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L'ansia da scuola

L'ansia da scuola provoca in molti bambini disturbi tipo nausea, mal di pancia, mal di testa al mattino prima di andare a scuola.

a cura di: Dott. Leo Venturelli (pediatra)

Si intende per fobia della scuola quella situazione di ansia e disagio che prende alcuni bambini quando è il momento di recarsi alla scuola materna o alle elementari, prevalentemente al mattino, caratterizzata da vaghi disturbi tipo nausea, mal di pancia, mal di testa, ma anche febbricola, mal di denti, mal d'orecchie, macchie sulla pelle, dolori generici alle ossa. Spesso tali disturbi svaniscono nel fine settimana o durante le vacanze; il bambino con l'ansia per la scuola anche quando è in classe piange e vuole la mamma o pretende di essere riportato a casa.

L'ansia per la scuola si manifesta quasi sempre al momento del primo impatto con la vita di collettività, cioè a tre anni. Alcuni bambini hanno la stessa reazione a sei anni, all'inizio delle elementari. In molti casi il rifiuto per la scuola si presenta dopo un primo periodo di accettazione del nuovo quando, esaurita l'iniziale fase di novità, il bambino capisce di dovere rimanere lontano da casa e dai genitori per buona parte del giorno.

La paura della scuola è in realtà ansia di separazione dalla casa, dalla mamma, considerati dal piccolo come il posto più sicuro e tranquillo dove stare. Certi bambini sviluppano gli stessi sentimenti di ansia anche quando rimangono per periodi più o meno lunghi da parenti o da amici, lontani da casa loro, di cui sentono nostalgia. L'ansia da separazione a volte può portare a perdere la stima di sé e ad avere difficoltà ad affrontare da solo le situazioni future.

Talvolta la fobia della scuola si accentua se il piccolo incappa in un'insegnante severa, o in un gruppo di coetanei che si impongono con la forza: ricordate però che queste condizioni solo in parte determinano il disagio del bambino e non sono un motivo sufficiente per ritirare vostro figlio dalla scuola.

Se il problema non è legato ad altre tensioni psicologiche di fondo, l'ansia per la scuola svanisce nel giro di poche settimane e non necessita di interventi drastici immediati (darla vinta al bambino, cambiare l'istituto, tenere a casa il piccolo). La paura della scuola non è altro che un percorso, anche se in parte sofferto, che i bambini devono compiere per rendersi indipendenti a piccoli passi dall'ambiente domestico e per inserirsi nella vita sociale.

Che cosa fare per far superare a vostro figlio l'ansia da scuola?

