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E' allergico al latte vaccino

La storia naturale dell'allergia alle proteine del latte vaccino è quella di una evoluzione verso la guarigione. Tale guarigione avviene, nella maggior parte dei casi, tra i 12 ed i 24 mesi.

a cura di: Dott. Alfredo Boccaccino (allergologo)

Al mio bimbo di 26 mesi, allergico al latte vaccino, è stato effettuato l'ennesimo prick test (il quarto) che è risultato per l'ennesima volta positivo (prick by prick per latte vaccino: 10 x 4). Il test di scatenamento poi tentato è miseramente fallito al primo tentativo (sporcamento con latte vaccino di labbra e contorno labbra con conseguente edema delle labbra ed eritema del contorno). Fermo restando che considero l'allergia del mio bimbo non una malattia bensì una "compagna di vita" alquanto "noiosa" per entrambi (per il bimbo che, soprattutto quando sarà più grandicello, dovrà abituarsi alle rinunce e per la mamma che deve e dovrà continuare a cucinare i suoi piatti particolari e quasi sempre diversi da quelli di mamma e papà) vorrei chiedere: ha senso "sperare" che questa allergia possa andarsene crescendo o è vero che, giunto ormai quasi all'età di due anni e mezzo, il bimbo è ormai avviato verso una pressoché certa permanenza del problema in età adulta? Inoltre, l'unico trattamento da farsi in questi casi è l'astinenza totale da latte, latticini e annessi vari (come io faccio fare al mio bimbo da quando, ad un anno, ho smesso di allattarlo) oppure esiste un qualche sistema alternativo (magari più efficace, dato che i quattro prick sono andati in questo anno sempre peggiorando)?

La storia naturale dell'allergia alle proteine del latte vaccino è quella di una evoluzione verso la guarigione. Tale guarigione avviene, nella maggior parte dei casi, tra i 12 ed i 24 mesi, ma quando l'allergia è sicuramente IgE mediata e quindi con prick test positivi, tale guarigione tende a ritardare. Una possibilità frequente è quella di una persistenza di positività del prick test con, al contrario, una tolleranza dell'alimento da parte dell'organismo. Per tale motivo è sempre utile, dopo una certa età, anche se i prick test sono positivi, ricorrere al test di scatenamento.

Nel suo caso tale scatenamento è stato chiaramente positivo, quindi l'allergia è ancora presente e sembra essere un'allergia intensa. Conviene ripetere i prick test ogni sei mesi e lo scatenamento con alimento solo allorquando i prick test saranno negativi. Se i prick tendono a persistere positivi anche dopo i quattro anni, allora si potrà ripetere il test di scatenamento (sempre in ambiente ospedaliero).

Non è assolutamente vero che, poiché l'allergia tende a persistere oltre i due anni di età, è certo che durerà tutta la vita. Naturalmente esistono anche gli adulti allergici alle proteine del latte: questo vuol dire che tale fenomeno non è sicuramente limitato all'età pediatrica e che una piccola percentuale di bambini con allergia al latte resteranno allergici per tutta la vita.

Tale fenomeno però rappresenta una rarità e l'evento più frequente, oltre alla tolleranza spontanea, è il persistere di una tolleranza ridotta. Il bambino, ex-allergico, tollera l'alimento con tranquillità, ma presenta sintomi solo allorquando ne abusa. Al momento non vi è nessun altro esame che può consentirci di definire con certezza il futuro comportamento dell'allergia nel suo bambino.

A sostegno della sua serenità, nel dire che non ha timore di dover proseguire a lungo con tale dieta, le esprimo un parere personale in merito al latte vaccino, ma condiviso anche da un Maestro della Pediatria Italiana quale è stato il Prof. Bottone di Pisa. Il latte vaccino, a differenza di quello che si crede, è uno degli alimenti più innaturali che l'uomo assume, trattandosi della secrezione mammaria di un altro mammifero (la mucca). Non vi è nessun mammifero che, spontaneamente, ha l'abitudine di cibarsi della secrezione mammaria di un altro mammifero di specie diversa.

