end (non siamo divorziati ... anzi ci vogliamo molto bene ma per un'educazione migliore per il bambino saremmo anche pronti a fare un sacrificio). Lui crescerebbe bilingue e senz'altro con una mentalità più aperta ... (la scuola francese per via delle colonie è veramente multi-razziale ...) oppure mandarlo ad una scuola italiana (che tra l'altro ho visto ... ed è senza spazi all'aperto) e vivere una vita più normale (il padre verrebbe a casa tutte le sere). Non è facile decidermi e mio marito lascia la scelta a me perché in fondo sono io che sto con lui più a lungo. Forse qualcuno mi può aiutare a vedere la situazione sotto un altro punto di vista?

Non mi è molto chiara la situazione: nella tua città non c'è una scuola francese che soddisfi le tue esigenze di una cultura bilingue senza così compromettere l'equilibrio familiare? Tre anni è l'età sicuramente migliore per apprendere le lingue, ma è anche l'età in cui un bambino comincia ad apprendere la propria lingua e soprattutto sussiste la necessità di crescere serenamente, circondato dagli affetti familiari. Se sceglierai di vivere lontano, non credo che in futuro tuo figlio ti sia grato per averlo privato del padre in nome dell'istruzione!

Non penso inoltre che l'istruzione fornita dalla scuola italiana sia molto difforme da quella francese, per quanto concerne questa età dello sviluppo. Compito di entrambe è di accogliere il bambino, di favorire la sua socializzazione e fargli vivere delle esperienze in un contesto ludico, fondamentale per la sua crescita, di fornire un'educazione adeguata, non un'istruzione come la scuola elementare.

La scuola materna fornisce una base fondamentale per poi approdare a quella elementare e pure la scuola italiana è aperta e multi-razziale, anzi ti suggerisco ironicamente di contare quanti italiani ci siano in una classe. Se il bambino non vivesse in un ambiente sereno, non fosse in grado di rapportarsi agli altri, non conquistasse l'autonomia di azione, di giudizio, non sarebbe in grado di apprendere. La scuola materna fornisce tutti quegli strumenti per raggiungere questo obiettivo, ma non è l'unico sistema sociale.

Il ruolo più importante viene ovviamente detenuto dalla famiglia, ma prova ad analizzare la tua. Un bambino che, mi sembra di capire, dovrebbe affrontare un cambiamento di città, con allontanamento dal padre e forse altre figure familiari, quali sentimenti proverebbe, sarebbe sereno?

Questo è quello stress al quale è sottoposto un bambino con genitori separati, con uno dei genitori part-time, e che rende il bambino triste e ostacola il suo grado di apprendimento. I bambini definiti "difficili", che sono aggressivi o non si applicano nello studio, non sono altro che bambini sofferenti a causa di situazioni familiari di violenza o di semplice disagio.

Vivere in un contesto in cui è presente una sola mamma e per di più sicuramente afflitta dalla forzata separazione, non pensi che influisca su di lui negativamente se, come dici, nella tua famiglia sussiste amore tra coniugi e non un clima tale per cui l'allontanamento sia una scappatoia?.. Sacrificare una vita ed un equilibrio familiare perfetto... in nome di cosa?

Io ti suggerirei una semplice alternativa, come l'assunzione di una baby-sitter di lingua francese oppure l'iscrizione ad un corso di lingua, come fanno molti genitori, e rimandare ad un futuro eventuali cambiamenti di casa, possibilmente del nucleo familiare compatto.

Altro su: "Mandarlo in una scuola all'estero"

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