  • Insistete a mandare regolarmente a scuola il bambino
    La frequenza giornaliera a scuola, cioè la routine, è il miglior sistema per abituare il bambino a questa nuova situazione. Evitate perciò di tenere a casa spesso il bambino o di farvi commuovere dalle sue lagne. Non dovete negoziare l'andare all'asilo, dovete essere inflessibili e decisi nel mandarcelo: siate ottimisti con lui e rassicuratelo che si divertirà giocando coi coetanei.
  • Siate decisi al mattino, cioè al momento di mandare vostro figlio all'asilo
    Il mattino è il momento più difficile, perché coincide col distacco dalla mamma. Non chiedetegli: "come stai, hai voglia di andare a scuola oggi?", dareste solo spazio e possibilità alle sue rimostranze. Se il piccolo comincia a segnalare disturbi, ma vi sembra che non abbia nulla, portatelo comunque; se veramente ci fosse una malattia, siate disponibili a farvi chiamare dal personale della scuola. Se il bambino frigna e si lamenta e il tempo passa e siete in ritardo, portatelo comunque a scuola; se accampa scuse e inizia a far capricci, parlategli pacatamente, ma preparatelo per uscire comunque. A volte ci si può far aiutare da un parente o vicino di casa quando si vede che il bambino con lui fa meno storie.
  • Portate il bambino a visita medica quando presenta i disturbi
    Se il bambino presenta uno o più dei seguenti sintomi: febbre sotto i 38°C, dolori di pancia, mal di denti, vomito, tosse, macchie sulla pelle, mal d'orecchio e lo tenete a casa dall'asilo, fatelo controllare dal pediatra che spesso potrà dissipare i dubbi circa una vera malattia, piuttosto che per un disturbo psicosomatico. Cercate di portarlo in ambulatorio quando ha i sintomi cioè, possibilmente, nella stessa mattinata. Se i problemi sono solo espressione di ansia, il bambino dovrebbe essere riaccompagnato a scuola subito dopo la visita. Quando il bambino segnala stanchezza, è un po' pallido, ha doloretti alle gambe, mal di testa modesto, dovrebbe essere comunque mandato a scuola; in questi casi la visita potrà essere programmata, se lo riterrete opportuno, durante gli orari di ambulatorio pomeridiano, dopo la frequenza regolare alla scuola materna.
  • Consultate l'insegnante della scuola
    Spesso le insegnanti, se sono informate di queste fobie e dei disturbi che il bambino presenta, sono in grado di intervenire perché conoscono perfettamente questi problemi. Possono tenere il bambino in osservazione per un certo periodo di tempo, prima di avvisare la famiglia: se il mal di pancia o la nausea passano, il bambino sarà prontamente reinserito nel gruppo.
  • Parlate col bambino dei suoi problemi riguardo alla scuola
    In un momento in cui è calmo, preferibilmente di pomeriggio o sera, provate a domandargli se ha delle cose che non vanno all'asilo o cosa gli succede quando va a scuola. Chiedetegli: "ma secondo te cosa ti spaventa a scuola?" e poi: "ti prometto che parlerò all'insegnante, ti farò stare meglio, risolveremo la situazione". Rassicuratelo che quando si sente male può comunque rivolgersi all'insegnante che si occuperà di lui. Fategli capire che è necessario che frequenti la scuola: "tutti in famiglia hanno le loro occupazioni, papà va al lavoro presto, tuo fratello maggiore va anche lui a scuola, la mamma deve uscire a fare le spese".
  • Date a vostro figlio la possibilità di stare insieme ai coetanei
    Al di fuori delle ore scolastiche i bambini che presentano la fobia della scuola hanno la tendenza a rimanere vicino alla mamma, a giocare in casa, a guardare la TV. Molti di loro non amano stare neanche con gli amici e viene loro la nostalgia di casa. Cercate invece di dare loro parecchie opportunità per stare con altri: l'iscrizione ad un'attività sportiva, uno spettacolo da andare a vedere insieme ad un gruppo di coetanei, accompagnati da un adulto, sono alcune proposte concrete da offrire. In altre occasioni cercate di invitare voi a casa gli amici del bambino, per farlo socializzare, oppure invitate i suoi amici ad una gita insieme al mare, ai monti o in campeggio. Quando si ha a che fare con ragazzini delle scuole elementari, può essere utile far loro frequentare insieme campi estivi o farli partecipare a gite parrocchiali.

Come evitare la paura di andare all'asilo o a scuola?

La tendenza ad aver paura di vivere in un posto nuovo, sconosciuto e di adattarsi alla situazione può diminuire se aiutate il bambino ad acquisire indipendenza, in modo graduale, già da quando è piccolo.

  • Affidate vostro figlio, già dai sei mesi di vita, per poco tempo ai nonni o ad una baby-sitter: i piccoli maturano prima se hanno la possibilità di stare con altri e di staccarsi poco per volta dai genitori.
  • Mettetelo a contatto con coetanei già verso l'anno, l'anno e mezzo, anche se a questa età il bimbo tende ad essere egocentrico; dai tre anni il bambino socializza in modo spontaneo anche senza la presenza dell'adulto e inizia il gioco in gruppo.
  • Iscrivete il bambino alla scuola materna ai tre anni: questo serve a renderlo indipendente dai genitori e a cimentarsi con il gruppo.
  • Aiutatelo durante l'inserimento alla scuola materna: nei primi giorni è normale che il bambino si disperi e pianga. L'insegnante potrà essere d'aiuto: se il bambino è in crisi, potete chiederle di fermarvi per un po', per vedere come si comporta per la prima ora. Ad ogni buon conto non portate il bambino via dall'asilo, anche se potrebbe far parte di quel gruppo di bambini (sono circa 5 su 100) che proprio non ne vuole sapere della collettività.
  • Nelle scuole materne, è prassi abbastanza diffusa attuare un inserimento graduale dei bambini piccoli, al primo anno. Per abituarli all'ambiente nuovo, si inizia con una permanenza di un'ora, poi di mezza giornata, infine, dopo un paio di settimane, la frequenza copre tutto il giorno.