L'esempio del caso "Mucca Pazza", fatte le debite proporzioni, è illuminante per capire quali danni può causare una forzata alimentazione innaturale. L'aumento dell'allergia alle proteine del latte vaccino nell'uomo, probabilmente, dipende proprio da una eccessiva presenza di tali proteine nella nostra alimentazione. Il consiglio che io dò alle mamme dei bambini ex-allergici al latte, è quello di considerare quanto ho appena esposto e di non esagerare nell'alimentare il proprio figlio con il latte o i suoi derivati, anche se il bambino ormai li tollera bene.

Al momento non esiste alternativa terapeutica alla dieta priva di tali proteine. Qualcuno sta tentando, ma la cosa è ancora molto sperimentale ed empirica, di praticare una desensibilizzazione per via orale, reintroducendo il latte in modo estremamente graduale (aumentando di una goccia al giorno e diluendo il tutto in un litro di acqua).

L'aumento di dimensione del prick test non è correlato con un peggioramento dell'allergia al latte, ma indica solo che sono ancora presenti IgE specifiche verso questo alimento. È normale che più il bambino allergico cresce e più la sua reazione al prick è intensa. La stessa cosa accade quando si pratica, in età differenti, il prick con istamina. Tale prick è sempre positivo anche nei soggetti non allergici, ma aumenta progressivamente di dimensione con l'aumentare dell'età.

20/1/2003

11/9/2012

I commenti dei lettori

anche io ho il bimbo con l'allergia al latte e volevo avvisarvi di stare attenti alle medicine omeopatiche, in quanto nella composizione dei granuli c'è una particella di latte e mio figlio di 22 mesi si è sentito male. Eleonora di Pesaro

Eleonora (PU) 15/02/2011

Buongiorno a tutti, anch'io ho un bambino di 29 mesi allergico alle proteine del latte e dell'uovo e venerdì 25/02 faremo in ospedale il test di scatenamento per le proteine del latte..sono un pò agitata, ma sono fiduciosa!!!In riferimento a quanto ha scritto l'esperto sono pienamente d'accordo che è meglio non abusare del latte vaccino in quanto innaturale, il problema è che è su tantissimi prodotti sopratutto confezionati...bisogna leggere sempre con attenzione le etichette degli ingredienti!!vi aggiornerò sul risultato del test di scatenamento...arrivederci!!

maika (VI) 23/02/2011

Anche mio figlio di 16 mesi ha un'intolleranza alle proteine del latte. Tutto ciò invece di scatenare malassorbimento e diarrea gli ha causato stipsi e pancia sempre gonfia. Il pediatra mi ha tolto anche i biscotti che usualmente davo al piccolo, sostituendoli con i privolat e mi ha consigliato il latte di riso.

Veronica (LT) 14/03/2011

salve mia figlia e' allergica alla formula del latte vaccino sta prendendo da tempo il nutramigen AA ipoallergenico con un costo elevatissimo ma visto che gli' e' stata constatata  tale l'intolleranza al latte vaccino nn posso chiedere al pediatra se  il nutramigen lgg che costa la meta' puo' essere idoneo visto che lo si usa per la stessa patologia??? forse ci sono differenze? grazie

ciro (NA) 22/03/2011

Ciao, anche noi abbiamo il nostro bimbo di 18 mesi allergico al latte e uova, all'inizio e' stato difficile abituarsi al fatto di dover preparare cibi diversi, ma con l'esperienza e pazienza adesso riusciamo a gestire tutto con semplicita', abbiamo trovato tanti prodotti privi di latte e uova, semplicemente nel piu' comune supermercato. Ciao Mimmo & Angela