In caso di ansia da scuola, contattate il vostro pediatra se:

  • vi pare che i disturbi presentati dal bambino siano dovuti ad una malattia e non a tensione emotiva;
  • il rifiuto della scuola dura per più di un mese;
  • il bambino è grande, di 10-12 anni;
  • vi sembra depresso oppure ha disturbi riferibili ad ansia da separazione;
  • ha un rendimento scolastico molto scarso;
  • il disturbo diviene ricorrente. 

11/10/2002

13/3/2014

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I commenti dei lettori

Ho una bambina di tre anni, seconda di due figlie, la più grande ha sette anni. premetto che con la prima sono stata miracolata, non ho mai avuto nessun tipo di problema, sempre stata disponibile verso le novità. La piccola ha iniziato scuola materna da settembre, ha fatto circa le prime due settimane di pianto, poi sembrava passato e sembrava entusiasta. Da due settimane circa ha ricominciato il pianto al momento dello stacco...torna a casa con il pulmino, quindi pensavo di tentare anche l'andata visto che è una cosa positiva. Le parlo, le spiego tutto, è molto timida e a scuola non parla, anche le maestre fanno fatica nell'aiutarla perchè non sanno che cosa ha. A casa chiacchera all'inverosimile, canta le canzoncine, fa finta di essere una maestra...beh speriamo che il tempo rafforzi il suo carattere...Elisa da Vicenza

Elisa (VI) 16/11/2010

La mia bimba, quasi 4 anni, ha frequentato l'anno scorso la sezione "primavera" (bambini tra i 2 e i 3 anni): erano in 10, tutti molto coccolati. Ha fatto quelche capriccio al ritorno dalle vacanze natalizie, ma tutto risolto in poco tempo.

Quest'anno nella stessa struttura, ma in aule diverse, frequenta la vera e propria "scuola dell'infanzia". Ha cambiato maestre ed essendo una sezione unica ci sono bambini dai 3 ai 5 anni. All'inizio è andato tutto bene, adesso sono riniziati i capricci... Ogni sera chiede se starà a casa o le tocca andare a scuola. Ogni mattina si alza già piagendo, per fortuna si fa lavare e vestire senza dimenarsi, arriva a scuola piagendo e la saluto mentre la maestra la prende in braccio (sa di questo disagio e sta cercando di farglielo passare dandogli delle attenzioni in più). Fortunatamente quando vado a prenderla è sempre di buon umore, mi racconta le cose belle che ha fatto e mi sembra che sia tornata la situazione ottimale.

Peccato che nel letto il suo ultimo pensiero della giornata è sempre la scuola del giorno dopo...

Enza (PV) 19/11/2010

salve sono la madre di Alessia una bimba dolcissima di 6 anni.Ultimamente ci sta dando dei seri problemi con l'ansia da prestazione scolastica, si fa venire il vomito a tutti i pasti e dice di aver paura di mangiare,quindi evita tutti i pasti e chiede di non voler andare a scuola perchè ha paura di vomitare quindi chiedo un vostro aiuto

Romina (AQ) 04/12/2010

Capisco il desiderio di togliersi di torno i figli, ma mi sembra un po' troppo. In pretica l'autore dice: siate genitori assenti e menefreghisti, così il bambino non sentirà la vostra mancanza...

David (RM) 06/01/2011

Ciao, io ho una bambina di due anni e mezzo che a settembre ha iniziato una sorta di pre-asilo. Premetto cche ci va volentieri e non ha mai pianto ma, da un mese a questa parte, quando è a casa (week-end,vacanze natalizie) sta benissimo ... quando ricomomincia ad andare all'asilo, puntualmente il giorno successivo si sveglia con il mal di pancia e inizia a vomitare a vuoto a ripetizione .... può essere mal d'asilo ?

Manuela (LC) 14/01/2011

Sono la mamma di Flavio, 3 anni e mezzo, primo anno di scuola materna dalle suore. E' un continuo alternarsi di giornate sì e giornate no. Prima di uscire piange con i lacrimoni; riesco a distrarlo, ma arrivati a scuola si ricomincia: vorrebbe tornare a casa con me e mi dice che ha paura. Io mi fido di queste maestre, ma ammetto di cominciare a pensare che forse saranno un pò troppo severe? Spero proprio di no, ma vi assicuro che è un vero strazio vedere il proprio unico figlio piangere e gridare così, anche perchè era da un bel pò che sembrava ormai davvero tranquillo.

Daniela (TP) 31/01/2011

buon pomeriggio io sono una staggista dentro un asilo e ho notato che ce un bambino che gia dopo 15 giorni circa non vuole andare all'asilo , lui viene con mamma e papà e lo lasciano li da noi. prima di lasciarlo stanno un po con lui e poi se ne vanno, ma appena se va la mamma subbito dopo il bambino piange da muorire cioe un attimo non si ferma e va all'istinto del vomito che una volta l'ha capitato io oggi l'ho conosciuto e ci sn stata tutto il giorno accanto ci ho giocato e anche se lui non voleva intereggiarire se lo sfioravo gridava ancora di piu e diceva ''aia'' e chiamava la mamma ecc..allora oggi io ho iniziato lo stage e sono stata tutto il tempo con lui fatto sta che ho preso due cose che gli piacciono(anche perche i genitori me lo hanno detto) , cioe la palla e i colori e ho cercato di stuzzicarlo e ci sn riuscita perche piangeva di meno fin che nn piangeva propio, ho notato che quando giovamo a palla lui guardava sempre fuori per vedere se veniva la mamma e dopo che l'ha vista arrivare lui si è rimesso a piangere e poi ha smesso quando era in braccio di suo papà. le educanti mi hanno richiamata dicendomi che non posso comportarmi cosi con un singolo bambino perche non sono una baby sitter e hanno detto che lui si è tranquillizato perche è stato con me cosa che non è giusta in un asilo visto che ci sono altri bambini.da una parte hanno raggione senza dubbio pero non puoi fare finta tonta che lui si leva l'anima nel mentre che stai con gli altri bambini io sono del parare che i bambini devono essere guardati tutti e se qualcuno non smette di piangere si deve stare li per calmarlo e cercare di farlo interaggire con gli altri. che devo fare?

dorita (CT) 07/11/2011

Buongiorno sono la mamma di una dolcissima bimba di 6 anni.Quest'anno ha iniziato la 1° elementare, manifestando inizialmente un buon rapporto con la scuola e con le novità. Prima di Natale ha cominciato a piangere durante le lezioni, senza manifestarlo a noi genitori. Poi ha cominciato a manifestare ansia e disagio a scuola dicendo che alcune cose lei non riusciva a farle e piangeva. Subito dopo ha cominciato a piangere la mattina prima di andare a scuola e a dare di stomaco la colazione facendone sempre meno. Attualemtne Le faccio fare comunque la colazione. La mattina di solito al momento del distacco a scuola comincia a piangere. Inoltre abbiamo in un secondo tempo saputo che una compagna si impone su di lei con la forza e con delle brutte parole. Noi ne abbiamo parlato alle insegnanti ,la rassicuriamo , valorizziamo i buoni risultati che ottiene a scuola.Cosa possiamo fare? chiedo un aiuto vero! grazie Alessia (Rm) 22/02/2012

Alessia (RM) 22/02/2012

Ho una bambina di 10 anni e da più di tre mesi non vuole andare a scuola; ha iniziato con mal di pancia nausee etc. per farsi venire a prendere a scuola. Poi per almeno un mese non è andata e faceva i compiti a casa regolarmente dopo le vacanze di Natale ha iniziato ad andare ma con un genitore in classe ora ultimamente non vuole più andare stiamo consultando una psicologa ma ancora lei non parla non dice nulla e si sta chiudendo in se siamo disperati

Pietro (TP) 23/02/2012

CIAO RISPONDO A PIETRO (TP) DEL 23/02/2012, ANCH'IO HO UN BIMBO DI 10 ANNI E AL MATTINO DAL LUN AL VEN AVEVA CONATI DI VOMITO (SOLO SALIVA NULLA DI ALIMENTI) E IO CON DRASTICITA' LO ACCOMPAGNAVO IN MACCHINA E CON FREDDEZZA GLI DICEVO STAI TRANQUILLO CHE TI PASSERA ANCHE XCHE' NON AVEVA NESSUN SINTOMO FEBBRILE O DA REFLUSSO, IN QUANTO IL SABATO E LA DOMENICA ERA UNA TIGRE.... ADESSO A DISTANZA DI 3 MESI TUTTO E' OK. CMQ LA SERA IO GLI CHIEDEVO COSA TI SPAVENTA IN CLASSE, COSA NON VA' ETC...ALLA FINE HO RISCONTRATO CHE ERA LA MAESTRA DI ...... CHE LO SPAVENTAVA E LUI AVEVA QUESTO TRAUMA. ORA TI POSSO CONSIGLIARE DI CHIEDERGLI LA STESSA COSA E SE DOVESSE ESSERE LA MAESTRA ''X'' DIGLI CHE PARLERAI TU GENITORE CON L'INSEGNANTE E TUTTO SI RISOLLEVERA'.  SALUTI.