Domenico (PZ) 31/03/2012

Ciao, anche io ho una bimba di 4 anni allergica alle proteine del latte vaccino all'uovo e al pesce, e' stata dura abituarsi ad una dieta diversa , difficile anche l'inserimento alla scuola materna ma con il passare del tempo ci siamo abituati e speriamo presto possa superare almeno l'allergia al latte presente in moltissimi alimenti e quindi molto rischiosa. Lei ha reazioni molto violente che interessano l'apparato respiratorio e il pensiero che possa rischiare la vita ogni momento non e'facile ma cerchiamo di reagire e di far vivere la nostra piccola nel migliore dei modi cercando di non farla sentire diversa ma responsabilizzandola in modo da poter iniziare a gestirsi autonomamente. Buona giornata Monica.

monica (CI) 07/05/2012

anche io ho un bimbo di 16 mesi e ha rischiato lo shock anafilattico a soli quattro mesi, dopo che avevo dato per la prima volta la pappa lattea. è stato tremendo....aveva il viso sfigurato e problemi respiratori....abbiamo fatto il prik prima di un anno ma è uscito allergico anche all'uovo. anche a casa è cambiato il nostro modo di mangiare.....ma il problema è quando sta con gli altri....è un eta in cui vuole assaggiare tutto e prende tutto dalla tavola....io oramai ho il terrore che possa assaggiare qualcosa. ho tolto dalla sua dieta anche le carni rosse ....ma io dovendo andare a lavoro lo lascio dai nonni ed ogni volta ho un pensiero. tra poco lo dovro mandare all'asilo e nonostante la retta abbastanza alta devo portare io gli alimenti nei giorni in cui non puo mangiare quello previsto dalla mensa....ufffa spero che questa allergia gli passi...!!!!!

in bocca al lupo a tutti

 

rosa (NA) 19/06/2012

Buonasera,sono Anna e anche io ho un bimbo allergico alle proteine del latte vaccino e all'uovo e mercoledì 24 abbiam lo scatenamento...son un pò in ansia ma anche contenta,speriamo vada tutto bene...anche perchè gli ultimi prick test finalmente davano valori bassi....Chi di voi doveva fare lo scatenamento..potete informarmi com'è andata???Anche io poi vi farò sapere,un bacione....

Anna Maria (CA) 16/10/2012

ciao ,mio figlio è allergico al latte vaccino, aveva solo 4 mesi quando assaggiando la pappa lattea si è gonfiato in volto in pochi minuti. Adesso ha 11 anni e purtroppo è ancora fortemente allergico, mi hanno proposto di sottoporlo alla desensibilizzazione, ma in tutta sincerità come mamma ho rinunciato perchè non ci sono certezze. In tutti questi anni mio figlio ha imparato a convivere con questo piccolo grande problema, certo non è facile perchè troviamo proteine del latte in tanti alimenti e bisogna fare attenzione anche all'igiene. Saluti. E.T. (Andria - Bt)

enza (BT) 16/01/2013

Salve a tutti, sono la mamma di un bambino di 5 anni gravemente allergico alle plv sin dalla nascita. Ho letto i vostri commenti e la prima cosa che consiglio in base alla mia esperienza è innanzitutto quella di togliere le carni rosse solo se vi è la certezza di questa reazione crociata. Noi stiamo praticando la desensibilizzazione, sarà difficile e impegnativa ma mio figlio, seppur a distanza di un anno dall'inizio, oggi tollera 50 ml di latte (che non avrebbe altrimenti tollerato) e comunque le tracce di latte non sono più un problema neanche negli alimenti. Ditemi se è poco? Le contaminazioni non sono più pericolose e mangia tutti gli alimenti con tracce di latte o derivati, per il momento! La desensibilizzazione è sperimentale, al momento, lo so ma questi risultati per me valgono tutti i miei sacrifici e quelli del mio bambino soggetto ad anafilassi. Un caro saluto a tutti.

R.L. (CA) 20/10/2013

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