P.S. DEVI ESSERE UN PO' RIGIDO NEL  FARLO ENTRARE SEMPRE A SCUOLA '' TUTTI I GIORNI''. TRANNE OVVIAMENTE SE ESISTONO SINTOMI INFLUENZALI, MAL D'ORECCHIO O SINTOMI SERI.

DONI (BA) 28/02/2012

Grazie della risposta DONI di Bari, il problema è che questa tecnica è già stata sperimentata e lei cocciuta dopo un po' faceva chiamare in preda al panico etc....poi ultimamente dopo le vacanze di natale siamo stati costretti ad accompagnarla in classe e stare con lei per tutte le ore di lezione e dopo che si stava cercando di risolvere la situazione stando un po' fuori ora di nuovo pretende che stiamo in classe

Pietro (TP) 05/03/2012

wuauuu....se i sintomi persistono "contattare un pediatra" perchè dare questo tipo di consigli quando si parla di blocchi psichici, di difficoltà emotive,ansia da separazione? se si rompe un braccio andate dal cardiologo? magari sarebbe utile invece, per il bene del bambino affidarsi a qualcuno che ha studiato per questo,uno psicologo,uno psicoterapeuta,che conosce le modalità d'intervento e può essere fortemente da sostegno. pensateci seriamente e mi verrebbe da aggiungere, che qui si gioca con il benessere della vita dei vostri figli che possono avere ripercussioni in futuro notevoli,cerchiamo tutti percorsi adeguati alle situazioni. Grazie Stella

25/09/2012

Giorgia ha 3 anni e ha iniziato l'asilo. I primi giorni andava tutto bene era contentissima, invece purtroppo da qualche giorno, e siamo alla terza settimana è diventata un tragedia. Non vuole sentire ragioni. L'asilo no, non le piace e vuole stare a casa. Ho fiducia nelle maestre e credo solo che per quanto sia una sofferenza bisogna tener duro, non cedere, ce la farà. Certo però che nel frattempo nemmeno io vivo bene questa situazione. Vederla piangere e strillare, vederla che mi si aggrappa addosso....non vuole giocare con niente e nessuno, le è andato tutto in odio.... Oddio che ansia, speriamo si abitui presto. Sara

sara (MI) 05/10/2012

ho un bambino di 6 anni che ha iniziato la scuola a settembre...ho passato un mese da incubo per l'ansia da scuola tra pianti e disperazione ma non ha mai saltato un giorno. ora che ha iniziato ad accettare la routine e il fatto di dover lavorare scrivere leggere è arrivata una supplente che a parere mio tratta questi bambini come adolescenti alle superiori. il bambino è tornato a rifiutare la scuola ma teniamo duro anche stavolta...speriamo che torni presto la maestra di ruolo!!!

Cristina (PV) 26/11/2012

ho un figlio di 10 anni e vivo questo incubo da piu di 2 anni .mio figlio non vuole andare a scuola ,ha iniziato con attacchi di panico .mi sono rivolta subito a una psicologa e gli ho cambiato scuola pensando fosse il tempo pieno troppo pesante o il rapporto con le maestre il problema!!non ho risolto niente :ancora e sotto psicologa e a scuola nn ci vuole andare ..nonostante le punizioni i premi quando andava a scuola .non sono serviti a niente .il prossimo anno dov rebbe passare alle medie .ma con molta probabilità sarà bocciato...ps ho cambiato anche psicologa ma nostante questo dopo 2 anni siamo allo stesso punto di partenza.

lucia (RN) 30/01/2013

Ma, io ho una bimba di quasi 4 anni e non ho nessuna intenzione di mandarla all'asilo, ha una mamma in gambissima ke la cura , piuttosto sono molto preoccupato per quando andrà a scuola, perchè spesso , i ns figli sn in pericolo in quelle strutture statali, e manco ce ne accorgiamo, insegnanti nervosi e pretenziosi, compagni violenti e dispettosi, stress scolastico, è un casino, purtroppo il mulino bianco è una favola, ci vorrebbero molte più classi e poco numerose, molti più insegnanti , non laureati ma che sanno gestire na classe, e molti meno compiti a casa, io non so cme farò, mi auguro che la mia Vale non incappi in situazioni drammatiche, in tal caso, sarei costretto a rieducare la maestra, con le cattive ovviamente....

alby (PV) 03/02/2013

Salve, ho un bambino che compie tre anni a dicembre, è nato prematuro (circa 3 mesi prima), premetto che lui è abituato a stare con gli altri e adora i bambini, quando vede gruppetti di bambini che giocano mi usa come strumento per raggiungerli e poi mi manda via perchè vuole interagire da solo con loro. Quest'anno l'ho iscritto alla prima infanzia, ne ho scelto una privata perchè mi era parso di capire che avevano un certo grado di attenzione per l'inserimento e nell'accoglienza, mio figlio il primo giorno è andato felicissimo non vedeva l'ora di andare a "cuola", premetto che ha pregresse un grande senso di abbandono che cerco di attenuare preparandolo a tutte le situazioni come: quando lo devo lasciare con altre persone non vado mai via di nascosto, ma lo saluto e simili, e lui se pur a malincuore si rasserena, questa attenzione la cercavo anche nella "professionalità" di una scuola privata, il bimbo era incuriosito e mi spingeva per portarlo dagli altri bimbi, ho chiesto a una insegnante e mi ha detto che era possibile accompagnarlo, da li il passo era breve sarebbe bastato prenderlo per mano, è arrivata la titolare, lo ha preso di spalle all'improvviso l'ha trascinato dentro e ha chiuso la porta drasticamente, tutto ok è riuscito a rasserenarsi un po' (almeno così mi hanno detto) sino a quando tre ore dopo disperate mi hanno chiamato perchè andassi a riprenderlo, aveva sonno e fame ma non era arrivato il momento di niente. con grande pazienza oggi l'ho ripreparato di nuovo sembrava contento lui ama giocare con gli altri bambini e seguire i riti, arriviamo, cercano di prenderlo alle spalle per ripetere la scena del giorno prima, strillo disperato e paura, spiego che così non va bene che lui resta ma non creandogli questa situazione di rapimento, la titolare ci riprova imperterrita e lui appena la vede strilla come non fa mai con gli altri, preciso che quel metodo non mi fa proprio piacere, mi risponde sarcastica se voglio una sedia per sedermi li oppure "che dobbiamo fare". Ho portato via mio figlio, mentre inveiva contro le mie doti secondo lei mancate di madre, le ho detto che probabilmente ero io a non essere ancora pronta. Ho provato in un asilo nido stavolta, non volevo vivere quella sconfitta e farla vivere al mio bambino chiudendolo a casa, è vero c'è una grande differenza perchè non è prima infanzia, anche se i bimbi hanno più o meno l'età del mio, ho visto un'accoglienza del tutto diversa, non l'attrito ma quel secondo in più dedicato ai piccoli che arrivavano piangendo senza accrescere per forza nel trauma questa separazione, mentre parlavo con la diretrice, mio figlio giocava beatamente nell'altra stanza come fosse a casa e non mi ha cercato più, ho impiegato un quarto d'oro a convincerlo a venir via. ora mi chiedo potrò cancellare la sua iscrizione dall'altra scuola privata, al quale dopo questa esperienza preferirei trecento volte qualsiasi scuola pubblica?

Dolores (CA) 03/09/2013

Ciao a tutte le mamme. Io sono la mamma di una bambina di 8 anni, fa la terza elementare, è da circa 15 giorni che non vuole andare a scuola, la mattina piange e inventa mille scuse per non andarci. La settimana scorsa è stata a casa per un'influenza, pensavo che nel ricominciare, dopo una settimana sarebbe stata felice, invece niente. non so come fare, e nemmeno come comportarmi, ho parlato anche con l'insegnante, e non ci sono problemi, studia e va bene a scuola. Mia figlia continua a ripetere che ci sono dei suoi compagni che le mettono paura e la prendono in giro, io la tranquillizzo e le dico di riferire il tutto alle maestre, ma lei non si da pace. Ora non so se devo fare finta di nulla o continuare per questa strada, e soprattutto per quanto durerà questa situazione!!!! 

Claudia (TN) 21/10/2013

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